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    La Lettera e l’Editoriale / In 107 province primarie festa di democrazia, a Caserta comico imbroglio. Questi i nostri dati. Se qualcuno ha elementi per farlo, si accomodi a confutarli


      Probabilmente, la cifra di quelli che si sono preregistrati e poi non hanno votato a Sessa Aurunca, si avvicina a quota 2000. E anche a Marcianise siamo a 500, 600 Guarino ma perché sparli delle primarie, pensa al tuo Silvio, Cosentino e via dicendo, buona giornata. Mauro De Pietro   La Replica - Amico Mauro, […]

    Nelle foto, da sinistra, Gennaro Oliviero e Dario Abbate

     

    Probabilmente, la cifra di quelli che si sono preregistrati e poi non hanno votato a Sessa Aurunca, si avvicina a quota 2000. E anche a Marcianise siamo a 500, 600

    Guarino ma perché sparli delle primarie, pensa al tuo Silvio, Cosentino e via dicendo, buona giornata.

    Mauro De Pietro

     

    La Replica - Amico Mauro, se le sorti di Silvio e di Nicola Cosentino, fossero dipese da quello che su di loro ha scritto Casertace, sia il Berlusca, che il Nik, starebbero da un pezzo in un luogo ancor più remoto di una qualsiasi Sant’Elena a coltivare, georgicamente, i gerani nei vasi e bucolicamente a vezzeggiare “le caprette che ti fanno ciao” direttamente fornite dalla ditta di Heidi e del suo nonno canuto.

    Detto questo, non sono certo io che sparlo delle primarie di Caserta. Sono le primarie di Caserta che sparlano di loro stesse.

    Ad esempio, come la giudica lei, questa storia di Sessa Aurunca: 3200 persone risultano, preregistrate, a domenica  mattina, a un minuto prima dell’apertura dei seggi. In poche parole 3200 sessani avrebbero versato 2 euro cadauno e avrebbero firmato una dichiarazione di appartenenza al Pd.

    Percorsi da rimorsi onirici più spaventosi di quelli dell’Innominato, di manzoniana memoria, a migliaia di questi, e sottilineo a migliaia – la mia non è certo un iperbole buttata lì – alle urne non si sono presentati. E sa che le dico? Che penso pure che siano più di 1700, numero risultante dalla differenza tra i 3200 preregistrati e i 1500 che hanno poi effettivamente votato, quelli che non si sono presentati.

    E ciò, perchè ritengo, applicando una valutazione di banale buonsenso, che ci sarà stato pure qualcuno, nell’unica sezione su 5, in cui questo era possibile (altro dato pesantemente irregolare di queste primarie) che a Sessa Aurunca si è registrato e poi, contestualmente, un minuto dopo ha votato.

    Insomma, a Sessa Aurunca sono stati versati 6400 euro in preregistrazioni e 3400 di questi sono diventati un contributo libero al partito che non ha trovato riscontro nell’esercizio del voto. Ora mi rendo conto che un supporter in buona fede come è sicuramente lei, signor De Pietro, queste cose non le voglia nemmeno ascoltare e leggere. Come si sa, infatti, il tifo abbaglia e abbacinando, ubriacando i riflessi, finisce per trasformare molte persone in struzzi militanti. Ma noi giornalisti dovremmo essere vigili su queste cose. Segnalarle e, nel caso denunciarle.

    Mi ha fatto molta tenerezza, stamattina, nello studio di Omnibus, il noto talk di La 7, che quotidianamente, approfondisce i temi della politica, Andrea Orlando dirigente del Pd e uno dei maggiori sostenitori di Bersani in queste primarie, quando ha affermato che il voto di ieri non è stato condizionato da eterodirezioni di apparato, da movimenti di truppe cammellate, dato che tutti quelli che si sono recati alle urne l’avrebbero fatto riscontrando un modo spontaneo e un vivificato bisogno di partecipazione democratica.

    Andrea Orlando che parla come un noioso e barboso libro aperto, al punto che anche Iva Zanicchi è riuscita a metterlo in difficoltà, si riferisce probabilmente alle altre 107 province d’Italia. Di Orlando, infatti, dobbiamo fidarci, anche perchè noi di Casertace non abbiamo mezzi e strutture per esportare i nostri metodi giornalistici anche altrove.

    Ma su Caserta, Orlando stia buono e non dica fregnacce. Perchè qui a Caserta le cose non sono andate come lui dice. Ci sono dei dati inoppugnabili, oggettivi, come quello di Sessa Aurunca, che invocano un minuto di silenzio in onore della democrazia uccisa.

    Sessa Aurunca, ma non solo, considerato che, buttando ancora l’occhio sui dati, ancora una volta, su quelli che mettono in relazione le cifre delle preiscrizioni e quelle dei votanti, ci accorgiamo che anche a Marcianise esiste una differenza di 300 voti. In poche parole in 300 preregistrati non sono andati a votare. In questo caso, forse, anche significativamente in più di 300, dato che, a differenza di Sessa Aurunca, dove veramente è successo di tutto, a Marcianise era più facile registrarsi e contestualmente votare.

    Dunque, se in giornata riusciremo ad ottenere la cifra di quelli che a Marcianise hanno votato un minuto dopo essersi registrati, scopriremo, probabilmente, che lo scarto tra i preregistrati nei giorni precedenti al voto e i votanti effettivi, non è di 300, ma di 500, 600 voti.

    Firme false? Non ne abbiamo le prove matematiche. Ma che qualcosa di molto poco chiaro sia capitato nelle elezioni primarie di Caserta e provincia, questo è lapalissiano. E dovrebbe esserlo anche davanti agli occhi, ingenuamente prosciuttati, dii supporters come il signor De Pietro.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 26 novembre 2012 ALLE ORE 12:31