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    LA DOMENICA DI CASERTACE/ C’è aria di scandalo sul congresso provinciale del Pdl. Se non avesse votato il 35% sarebbe stato nullo. Antropoli: ‘Fuori i nomi’


    Nelle foto, Angelo Polverino, Carmine Antropoli e Pasquale Giuliano La polemica rischia di incendiare ulteriormente i rapporti tra le diverse fazioni in lotta. Troppe ombre sulla giornata del Crowne Plaza.   CASERTA – Il caso sollevato questa mattina da Casertace e che sta già provocando delle reazioni tra gli esponenti dell’area del Pdl che al […]

    Nelle foto, Angelo Polverino, Carmine Antropoli e Pasquale Giuliano

    La polemica rischia di incendiare ulteriormente i rapporti tra le diverse fazioni in lotta. Troppe ombre sulla giornata del Crowne Plaza.

     

    CASERTA – Il caso sollevato questa mattina da Casertace e che sta già provocando delle reazioni tra gli esponenti dell’area del Pdl che al congresso non ha partecipato, rischia di rendere ancora più infuocata, nei prossimi giorni, la polemica già durissima tra Landolfi da un lato e i Cosentinian-Polveriniani dall’altro.

    Le preferenze espresse nel voto i componenti del Coordinamento provinciale sono circa tremila. I voti ufficialmente verbalizzati sono circa seimila e rotti. Il che vuol dire che ci sarebbero tremila persona che sono andate al Crowne Plaza, per votare secchi, senza dare alcuna preferenza i due candidati unici al Coordinamento e al vice coordinamento provinciale. Dire che è molto improbabile significa rispettare, e non poco, chi il congresso ha gestito e presieduto. In effetti è impossibile. Dunque, sarebbe necessario che il senatore Pasquale Giuliano pubblicasse, come abbiamo chiesto noi di Casertace, i nomi di coloro i quali risultano aver votato. Ma lo deve fare subito, in serata, massimo entro le dieci di domattina; altrimenti anche questa pubblicazione potrebbe essere non credibile.

    Dopo la presa di posizione di Coronella è arrivata in questi minuti quella del sindaco di Capua Antropoli: «Non ho partecipato al congresso provinciale -spiega Antropoli-, perché in totale dissenso con il metodo con cui è stato organizzato e con la volontà pervicace del partito di continuare ad andare avanti con un coordinatore provinciale che, con tutto il rispetto per la persona Giuliano, si è dimostrato del tutto inadeguato in questi anni. Ma nonostante io non sia andato, vorrei avere la possibilità, da semplice iscritto in dissenso, di riconoscere il risultato di un congresso democraticamente celebrato. E invece no. Troppe ombre. Ben si sa -sottolinea Antropoli- che ai sensi dell’art. 8 dei regolamenti dei congressi, quelli provinciali e quelli delle grandi città sono validi solo quando vota il 35% degli iscritti. In questo caso, bisognava arrivare almeno a quota quattromilatrecento. Troppe cose poco chiare sono successo e sarebbe utilissimo che il senatore Giuliano, pubblicasse immediatamente i nomi di chi ha votato, dato che, ad esempio, – conclude Antropoli- dei cinquecento iscritti di Capua non ha votato nessuno. E questo mi consta perché lo ho verificato direttamente.»

    Insomma un’altra vicenda imbarazzante, di un partito che vive una crisi di nervi infinita. Che vive, soprattutto in questi giorni, in funzione delle necessità di estrema conservazione di una classe dirigente, che anche sul piano locale, ha poco, molto poco, anzi, niente più da dire, ammesso e non concesso che in passato abbia detto qualcosa.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 7 ottobre 2012 ALLE ORE 19:45