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    Facciamo ordine: sicuri in Parlamento, Caputo, Esposito e Picierno. Sul quarto nome grande incertezza. E Graziano…


    Il Pd esprimerà 4 parlamentari in provincia di Caserta. Il quinto è in bilico. Ma il caso S. Arpino, con i cui voti Graziano ritiene di poter superare la cifra raggiunta complessivamente da Abbate e Sgambato, rappresenta una variabile ineludibile per il Pd nazionale. Caserta – Qui tutti si fanno conti un pò eccentrici e un […]

    Pina Picierno e Camilla Sgambato

    Il Pd esprimerà 4 parlamentari in provincia di Caserta. Il quinto è in bilico. Ma il caso S. Arpino, con i cui voti Graziano ritiene di poter superare la cifra raggiunta complessivamente da Abbate e Sgambato, rappresenta una variabile ineludibile per il Pd nazionale.

    Caserta – Qui tutti si fanno conti un pò eccentrici e un pò ottimistici. Ma, in realtà, stringi stringi, per Caserta, nelle liste Pd di Camera e Senato sono disponibili 4 posti sicuri, con il quinto su cui si discute animatamente, ma che allo stato è tutt’altro che sicuro. Un’evidenza legata alla banale conoscenza della legge elettorale. Nella circoscrizione di Campania 2, partendo dal presupposto poco discutibile, dato che i sondaggi esprimono un’univoca posizione, della vittoria alla Camera del centro sinistra, la coalizione di Bersani e Vendola si aggiudicherebbe 16 dei 29 deputati attribuiti alla quota delle province di Caserta, Salerno, Avellino e Benevento.

    Gli altri 13 andrebbero a tutte le coalizioni sconfitte o a un partito extra coalizioni in grado di superare a livello nazionale la quota del 4%.  Una fattispecie, che a differenza delle elezioni del 2008, questa volta esiste ed è costituita dalla lista di Beppe Grillo, che dunque è destinata ad eleggere uno o due deputati anche nella nostra circoscrizione.

    Ora, dei 16 deputati che, molto presumibilmente, saranno assegnati al centrosinistra, 3 /4 andranno a Sel e a qualche cespuglio che si assocerà alla coalizione. C’è addirittura chi parla di 5 eletti tra i minori. Insomma, alla fine saranno 11, massimo 12 coloro che rappresenteranno questi territori alla Camera dei Deputati con le insegne del Pd.

    Se, come sembra probabilissimo di questo gruppo faranno parte anche un paio di nominati del cosiddetto listino di Bersani, saranno 9 o 10 i deputati usciti fuori dalle Primarie del 29 dicembre.

    Con Nicola Caputo, proiettato al Senato, posto sicuro per Lucia Esposito e Pina Picierno.

    Dall’altra parte, cioè al Senato, oltre a Caputo, Caserta avrà un altro nome. Ma qui, siccome ci sono anche i napoletani per dimezzo è molto probabile che questo secondo nome vada a galleggiare nei numeri più alti. Al Senato, il centrosinistra è egualmente favorito, ma non favorito come è alla Camera, dato che in questo caso il premio di maggioranza viene attribuito su base regionale e non su base nazionale.

    Aggiudicandosi la partita, sarebbero 17 gli eletti del centrosinistra, ma per le stesse valutazioni fatte per la Camera, da questi bisognerebbe sottrarre almeno 4 senatori che saranno attribuiti alla quota Sel e cespugli. Dunque, per il Pd ne rimarranno 12 o 13.

    Il 4° parlamentare casertano, che secondo le quote nazionali dovrebbe essere garantito, non potrà avere un numero superiore al 12, altrimenti è a rischio.

    Ricapitolando: i sicuri al momento, sono Caputo, la Esposito e la Picierno. Per il quarto nome e per l’eventuale quinto situazione complicatissima. Il Pd nazionale non può accettare quella porcheria di S. Arpino, accettata, invece, dal Pd provinciale e da quello regionale, i quali continuano a sostenere ufficialmente che quel voto è nullo, ma neanche si attivano per far rivotare, già domani o dopodomani. Con le schede di S. Arpino, Stefano Graziano, appoggiato dall’ex sindaco Giuseppe Savoia, è convinto di poter sopravanzare sia la Abbate che la Sgambato. Insomma un vero pateracchio, per il quale occorre una soluzione politica.

    Situazione in progress. Più tardi vi ritorneremo a raccontare.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 3 gennaio 2013 ALLE ORE 13:59