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    GRAZZANISE Quote rosa, Pd e Nuovi Orizzonti: un guazzabuglio troppo fitto che rischia il tilt


    L’otto settembre (data che nei Mazzoni determina l’inizio di qualsiasi attività tesa alla progettualità) è passato da un bel po’. Bisogna cominciare a fare chiarezza, o meglio, Conte deve esigere chiarezza: se l’ingegnere non dà la scossa rischia di assistere al crollo del suo cartello elettorale GRAZZANISE – L’altra metà del cielo, gioie e dolori, […]

    Nella foto l’ex gruppo consiliare di Nuovi Orizzonti

    L’otto settembre (data che nei Mazzoni determina l’inizio di qualsiasi attività tesa alla progettualità) è passato da un bel po’. Bisogna cominciare a fare chiarezza, o meglio, Conte deve esigere chiarezza: se l’ingegnere non dà la scossa rischia di assistere al crollo del suo cartello elettorale

    GRAZZANISE – L’altra metà del cielo, gioie e dolori, dolcemente complicate… : sull’essere della donna si è detto di tutto e di più. Di questo tutto, però, a nostro avviso, il minimo comune denominatore resta pur sempre il mistero e la variabilità.

    Nella politica locale la donna (lo abbiamo già più volte scritto e argomentato)  non ha mai avuto un ruolo da protagonista. Le nuove modalità elettorali nella fattispecie amministrativa, tuttavia, la proietterà, di getto e senza propedeuticità, ai tavoli che contano.

    Ogni lista, infatti, dovrà avere minimo tre quote rosa e poi, altro elemento fondamentale, c’è la possibilità della doppia preferenza. Insomma si tratta di elementi che spazzeranno via le classiche strategie sovvertendo i datati schemi e i consolidati bacini elettorali.

    Ieri, venerdì, abbiamo detto che avremmo collegato oggi le vicende del Pd a Nuovi Orizzonti. Beh, il destino del circolo Jotti e la civica guidata da Conte sono intrecciatissimi, e la trama di tale intreccio, al momento, è ricamata proprio dalle quote rosa.

    L’innesto delle donne avrà meno impatto nelle formazioni che saranno create ex novo, discorso diverso varrà, invece, per un cartello elettorale, per esempio, come quello neorizzontino, che ha già una base solida costituita dai 5 ex consiglieri di minoranza.

    Non sappiamo se la quintina alla prossima tornata si ripresenterà in blocco. In realtà non sappiamo neppure se Nuovi Orizzonti, il prossimo anno, esisterà ancora (segnale sibillino: l’inaugurazione della sede di via Annunciata che ormai sembra essere stata fissata per la data dell’eterno indomani). Ad ogni modo Peppe Raimondo aveva stuzzicato l’immaginazione del suo elettorato ragionando pure su una possibile candidatura della moglie;  Vaio, negli ultimi mesi, invece, sta diffondendo con alternanza il verbo di un eventuale ritiro dalla scena comunale; Paolo Parente ufficialmente è interessato ancora al progetto; mentre i certi, i convinti del cartello elettorale restano Raffaele Pezzera e, logicamente, il capolista, Federico Conte.

    Annulliamo d’incanto tutti gli scricchiolii della civica e ragioniamo tenendo conto di un’ipotetica riconferma del cartello.

    La questione donne aveva già contribuito ad alimentare qualche frizione con la vecchia direzione del Pd targata Pasquale Raimondo.

    In quel contesto Raimondo si trovava proiettato in una lista serrata, difficile, poco fertile e poco  propensa alle ambizioni dei nuovi innesti maschili. Tali aggettivi attribuiti alla creatura di Conte  sono motivati dal precoce ragionamento che qualcuno, tempo addietro, aveva attuato su probabili inserimenti femminili da utilizzare, poi, strategicamente, con la doppia preferenza.

    Con la pace all’interno dei democrat però la situazione era mutata (La pace significa unione. L’unione significa richiesta di poche caselle. La richiesta di poche caselle significa più spazio per tutti). Il Pd, con l’armistizio consolidato, avrebbe potuto esprimere omogeneamente un solo candidato al quale, magari, affiancare  pure una quota rosa.

    Non nascondendoci dietro un dito possiamo dire che più di qualche neorizzontino aveva pensato e sperato (e tuttora pensa e spera) di intavolare un discorso amministrativo proprio con  Teresa Cerchiello:   sia chiaro, discorso da incastonare con i candidati che il circolo Jotti avrebbe dovuto esprimere.

    La scelta della giovane dottoressa di Brezza di appoggiare, legittimamente, Roseto, se ha già minato il suo programmato ruolo di vicesegretaria locale (in base al famoso accordo pacificatorio), potrebbe ulteriormente liberare la ragazza da disegni comunali, disegni che magari puntano sempre alla stessa meta, cioè Nuovi Orizzonti, ma con percorsi diversi, diciamo con percorsi che non seguono più il solco del partito.

    In soldoni: forse la giovane Cerchiello, n°2 nel collegio di S.Maria a sotegno di Roseto, potrà pure accettare la corte di Nuovi Orizzonti, però scegliendo anche di non essere la candidata del partito. A quel punto il Pd, considerandolo ancora azionista del cartello di Conte, proporrà ancora un candidato maschio con annessa quota rosa?

    Si rischia un sovraffollamento di aspiranti candidati non controllato. Sovraffollamento che, se non gestito, potrebbe dar vita ad un corto circuito politico.

    In aggiunta l’area raimondiana, a quanto pare, non è troppo contenta di come si è messa la situazione interna al circolo in vista del congresso provinciale e potrebbe decidere di spingere anche per un’altra vicesegretaria che vada a rappresentare  l’area parentiana ai vertici della sezione. In questo senso pare che si stia lavorando all’ipotesi di un’altra donna che svolge la professione forense. Ma questo è un work in progress, un piano in divenire che  qualora andasse in porto metterebbe fuori dalle cariche alte del partito la giovane Cerchiello ed inoltre, probabilmente  andrebbe, in seguito, a confluire e a ingarbugliare ulteriormente le già complesse logiche amministrative della civica federiciana.

    Questi ragionamenti li abbiamo fatti annullando tutti gli scricchiolii di Nuovi Orizzonti, scricchiolii che non rammentiamo oggi…

    L’otto settembre (data che a Grazzanise determina l’inizio di qualsiasi attività tesa alla progettualità) è passato da un bel po’. Bisogna cominciare a fare chiarezza. Serve capire chi realmente crede al cartello e contemporaneamente  iniziare a lavorare. In caso contrario si andrà avanti di pateracchio in pateracchio, di strategia in strategia. Noi, a dire il vero, con queste tipologie di andazzo ci andiamo a nozze, ma assisteremo non ad un bello spettacolo: andrà in scena la solita politica tatticistica, di eccessiva forma, di posizionamenti che condurrà  al crollo del cartello (che dettà così forse è il male minore)

    Nuovi Orizzonti è costituita da due anime politiche: una di centro sinistra ed una di centro destra. Nel mezzo c’è Pezzera che fa da collante. Se le caselle non si metteranno a posto, se l’affluenza dal centro sinistra ingarbuglierà lo schema, se lo stesso Conte non esigerà limpidezza, non è improbabile che le strade delle due anime neorizzontine si dividano.

    Giuseppe Tallino

    PUBBLICATO IL: 19 ottobre 2013 ALLE ORE 16:54