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    LA DOMENICA DI CASERTACE – AVERSA – Cella respira: non dovrà fare il “lavoro sporco” ( locuzione metaforica ) per Sagliocco dopo il rientro di Nobis, Vargas e Palmieri


    Lui e Candida erano pronti a votare anche il bilancio per salvare il Sindaco. Un caso incredibile di cui si realizza un vero e proprio furto della sovranità popolare e democratica.   AVERSA - Buon per loro che Sagliocco è riuscito, quasi in extremis, a recuperare, accontentandoli chi con la poltrona, chi con altre forme […]

    Lui e Candida erano pronti a votare anche il bilancio per salvare il Sindaco. Un caso incredibile di cui si realizza un vero e proprio furto della sovranità popolare e democratica.

     

    AVERSA - Buon per loro che Sagliocco è riuscito, quasi in extremis, a recuperare, accontentandoli chi con la poltrona, chi con altre forme di prebenda amministrativa, quattro consiglieri comunali nella sua maggioranza, che sembravano intenzionati a non votargli il bilancio. Il rientro nei ranghi di Nobis, Vargas e Palmieri ha risparmiato a Salvatore Cella e al suo sodale politico Salvatore Candida il problema non da poco di dover salvare, in consiglio comunale, il Sindaco, di cui, di fronte a tutta la città e della solennità democratica di un’elezione comunale, Cella era stato più che competitivo rivale.

    Addirittura, l’allora candidato del centro sinistra aveva assoribito sul suo nome quel 20% di aversani che, pur votando una lista di centro destra, non volevano che Sagliocco facesse il Sindaco.

    Ecco perchè l’ormai scontato e pacifico minuetto tra Cella e Sagliocco rappresenta un pesantissimo schiaffo inflitto alla democrazia e al popolo sovrano di Aversa, a quella parte della città che non aveva voluto votare per Sagliocco e che si era invaghita proprio di Cella, che si è rivelato uno dei più clamorosi bluff della politica di questa provincia degli ultimi 50 anni.

    Se è vero che il recupero dei tre consiglieri consentirà a Cella di far finta di avere una posizione articolata sul bilancio di previsione, è anche vero che fino a quando non si dimetterà, la sua presenza in consiglio comunale in appoggio al Sindaco di cui era stato alternativa di governo e di ideologia rappresenterà un clamoroso e storico furto di sovranità democratica.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 20 ottobre 2013 ALLE ORE 14:00