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    IL RIBALTONE DI MONDRAGONE – Il silenzio di Nitto Palma e dell’inviato Di Caterina. La lettera del consigliere Piazza


      Dopo 15 giorni non vi è stato alcun incontro tra i vertici del partito locale e il delegato del coordinamento regionale. IN CALCE ALL’ARTICOLO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA DI PIAZZA   MONDRAGONE. A distanza di circa due settimane dall’incarico ispettivo dato dal Coordinatore Regionale del PdL Sen. Francesco Nitto Palma all’ex deputato  Di Caterina al fine […]

    Nelle foto, da sinistra, Nitto Palma e Giuseppe Piazza

     

    Dopo 15 giorni non vi è stato alcun incontro tra i vertici del partito locale e il delegato del coordinamento regionale. IN CALCE ALL’ARTICOLO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA DI PIAZZA

     

    MONDRAGONE. A distanza di circa due settimane dall’incarico ispettivo dato dal Coordinatore Regionale del PdL Sen. Francesco Nitto Palma all’ex deputato  Di Caterina al fine di valutare quanto effettivamente accaduto a Mondragone e che ha portato alla sottoscrizione dello  “patto del ribaltone” tra una parte del Popolo della Libertà di Mondragone, capeggiato dal sindaco Schiappa, e i Consiglieri comunali del Partito Democratico, capitanati da Achille Cennami e a distanza di tredici giorni della mia lettera inviata al coordinatore regionale per renderlo edotto su cosa è realmente successo nella nostra città, non avendo avuto alcuna risposta al riguardo né tantomeno alcun contatto con  Di Caterina, ritengo opportuno dare pubblica lettura di ciò che avevo scritto nella mia comunicazione al massimo referente regionale del PdL.

    Si rimane esterefatti che a distanza di quasi quindici giorni non sia stato preso alcun contatto con i vertici locali del PdL e con i Consiglieri Comunali che rappresentano il partito nell’Assise cittadina, i quali si fanno giornalmente e responsabilmente carico di tutti i provvedimenti che un’Amministrazione Comunale assume.

     L’auspicio è che il Sen. Nitto Palma voglia veramente appurare perché gli iscritti del partito e i Consiglieri Comunali del PdL siano stati tenuti all’oscuro di tutto quanto pattuito segretamente tra il coordinatore locale ed il sindaco Schiappa da una parte ed il Partito Democratico dall’altra, sovvertendo la schiacciante vittoria dello scorso anno della coalizione di centro-destra nei confronti proprio dello sconfitto Cennami; il quale sconfitto procedeva, appena dopo la proclamazione della vittoria di Schiappa, a produrre addirittura ricorso al T.A.R. Campania non riconoscendone l’esito elettorale.

    10.06.2013

                          Il Consigliere Comunale Pdl

                                                                 Giuseppe Piazza

     

     QUI SOTTO LA LETTERA

     

     

     

    Ill.mo Sen. Nitto Francesco Palma

    Coordinatore Reg. PdL Campania

     

    Mondragone, 28 Maggio 2013

     

     

    Illustre senatore,

    mi permetto di inviarLe questa mia lettera al solo scopo di fornirLe qualche elemento utile a sviluppare una riflessione più puntuale sulla vicenda del “ribaltone” consumatosi a Mondragone. Tanto ho ritenuto anche alla luce della Sua decisione di affidare all’on. Di Caterina il compito di ispezionare (almeno questo è il senso che le ha dato la “Gazzetta di Caserta” oggi in edicola) e di riferirLe in merito.

     

    Le dico subito che la fine della maggioranza uscita dalle elezioni e la sua sostituzione con l’accordo con il Pd sono stati decisi senza mai informarne i consiglieri comunali, cioè coloro che materialmente e moralmente avrebbero dovuto sopportarne il peso. Nè sussistevano i presupposti politici perché a tanto si arrivasse. Difatti, nessun invito alle dimissioni è mai pervenuto al sindaco, ma solo una richiesta di azzeramento della giunta da parte del Nuovo Psi e della lista “Intesa per Mondragone”, cui si è associato anche chi scrive al solo scopo di favorire una ripresa del dialogo tra le forze del centrodestra. Nella maggioranza c’era dissenso, anche forte, ma in tutto simile a quello che solitamente si riscontra nelle amministrazioni rette da una coalizione.

     

    Il sindaco, invece, piuttosto che affrontare in una logica di partito e di rispetto della volontà elettorale una situazione tutt’altro che irrisolvibile, ha avviato – d’intesa esclusiva con la sua ristretta cerchia di fedelissimi – una personalissima trattativa con il Pd della quale non solo chi scrive ed altri consiglieri comunali ma l’intera città, a stragrande maggioranza di centrodestra, ha avuto contezza solo attraverso la lettura dei giornali. Né risulta che il Coordinamento Provinciale – cui l’art. 31 dello Statuto del Popolo della Libertà affida il potere di definire gli indirizzi politici dei Gruppi Consiliari negli Enti Locali – abbia mai approvato un documento che autorizzasse il Coordinatore comunale o lo stesso sindaco ad intavolate trattative con il Pd.

     

    Il primo cittadino e la dirigenza locale hanno quindi violato le regole fondamentali del nostro Partito per obiettivi  tuttora non chiari. Il ribaltone non  è  stato  infatti  conveniente

    sotto il profilo politico perché ha ridato fiato e speranza ad un partito, il Pd, ormai vicino all’estinzione. Non lo è stato sotto quello numerico perché mentre prima vi era una maggioranza di 11 contro 6 ora ve n’è una di 10 se non addirittura di 9. Non lo è stato, infine, sotto il profilo dell’immagine perché ora il PdL ha un sindaco che (senza esservi costretto) ha tradito gli elettori. Insomma, comunque lo si rigiri, quanto accaduto certamente non fa bene né onore al PdL mondragonese. Ecco perché ho ritenuto importante rivolgermi a Lei assicurandoLe sin da ora – ove mai lo ritenesse opportuno – la mia piena disponibilità a fornirLe (o all’on. Di Caterina) ulteriori spiegazioni.

     

    Nella speranza di averLe fatto cosa gradita e nell’attesa di conoscere le Sue determinazioni in merito, La prego di accogliere i miei più deferenti saluti.

     

    Giuseppe Piazza

    PUBBLICATO IL: 10 giugno 2013 ALLE ORE 16:40