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    La leggenda del giorno. La Esposito rinuncia. Ma Graziano tacita i rumors: "Tra il punto e il posto, scelgo di nuovo il punto"


      Dopo che la commissione nazionale di Garanzia ha riconosciuto, a causa della ristrettezza dei tempi, la sua impotenza ad esaminare il giustissimo ricorso presentato sul caso S. Arpino, il parlamentare si adegua, fa un passo indietro e dice: obbedisco. IN CALCE ALL’ARTICOLO IL TESTO INTEGRALE DELLA NOTA DELLA COMMISSIONE NAZIONALE DI GARANZIA DEL PD […]

    Nelle foto, da sinistra, Lucia Esposito e Stefano Graziano

     

    Dopo che la commissione nazionale di Garanzia ha riconosciuto, a causa della ristrettezza dei tempi, la sua impotenza ad esaminare il giustissimo ricorso presentato sul caso S. Arpino, il parlamentare si adegua, fa un passo indietro e dice: obbedisco. IN CALCE ALL’ARTICOLO IL TESTO INTEGRALE DELLA NOTA DELLA COMMISSIONE NAZIONALE DI GARANZIA DEL PD

     

    CASERTA – Sono ore concitate in cui la realtà si intreccia all’immaginazione, all’immaginario e anche a una cospicua antologia di leggende metropolitane. Quella di oggi parlava di un’acrobatica operazione da vecchia camarilla democristian-comunista, alla fine della quale Lucia Esposito veniva convinta a fare un passo indietro, ad “accontentarsi” di un seggio in Consiglio regionale, lasciando la strada libera a Stefano Graziano, il quale sarebbe entrato, formalmente in quota Bersani, a garanzia della mini corrente di Marco Follini.

    Operazione che avrebbe vanificato tutti gli sforzi operati dai fratelli Cappello per far eleggere la Esposito, in modo che Enzo Cappello, sindaco di Piedimonte Matese possa entrare lui in Consiglio regionale.

    Ma a metà pomeriggio ci ha pensato lo stesso Graziano a tacitare questi rumors, con una nota che partendo dalla ingiusta, ma, a questo punto, inevitabile (Leggi il documento ufficiale in calce all’articolo), vista la ristrettezza dei tempi, bocciatura di tutti i ricorsi presentati, ribadisce la sua fedeltà alle direttive del partito. In poche parole, Graziano smette di combattere per quello che è una sua lapalissiana ragione: la richiesta di realizzare lo spoglio delle schede non scrutinate a S. Arpino. Spoglio, che secondo stime credibili, gli avrebbe garantito voti sufficienti a superare nella graduatoria delle Primarie sia Dario Abbate che Camilla Sgambato, appollaiandosi in una quarta posizione che se non gli garantiva l’elezione, gli lasciava quantomeno, qualche speranza.

    E’ una decisione, quella della commissione di Garanzia - scrive Graziano - di cui prendo atto, ma che non condivido“. Fatta la premessa, il resto della nota è un ortodosso atto di disciplina.

    Tra il punto e il posto – aggiunge il parlamentare uscente - io scelgo il punto. Capisco bene la disciplina di partito e a questa mi inchino. Del resto, come è noto, nella mia storia personale e politica ho sempre sotteso gli interessi personali alle posizioni di principio“.

    Graziano non cita per eleganza, il fatto a cui si riferisce, ma chi scrive ricorda che, nel 2006 quando dirigeva il Corriere di Caserta, Pierferdinando Casini fece di tutto per far rimanere con sé nell’Udc, Graziano, promettendogli anche un posto di deputato. Ma Graziano preferì rimanere vicino al suo amico Marco Follini, che aveva preso un’altra strada, abbandonando il centrodestra. E per fare questo, non si candidò alle elezioni politiche di quell’anno.

    In questo momento – conclude Graziano -, indipendentemente da ogni altra cosa, quello che conta di più è continuare a lavorare per il cambiamento del Paese. Ed è ciò che farò“.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 4 gennaio 2013 ALLE ORE 18:27