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    Il renziano Carlo Marino balla attorno al cadavere dei bersaniani. Ma non può essere certo lui il nuovo Pd


      In calce al nostro commento il comunicato stampa in cui il candidato che ha rappresentato alle primarie il sindaco di Firenze auspica la classe di una nuova classe dirigente, ma glielo andasse a spiegare a Renzi cosa è successo col nuovo palazzo della Napoletana gas in via De Falco con ricorso al Tar prima presentato e […]

    Nella foto Marino e Renzi

     

    In calce al nostro commento il comunicato stampa in cui il candidato che ha rappresentato alle primarie il sindaco di Firenze auspica la classe di una nuova classe dirigente, ma glielo andasse a spiegare a Renzi cosa è successo col nuovo palazzo della Napoletana gas in via De Falco con ricorso al Tar prima presentato e poi ritirato.

     

    CASERTA – Non era imprevedibile che dopo la non vittoria, che assomiglia molto a una sconfitta, patita dal Pd alle elezioni politiche, tornassero a venire fuori i renziani. Oggi, però la posizione espressa dai seguaci del sindaco di Firenze  assomiglia a un sogghigno non certo elegante, visto che il morto è ancora caldo. Ma soprattutto, quelli che stanno uscendo allo scoperto in queste ore danno l’idea di sentirsi degli autentici redivivi, cioè persone le quali, sconfitte alle elezioni primarie, ora stanno lì ad attendere che questi che ci sono, gli sconfitti delle politiche, se ne vadano lasciando a loro posti e potere. E questo non è ciò per cui Matteo Renzi si è fatto apprezzare.

    Non sfugge, purtroppo, da questa cattiva creanza, colui che a Caserta è stato il maggiore rappresentante dell’area Renzi. Carlo Marino, come potete leggere dal comunicato stampa che pubblichiamo in calce, auspica un cambiamento radicale all’interno del Pd. Bene l’auspicio. Ma non può essere certo Carlo Marino la faccia di questo cambiamento solo perché ha rappresentato Matteo Renzi alle elezioni primarie.

    Il fatto che Marino sia già uscito con un comunicato, danzando sul corpo morente di Bersani e dei bersaniani casertani, la dice lunga, infatti su quanto sia vecchio il criterio e il sistema che connota il metodo politico di Marino, pieno rappresentate di una stagione di “politici politicanti” che non può essere certo lui a chiudere.

    E poi ce lo andasse a raccontare a Renzi, Carlo Marino cosa ha combinato con la vicenda della speculazione edilizia in zona F6, con la nota operazione del mattonaro casertano Alessandro Landolfi. Lo andasse a raccontare a Renzi Carlo Marino quale è la nuova politica di uno che prima fomenta, utilizza un poveracciio a presentare un ricorso al Tar e poi, all’ultimo momento, quando questo ricorso può fornire un esito che rimetta tutta la vicenda nel solco della legalità, lo ritira provvidenzialmente.

    E questa sarebbe la nuova frontiera di un nuovo Pd? Non scherziamo.

    QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

     

    COMUNICATO STAMPA

    L’area Renzi a Caserta: Una nuova stagione per il Pd

    Nuova classe dirigente, spazio ai circoli e alla società reale, proposte chiare per i territori

     

     

    Numerosi e rappresentativi di tutte le realtà comunali della provincia di Caserta, i responsabili dei Comitati Adesso, e tanti militanti e simpatizzanti Democratici che si riconoscono nella cosiddetta area Renzi, hanno analizzato il dato elettorale in provincia ragionando sul futuro del Partito Democratico di Terra di Lavoro e sulle aspettative e sulle speranze  per l’immediato futuro.

    Una nuova stagione è stato il leit motiv che è stato invocato e prospettato negli innumerevoli interventi dei partecipanti; sindaci, amministratori, dirigenti e militanti del Partito Democratico, tutti convinti che il risultato ottenuto in provincia di Caserta sia stato estremamente deludente  benché non corrispondente alle potenzialità reali del partito.

    Potenzialità non espresse appieno perché soffocate da una insufficiente azione del partito negli ultimi anni, che ha visto l’epilogo nelle dimissioni del segretario provinciale, dalle diatribe interne che hanno contrassegnato la gestione dello stesso partito, e dalle contraddizioni che hanno caratterizzato le primarie e che inesorabilmente sono riaffiorate in questa campagna elettorale.

    Contraddizioni, criticità, deficit organizzativi, parzialità nei confronti della componente renziana,  che sono state puntualmente denunciate pubblicamente.

    Ora – è emerso chiaro – è il tempo di cambiare passo, di sperimentare un diverso agire politico, di credere nel partito come spazio di elaborazione di azioni tese ad iniziative di interesse sociale e di difesa del nostro territorio, aperto alla società reale diventandone luogo di espressione e strumento  di autodeterminazione.

    La classe dirigente che ha governato il partito ad oggi ha fallito sia nella componente di maggioranza che in quella di minoranza, anzi l’omologazione del dibattito interno è stata la prima causa di un depotenziamento dell’iniziativa del PD in Provincia di Caserta, sempre troppo dedita a  calcoli personalistici ed a rendite di posizione di gruppi e di posizioni personali che dovranno da oggi dare spazio e corpo ad una nuova stagione di partecipazione.

    Si chiede quindi che venga convocata l’assemblea del Partito Provinciale per la determinazione delle procedure per l’indizione di un Congresso provinciale al quale arrivare in tempi brevi.

    Alla nuova stagione, i tanti iscritti e militanti che si riconoscono nell’area Renzi, sono pronti a presentarsi con la elaborazione di un processo fortemente innovativo che veda il coinvolgimento di nuove forme di aggregazione sociali, associative, movimenti di politica diffusa, con la valorizzazione di esperienze civiche ben presenti in questa provincia; che veda finalmente il Partito tornare a parlare di temi, individuando i problemi di questo territorio e – soprattutto – fornendo soluzioni chiare e percorribili; un necessario grado di autonomia rispetto al Partito regionale, corresponsabile dell’ennesima sconfitta; un rinnovato senso di appartenenza di d’identità e la costruzione di una nuova classe dirigente di Democratiche e Democratici.

    PUBBLICATO IL: 28 febbraio 2013 ALLE ORE 18:29