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    LA DOMENICA DI CASERTACE / La lettera di G. Zinzi, che attacca Antropoli CASERTACE: Antropoli sta facendo quelllo che suo padre giustamente fa alla Provincia


      A ualche giorno di distanza dal nostro editoriale, accogliamo con piacere la lettera del giovane leader dell’Udc, che ci consente di tenere acceso un importante confronto su questioni serissime, a partire da quella delle regole della democrazia Caro Direttore, devo confessare di aver letto con una certa sorpresa il suo editoriale riguardo la situazione […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Fabio Buglione, Giampiero Zinzi e Carmine Antropoli

    A ualche giorno di distanza dal nostro editoriale, accogliamo con piacere la lettera del giovane leader dell’Udc, che ci consente di tenere acceso un importante confronto su questioni serissime, a partire da quella delle regole della democrazia

    Caro Direttore,

    devo confessare di aver letto con una certa sorpresa il suo editoriale riguardo la
    situazione politica che sta vivendo l’Amministrazione comunale di Capua. Come ben
    sa, sono un attento lettore di Casertace e ne apprezzo lo spirito critico e la capacità
    di analisi, in grado sempre di andare al di là della superficie.
    Proprio per fare maggiore chiarezza in riferimento al rapporto tra il Sindaco di
    Capua, Carmine Antropoli, e il gruppo consiliare Udc, ho deciso di inviarle questo
    breve contributo.
    Innanzitutto, va detto che l’Udc di Capua sin dall’inizio si è contraddistinto per la
    lealtà dei comportamenti, per la trasparenza del suo agire, dimostrandosi una delle
    poche realtà di partito ancora solide e in cui l’aspetto identitario conta davvero.
    Il nostro partito, dopo aver contribuito in maniera importante alla vittoria del
    centro-destra (il 17% dei consensi è un risultato che va ben oltre la media nazionale)
    ha sempre “pagato” sulla propria pelle il sostegno leale al primo cittadino. Non si
    può negare, infatti, che da sempre Antropoli abbia mostrato un piglio decisionista,
    non sempre incline al dialogo, alla condivisione e alla concertazione delle scelte,
    specie con il gruppo consiliare dell’Udc. Credo sia condivisibile considerare un diritto
    nonché una prerogativa dei consiglieri comunali chiedere ad un Sindaco maggiore
    coinvolgimento all’interno della vita amministrativa dell’Ente. Tuttavia, il dialogo con
    Antropoli si è fatto sempre più complicato.
    E la prima frattura all’interno dell’Udc è avvenuta con l’abbandono del gruppo da
    parte del consigliere Pasquale Frattasi, all’epoca delegato al bilancio. Decisione
    particolarmente dolorosa per me, in quanto considero Pasquale prima di tutto un
    caro e vero amico. La compattezza sulle posizioni del primo cittadino ha fatto la
    prima “vittima” di peso nel gruppo Udc.
    Altro elemento destabilizzante fornito dal Sindaco riguarda l’atteggiamento assunto
    nei confronti dell’assessore Udc, Nino Ferraro, da sempre tra i punti di riferimento
    del nostro partito a Capua. Antropoli, affermando che non si sarebbe mai privato
    di lui in Giunta (indipendentemente dalla volontà del partito che rappresenta), ha
    lasciato percepire all’interno dell’Udc, ma soprattutto all’esterno, che Ferraro fosse
    un suo “uomo”, spaccando il gruppo Udc e creando inutili malumori e malintesi.
    Mi permetto di osservare, caro Direttore, che la questione non ruota intorno
    alla presenza o meno dell’Udc in Giunta a Capua, ma è puramente di metodo. Di
    conseguenza, senza questa “invasione di campo” la questione non sarebbe sorta
    poichè nessuno, prima del Sindaco, aveva messo in discussione il fatto che Nino

    Ferraro fosse parte integrante della squadra Udc.
    Personalmente, ho sempre lavorato per ricomporre la frattura tra il Sindaco e il
    gruppo consiliare, oltre che con il partito (peraltro saggiamente coordinato da
    Franco Perrotta). Credo, però, che questa attività non possa sortire risultati positivi
    se Antropoli continuerà a rispondere con durezza e in maniera scomposta ai nostri
    consiglieri, che chiedono solo un maggiore coinvolgimento nelle scelte. Il Sindaco del
    resto non può pensare, interpretando come lesa maestà costruttive osservazioni e
    continuando a sostenere di non aver bisogno dei consiglieri Udc per andare avanti,
    di non suscitare comprensibili reazioni e sussulti di dignità.
    Un’ultima considerazione sul cosiddetto fattore G (e la ringrazio per non aver
    prodotto analisi sul punto G in relazione a questa vicenda…).
    E’ vero, il fattore G esiste. G, però, non sta per Gianpiero, nel senso che non è legato
    al fatto che io mi chiami Gianpiero e che mi possa candidare alle prossime elezioni
    politiche. G sta per “Gruppo”. E quando parlo di Gruppo, intendo riferirmi allo
    spirito che ci ha contraddistinto e che in questi anni ci ha consentito di ottenere
    importanti risultati in questo territorio.
    A tal proposito, va anche detto che negli ultimi anni nell’Udc è cresciuta una
    generazione di amministratori che è giovane, ma già “vaccinata”. E Capua ne è uno
    degli esempi più luminosi: i tre eletti (Fabio Buglione e Gaetano Caputo, oltre a
    Pasquale Frattasi) sono degli under 35, seri e preparati. A mio parere questi giovani,
    uniti all’indispensabile esperienza degli amici che hanno determinato negli anni la
    crescita del nostro partito, rappresentano un patrimonio prezioso per l’oggi e per il
    domani.
    La ringrazio per l’opportunità che mi ha concesso e la saluto cordialmente.

    Avv. Gianpiero Zinzi
    Commissario regionale Udc Campania

    Gentile avvovato Zinzi, la ringrazio dei complimenti, ma, soprattutto, la ringrazio per aver scelto la scelta (e non è un semplice gioco di parole), di aver scelto  la serietà del confronto dialettico, non affogando, come capita alla maggior parte dei politici di questa provincia, nel pensiero debole, debolissimo, che associa a ogni presa di posizione di Casertace, la folcorica idea che questa sia legata a pregiudizi, livelli di simpatia e di antipatia eccetera.
    Capita questo perché, diciamocela tutta, la maggior parte della classe politica casertana, d’altronde come quella nazionale, è profondamente incolta, nono conosce la data della scoperta dell’America e neppure l’anno della Rivoluzione francese e il più delle volte, se proprio riesce nell’impresa di andare al di là della consultazione un titolo o di una foto pubblicata, arriva al massimo alla lettura del terzo rigo di un articolo. Dunque, questo dialogo tra lei e Casertae è utile prima di tutto a lei, dato che quando il sottoscritto decide di sottoporre una sua replica non sbrigativa a un intervento di un politico, ciò rappresenta una fonte legittimante per quel politico al cospetto dei 15mila visitatori unici assoluti che ci seguono, bontà loro, in media, ogni giorno.

    Detto questo, entro nel merito della sua confutazione. In termini politici, collegando la vicenda di Capua a un metro valutativo democratico sic et simpliciter, che avvolga in sé il principio della rappresentanza e la forza che il mandato popolare può dare alle azioni di un partito e di chi lo rappresenta nelle istituzioni, lei, avvocato Zinzi condensa, nella sua lettera, molte ragioni e pochi torti. Ma come si sa la politica è un fatto complesso in cui, se è vero che le ragioni della rappresentanza devono essere, nonostante tutto, la stella polare di ogni cammino, è anche vero che questa vicenda di Capua, la grande veemenza con cui il signor Buglione ritiene di voler decidere su chi debba rappresentare in giunta comunale l’Udc, non può, proprio per un fatto di democrazia non partitocratica, collegata alle prerogative che la legge sull’elezione diretta riconosce ai sindaci in un modello che presenta più di una venatura di presidenzialismo.

    In poche parole, se la pura applicazione del principio della rappresentanza rende, quand’anche Nino Ferraro sia pur sempre il primo dei non eletti della lista Udc a Capua,  poco consistente, apparendo la stessa ossigenata soprattutto da un patto diretto e fiduciario con il sindaco Antropoli,   la posizione di Ferraro in giunta, è ugualmente vero, anzi, ancor più vero, per i motivi che le spiegherò a breve, che le prerogative, i poteri, le funzioni, oso dire, la filosofia che sta dentro alla legge sull’elezione diretta, una delle poche espressioni positive della nostra legislazione elettorale, attribuisce ai sindaci, ma anche ai presidenti delle Province e ai governatori delle Regioni, la facoltà, che diventa dovere etico, di nominare nelle loro giunte persone adatte alla gestione, dentro alla delicata funzione esecutiva.

    Cio, però, e su questo le do’ parziale ragione, non può diventare per sindaci, presidenti delle Province e governatori un’arma attraverso cui possano fare il bello e il cattivo tempo, azzerando completamente l’altro strato del principio di rappresentanza, che, armonizzandosi con quello principale dell’elezione diretta, deve consentire ai partiti, ai movimenti o ad altre agenzie rappresentate, di indirizzare, consigliare, proporre con forza delle scelte, con le quali propri esponenti possano realizzare le idee che il partito ha per quel che riguarda il governo di una città, di una provincia o di una regione.

    Si fidi, avvocato: non so se Antropoli abbia rotto, in qualche circostanza, questo equilibrio necessario tra i due strati del principio della rappresentanza, ma in questo caso specifico, non lo ha fatto, perché Antropoli, che Capua, naturalmente, la conosce meglio di me e meglio di lei, fermo restando che io mi occupo da dodici anni di cronaca politica, ma anche di nera e giudiziaria, ha ritenuto che il dovere di un sindaco eletto con suffragio diretto dal popolo, fosse quello di dare questo connotato alla sua giunta, temperando la giusta istanza di rappresentanza dell’Udc (Ferraro è un fondatore del partito e con suo padre ha anche condiviso la cattiva sorte dell’esperienza non certo fortunata di Democrazia Europea) con la necessità di tenere la sua giunta attestata su standards di tranquillità ed evitando che qualche ingresso troppo esuberante possa offrire il fianco a strumentalizzazioni o malevolenze, soprattutto da parte di quel poco di opposizione di sinistra che ancora sopravvive a Capua.

    In poche parole, Antropoli sta facendo a Capua quello che suo padre, con molte ragioni, riconosciute spesso anche da Casertace, sta facendo alla Provincia, dove svolge una funzione di rigorosa tutela sugli standards della sua giunta, anche a costo di configgere con i partiti della sua maggioranza che almeno centmila volte gli hanno dimostrato, col manuale Cencelli in mano, di avere iena titolarità ad essere gratificati di una nomina o di una delega in più in giunta.
    Spero che questa mia risposta sia utile a lei per affrontare con maggiore consapevolezza autenticamente democratica il nodo di Capua.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 21 ottobre 2012 ALLE ORE 18:14