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    GRAZZANISE. PD, vittoria di misura della Cerchiello. Direttivo (quasi) salomonicamente diviso


    6 gli eletti della lista a sostegno della giovane delegata renziana,  5, invece quelli della compagine che ha supportato il 23enne Rosario Ciliento. In totale, la corsa alla segreteria è finita con uno scarno 7 a 6 GRAZZANISE  – Teresa Cerchiello è il nuovo segretario del circolo Pd N.Jotti. La giovane delegata renziana ha battuto […]

    6 gli eletti della lista a sostegno della giovane delegata renziana,  5, invece quelli della compagine che ha supportato il 23enne Rosario Ciliento. In totale, la corsa alla segreteria è finita con uno scarno 7 a 6

    GRAZZANISE  – Teresa Cerchiello è il nuovo segretario del circolo Pd N.Jotti. La giovane delegata renziana ha battuto di soli tre voti, 50 a 47, Rosario Cieliento: uno scarto piccolissimo che ha determinato un direttivo animato da una lieve maggioranza di 7 a 6.

    Ironia della sorte, si è verificato pressappoco quello che l’area Rullo, Palladino & C. chiedeva per ricompattare la sezione: la sola differenza  rispetto  a quella proposta è che gli incarichi di vicesegretario e presidente (pretesi, appunto, in cambio della presentazione di una lista unitaria) potranno essere, ora,  affidati a piacere dei vincenti senza dover rispettare accordi.

    Quello che pensiamo di quel piano lo abbiamo già scritto: a nostro avviso conveniva accertarlo, concretizzarlo, convinzione, del resto, ulteriormente rafforzata da come è andata a finire, ma, forse, accettare l’accordo lanciato da Ciliento significava per per il gruppo della Cerchiello sconquassare, poi, schemi presi precedentemente con altri blocchi, i quali, a conti fatti, hanno consentito questa vittoria. Dunque, roba di realpolitk…

    Questa, però è storia passata: quel che è fatto è fatto. Veniamo ai giorni nostri: ieri, domenica, per i democrat è stata una giornata abbondantemente convulsa, agitata. Grida, ultimi tentativi, evidentemente non andati a buon fine, per accordare le liste, polemiche… Raccontiamo solo due episodi. Il primo: non è stato consentito all’ex segretario cittadino ed ex presidente della commissione provinciale di garanzia, Paolo Parente, di votare perché non figurava nell’elenco. Va bene il formalismo, va bene essere rispettosi della burocrazia di partito, ma si trattava pur sempre dell’ex capo della sezione, vittima di una banale (certo non sua, ma di altri) dimenticanza, che, con tessera in mano, era andato ad adempiere il suo diritto di militante Pd.

    Il secondo: altro intervallo di tensione si è registrato quando il gruppo di Giovanni Abbate ha appurato che avrebbero potuto votare  anche i giovani democratici. Tale allargamento della platea elettorale, in potenza, era capace di stravolgere il risultato preventivato, ma, in seguito, visti i risultati, non ha stravolto poi granché, ha solo ridotto lo scarto.

    “Come avevo detto ieri mattina – ha commentato il risultato l’ex segretario, Pasquale Raimondo – non avrebbe vinto nessuno. Ed infatti non ha vinto nessuno. Faccio gli auguri al nuovo direttivo. Spero che gli eletti facciano un buon lavoro. Credo, comunque, che sia faticoso affrontare le emergenze territoriali con uno scenario interno così fratturato”

    “Nonostante l’incertezza sul risultato finale e le polemiche sull’anagrafe degli iscritti è stata una bella giornata, – queste, invece, le dichiarazioni post voto di Giovanni Abbate. –Nelle prossime ore prenderemo contatti con Ciliento per organizzare un direttivo serio e competente. La vittoria di Teresa ha segnato il ringiovanimento della classe dirigente politica: è un’occasione da non perdere. Ora- ha concluso Abbate – ci impegneremo subito per progetti per il paese; apriremo tavoli di confronto con i partiti di centro sinistra presenti sul territorio e con tutti, ma tutti, i movimenti civici presenti”

    Chiudendo la telenovella Pd (sia chiaro, solo quella legata alla fase congressuale) diciamo che i numeri sono numeri e 7 a 6, salvo accordi e riappacificazioni, è pur sempre una maggioranza… scarna, ma maggioranza.

    Negli ultimi giorni si è cercato di capire quanto fuori dalla vicenda democrat fosse rimasto Giuseppe Raimondo, ex consigliere provinciale del Psi. A chi se lo chiede ancora rispondiamo che Raimondo è stato completamente fuori dalla partita, d’altronde per convincersene basta vedere il numero di tessere e il gap di voti.

    Terminiamo l’articolo con questa riflessione/interrogativo: con il socialista grazzanisano, per sua scelta, fuori dalla partita Pd, il circolo Jotti ha guadagnato una sorta di autonomia di partito. Questa emancipazione, la sezione di via C.Battisti mica l’avrà ottenuta ingarbugliandosi con altri vincoli rivelatisi determinanti per la vittoria dei “cerchielliani” su Ciliento?

    Giuseppe Tallino

    PUBBLICATO IL: 3 febbraio 2014 ALLE ORE 17:19