Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    La lettera / Che barzelletta ‘ste primarie Pd: a Falciano del M., 350 preiscritti. Sapete che scrivo? Un altro editoriale inutile


      Se non sbaglio Fava è un politico, ed essendo tale dovrebbe conoscere quello che è stata la politica nel Meridione, soprattutto negli ultimi 40 anni. Qui non è questione di Pdl e Pd. Il problema è che siamo nati sudditi e cialtroni Salve Direttore, Avendo letto il suo articolo sui numeri delle registrazioni alle […]

    Nelle foto, da sinistra, Giulio Cesare Fava e un seggio per le primarie del Pd

     

    Se non sbaglio Fava è un politico, ed essendo tale dovrebbe conoscere quello che è stata la politica nel Meridione, soprattutto negli ultimi 40 anni. Qui non è questione di Pdl e Pd. Il problema è che siamo nati sudditi e cialtroni

    Salve Direttore,

    Avendo letto il suo articolo sui numeri delle registrazioni alle primarie del centro-sinistra nei comuni di Mondragone e S. Maria La Fossa, Le volevo segnalare che a Falciano del Massico, paese di 3.700 abitanti, non si capisce come siano già state effettuate 350 registrazioni. Queste registrazioni, riguardano solo quelle del Comitato per Bersani e per Vendola… La sede delle registrazioni risulta quotidianamente essere sempre vuota… Come sono state fatte queste adesioni? e soprattutto sono stati versati i due Euro???? Siamo proprio ai tempi della Russia Stanilista…
    Grazie per l’attenzione!!!!!
    Saluti
    Giulio Cesare Fava
    Ex Sindaco di Falciano del Massico
    LA REPLICA DI CASERTACE - Lei Fava, è un uomo politico e sa bene come funziona la politica dalle nostre parti. Quello che sta succedendo alle primare del Pd di Caserta non rappresenta certo una novità rispetto agli usi e ai costumi invalsi da decenni nella politica locale e più in generale in quella meridionale.
    Della serie: è andata sempre così. Ma il partito Democratico, se non sbaglio, se oltre a non vedere bene, non sento neppure più bene, sta affermando da anni di rappresentare la migliore delle opzioni politiche per affermare il cambiamento.
    La parola cambiamento è una roba troppo generale e troppo generica per prestarsi ad un’attività di declinazione che possa riuscire a fornire una descrizione più concreta, più chiara di quello che effettivamente dovrebbe essere questo cambiamento dell’Italia.
    Però su una cosa, Bersani, Renzi, Vendola e gli altri hanno fornito il dettaglio concettuale: l’impegno a non inquinare il processo democratico, attraverso forme di condizionamento del consenso. Mica poco! Come tratto identificativo di un cambiamento annuinciato ed enunciato, non sarebbe mica male. Anche in questo caso, però l’intenzione e la dichiarazione sono di complessa realizzazione.
    Perchè, come si fa a bollare quale espressione di consenso condizionato, una telefonata che un sindaco o un potente del Pd può fare ad un amico o ad un proprio elettore chiedendogli, ad esempio, di votare per Bersani. Il confine tra l’impronta clientelare di questa attività e l’esplicazione del peso di un semplice dato di prestigio politico e/o istituzionale, è infatti, troppo labile per giungere a conclusioni definitive, vieppiù complicato da esplicitare in quanto esiste telefonata e telefonata, richiesta e richiesta, lecita, anzi lodevole attività di proselitismo politico ed effettiva pressione, legata a meccanismi di sudditanza materiale del cittdino-elettore rispetto al potente.
    Insomma, signor Fava, è difficile per un liberale come me e mi rendo conto che questa cultura politica rappresenta un freno non per l’analisi, ma per le conseguenze di esse che questo tipo di attività possano essere tutte configurate come voto condizionato e dunque inquinante del corretto processo democratico.
    Ma c’è una cosa che tranquillizza anche un liberale come me, portandolo ad una pacifica convinzione sull’imbroglio e sul condizionamento.
    Vede, Fafa, molti dei 350 preiscritti di Falciano del Massico, come molti dei 500 preiscritti di Mondragone, come gran parte dei 400 preiscritti di Santa Maria La Fossa, sono frutto di firme false.
    Lo so io, la sa lei, lo sanno tutti sulla scorta di quella regola aurea che rappresenta l’atto propedeudico di ogni forma di sudditanza umana: l’ipocrisia, di cui, tutti noi, chi più e chi meno, soffriamo. Insomma, “Si fa, ma non si dice”, e se si fa non si ammette nemmeno sotto tortura. Nessuno, a partire da me, è esente da colpa su questo terreno, che non è certo il terreno degli asceti.
    Molti di quelli che pur non essendosi mai presentati agli uffici elettorali del Pd, si ritrovano con la propria firma sugli elenchi, non denunceranno mai questa espropriazione, questo autentico sequestro, di una propria libertà personale, che è rimasta lettera morta in una Costituzione formale, soverchiata da una ben altra Costituzione materiale, quella fondata su nostra signora dell’ipocrisia. E sapete perchè? Perchè non potranno mai denunciare le persone che hanno realizzato questa azione, perchè a quelle persone loro si sono rivolti per ottenere favori, raccomandazioni e altre facilitazioni. In poche parole si sono resi sudditi. Dunque, queste persone che senza mai firmare nulla, si ritrovano preregistrate, non sono certo meglio dei sindaci, dei politici e degli scagnozzi dei sindaci e dei politici, dato che queste persone non hanno delegato solo la firma di preiscrizione per le primarie del Pd, ma hanno firmato un contratto in bianco in cuihanno consegnato la vita e anche loro stessi.
    Dunque, signor Fava, lei e tutti quelli che stanno protestando per i numeri abnormi di alcune preregistrazioni fareste bene a non scaldarvi più di tanto, dato che quello che sta capitando, è capitato mille altre volte, in congressi, in assemblee di tutti i tipi, anche in quelle di condominio. Il connotato politico, in questo caso conta niente. Quelli del Pdl, un mese fa hanno truccato i numeri del congresso, quelli del Pd stanno organizzando le primarie alla stregua di un tesseramento della Democrazia Cristiana negli anni 70.
    Non è questione, dunque, di Pdl, Pd o Udc. E’ che siamo dei cialtroni noi meridionali, noi campani, noi casertani. Cialtroni senza etica e colpevoli di aver disperso completamente la cultura della cittadinanza.
    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 23 novembre 2012 ALLE ORE 12:52