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    IL RETROSCENA / Ecco perchè sono saltate le dimissioni di Carlo Marino da consigliere comunale


      Operazione, per il momento evaporata, dato che al suo posto in Consiglio, non entrerebbe il primo dei non eletti del Pd, ma la prima della lista di Idv, Clementina Ferraiolo. Ma il problema per l’ultimo candidato sindaco del centro sinistra nella città capoluogo è quello dell’isolamento dopo il disastro delle Primarie   CASERTA – Non […]

    Nelle foto, da sinistra, Carlo Marino, Andra Boccagna e Clementina Ferraiolo

     

    Operazione, per il momento evaporata, dato che al suo posto in Consiglio, non entrerebbe il primo dei non eletti del Pd, ma la prima della lista di Idv, Clementina Ferraiolo. Ma il problema per l’ultimo candidato sindaco del centro sinistra nella città capoluogo è quello dell’isolamento dopo il disastro delle Primarie

     

    CASERTA – Non sono stati giorni facilissimi, per Carlo Marino, quelli successivi alla sconfitta alle elezioni Primarie. Non facili anche perchè il gruppo che aveva costruito attorno a sé si è in parte sfaldato. Un segnale chiaro, da questo punto di vista è stato costituito dalla nascita, nella città capoluogo, di un’associazione dei riformisti che fa riferimento al figlio del sindacalista De Florio, che a Marino era stato molto vicino in tutta la fase delle Primarie, prima a sostegno di Renzi e poi, in appoggio allo stesso Marino, in quelle del 29 dicembre.

    Dunque, l’ultimo candidato sindaco del centro sinistra, che ha rotto, in maniera deflagrante i suoi rapporti con Stefano Graziano, primo artefice di quella candidatura, ha dovuto fare i conti con il problema dell’isolamento.

    Difficile ipotizzare un addio al Pd, dato che per lui non ci sarebbe posto, per ovvi motivi, nel Pdl e pure nella galassia di Zinzi, al massimo potrebbe fare il comprimario.

    Ecco, dunque, l’idea di dimettersi da consigliere comunale. Un’idea collegata alla convinzione, che ha abitato la sua testa per diversi giorni, che la sua rinuncia avrebbe consentito l’ingresso in Consiglio di Andrea Boccagna.

    Un modo per rimettersi dentro ad un sistema di relazioni che gli potesse consentire di svolgere, comunque un ruolo nel Pd cittadino.

    Ma Marino non aveva fatto i conti con una realtà differente, in funzione degli esiti delle scorse elezioni comunali. Le sue dimissioni da consigliere, entrato nel parlamentino cittadino come candidato sindaco sconfitto, avrebbero aperto la strada alla più votata nella lista di Italia dei Valori, che è Clementina Ferraiolo.

    Di qui lo stop dell’operazione, ammesso e non concesso, che di operazione strategica di rottura di un accerchiamento si tratti, dato che Andrea Boccagna, ultimamente, non è che brilli per rigida ed irriducibile adesione alla linea del Pd, come dimostrano le voci di una sua disponibilità mostrata, nelle ultime settimane, alla causa elettorale di Gianpiero Zinzi e dell’Udc.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 20 febbraio 2013 ALLE ORE 19:02