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    IL 1 MAGGIO DI CASERTACE / LUSCIANO – Il candidato sindaco Petrillo si fa benedire da Giovanni Verolla, imprenditore iper citato nelle ordinanze di camorra, da Isidoro e da Nicola Turco


        15 giorni fa, una festa nella mega villa del super imprenditore. C’era anche il suo antico socio Mariniello, oltre al sindaco designato   LUSCIANO - Basta una lista formata da tutti giovani, o formata in buona parte da giovani per affermare che a Lusciano, comune intriso di camorra, comorre e soprattutto camorrismo, che è […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Giovanni Verolla e Luciano Petrillo

     

    15 giorni fa, una festa nella mega villa del super imprenditore. C’era anche il suo antico socio Mariniello, oltre al sindaco designato

     

    LUSCIANO - Basta una lista formata da tutti giovani, o formata in buona parte da giovani per affermare che a Lusciano, comune intriso di camorra, comorre e soprattutto camorrismo, che è mentalità, cultura, accettazione e funzione da parte di una schiacciante maggioranza del tessuto civile locale, rispetto ad uno status quo, è arrivato il tempo nuovo del cambiamento e della rivoluzione culturale?

    Noi potremmo benissimo lasciare questa domanda inevasa, attendendo di giudicare questa presunta svolta alla luce dei fatti.

    Però nel momento in cui veniamo a conoscenza di una circostanza che a Lusciano è emblematica di tante cose, allora siamo portati a operare un’alzata di spalle, affermando, gattopardescamente, per dirla come il nipote del principe di Salina, “Che tutto cambi, perchè nulla possa cambiare“.

    I lettori di Casertace conoscono, non perchè l’hanno vista, ma perchè ne hanno letto su questo giornale della  sontuosa villa dell’imprenditore locale Giovanni Verolla. In passato è stata frequentata da molti vip della politica, soprattutto del centrodestra, ma anche da qualcuno del centrosinistra.

    Come dire: un salotto buono, ma non buono nel senso di cultura, di promozione del progresso, della convivenza civile, ma buono per saldare gli  interessi tra impresa e politica.

    Giovanni Verolla è persona, fino a prova contraria, rispettabile, anche se il suo nome è citato molto spesso all’interno delle ordinanze più importanti relative alle vicende del clan Bidognetti, riempite di dichiarazioni di pentiti.

    E i pentiti hanno spesso citato, in passato, anche altri partecipanti ad una cena con annesso ricevimento svoltisi una quindicina di giorni fa nel villone luscianese.

    Oltre al padrone di casa, c’era anche l’ex sindaco Isidoro Verolla, pure lui persona per bene, per carità, ma anche lui oggetto di molte dichiarazioni di pentiti di camorra, anche lui protagonista di una stagione di scioglimenti ripetuti delle amministrazioni comunali di Lusciano, per infiltrazioni da parte della criminalità organizzata.

    A questa festa c’era anche il consigliere provinciale dell’Udc Giuseppe Mariniello, un altro di quelli che è stato citato nei documenti giudiziari di cui sopra. Ma questo non sorprende dato che Giovanni Verolla e Giuseppe Mariniello sono stati da sempre collegati da relazioni imprenditoriali e di affari.

    Stupisce, invece, molto di più la presenza alla festa di Luciano Petrillo, il candidato sindaco nella lista dei giovani. In questa riunione molto rilassata, in pratica Luciano Petrillo ha incassato il pieno appoggio di Giovanni Verolla e di Mariniello. Il che a Lusciano, da che tempo è tempo, è segnale di vittoria quasi certa. Vittoria elettorale, ma non si sa fino a che punto, vittoria politica e vittoria degli autentici principi del cambiamento.

    Dulcis in fundo: alla riunione in casa di Giovanni Verolla era presenta anche quel simpaticone di Nicola Turco. Esponente del Pdl, una volta legato a Cosentino, oggi, legato a triplo filo a Carlo Sarro, che, udite udite, aspira a fare il Sottosegretario alla Giustizia.

    Turco, fino ad un mesetto fa affermò che non avrebbe mai votato Petrillo, poi, evidentemente, ha cambiato idea. Ma se è per questo, anche Petrillo ha dichiarato in passato di voler star lontano da certi ambienti imprenditoriali, che sono stati dentro ai meccanismi del Pip di Lusciano. Poi anche lui ha cambiato idea.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 1 maggio 2013 ALLE ORE 13:02