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    FARSA PD – Epifani, le mandi tu le camicie di forza o telefoniamo noi a Villa degli Ulivi? La Picierno, Caputo e Marino vogliono il congresso il 6 fino alle 20.00 e l’assemblea alle 22.00


    INCOMMENTABILE. CASERTA – Confessiamo un errore professionale: dovevamo fare una telefonata in più stamattina, sabato, per capire se la commissione provinciale del PD avesse recepito il chiarissimo verbale della commissione regionale dei congressi, che aveva come premessa la determinazione della data del 6 novembre quale termine ultimo per la prima seduta dell’assemblea provinciale. Non avendo […]

    nella foto Caputo, Marino, Picierno

    INCOMMENTABILE.

    CASERTA – Confessiamo un errore professionale: dovevamo fare una telefonata in più stamattina, sabato, per capire se la commissione provinciale del PD avesse recepito il chiarissimo verbale della commissione regionale dei congressi, che aveva come premessa la determinazione della data del 6 novembre quale termine ultimo per la prima seduta dell’assemblea provinciale.

    Non avendo fatto questa telefonata, abbiamo pubblicato un articolo (CLICCA QUI PER LEGGERE) che ora, andrebbe cancellato, in quanto superato dagli eventi.

    Ma noi non lo cancelleremo. E sapete perché? Perché quello che è capitato ieri sera, venerdì, nel corso della riunione della commissione provinciale, seguita a quella della commissione regionale, supera tutti gli aggettivi roboanti, rocamboleschi a volte satiricamente picareschi con cui abbiamo commentato in questi anni le vicende del PD casertano.

    Non siamo più ai confini della realtà, ma al di là della realtà. Di uno spazio extrasensoriale, ormai metafisico,  che non declina un’addizione di fatti che hanno a che fare con la politica, con le sue contraddizioni, con i difetti umani che la connotano, la distorcono, la manipolano, stravolgendone quello che dovrebbe essere il suo senso, così come ci è stato tramandato da Aristotele in poi, ma questioni che hanno a che fare con la psichiatria. E siccome noi stiamo raccontando un se pur sgangheratissimo avvenimento politico, riteniamo che l’articolo di stamattina, scritto nell’incoscienza di quello che si è verificato poi al di là della realtà, sia, al contrario, dentro alla realtà e dunque non vada eliminato.

    Sapete che è successo: la commissione guidata da quel simpaticone con la voce da baritono tendente al basso, Falco, ha deciso che la convenzione congressuale che dovrà eleggere il segretari provinciale, si terrà il 6 novembre.

    Uno ascolta, recepisce questa cosa, e si crede di trovarsi di fronte ad u’arcigna, estrema, ma tutto sommato legittima espressione di protesta di una parte del partito casertano nei confronti di un deliberato chiaro della commissione regionale.

    Una decisione finalizzata a tenere il punto, un principio, una linea di principio discutibile, ma testimoniata con vigore, anche a costo di consegnare alla commissione regionale il pallino dell’organizzazione del congresso casertano, vi manca la seconda parte del racconto.

    La stessa commissione provinciale stabilisce che mercoledì 6 novembre si vota dalla mattina fino alle 8 di sera, dimenticando che il partito nazionale ha stabilito, nei suoi regolamenti, che nei giorni feriali, alle convenzioni si può votare solo dalle 18.00 in poi. Ma ecco il fatto fuori dalla realtà. L’assemblea provinciale si riunisce il 6 novembre, nel rispetto del dictat della commissione regionale, ma alle 22.00.

    In poche parole seggi aperti in tutti e 104 i comuni della provincia di Caserta, spoglio, calcolo dei voti, individuazione dei 200 e più eletti in assemblea che vanno convocati, non sappiamo come, in un posto della stessa provincia per una riunione che avviene due o tre ore dopo la chiusura dei seggi.

    Allora, segretario Epifani: le manda lei le camicie di forza o le mandiamo noi?

    Come sempre le manderemo noi, perché questo è un partito, almeno per quello che riguarda la sua rappresentanza casertana, che non è fatto per la democrazia. Ma il fatto più grave non è rappresentato dal fatto che il PD di Caserta, in questo caso la componente che fa capo a Pina Picierno, Nicola Caputo e Carlo Marino non rispetta un deliberato di un organismo gerarchicamente superiore a quello provinciale, ma è rappresentato dal fatto avvilente che questi personaggi della democrazia si fanno beffe, la ridicolizzano con una serie di atti i quali non si esprimono neppure provando a salvaguardare un minimo di decoro umano.

    Come vedete stiamo ricorrendo a categorie estreme. Ed è imbarazzante finanche per dissacratori come noi commentare cose del genere.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 26 ottobre 2013 ALLE ORE 12:03