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    ESCLUSIVA S. MARIA C.V. – Finanche i Revisori dei Conti, reggicoda di Di Muro si sono accorti che il Bilancio è un disastro. ECCO I LORO RILIEVI


      Sono fondamentalmente 3 i punti fortemente critici sottolineati dall’organo di controllo. Una previsione di Casertace: pochissimi anni e sarà sicuro dissesto. SANTA MARIA CAPUA VETERE – Nel deserto della informazione sulle cose che accadono veramente nel comune di Santa Maria Capua Vetere, abita anche una notizia importante che, naturalmente è stata tenuta segreta dall’amministrazione comunale. […]

    Nella foto Stellato, Di Muro e Mattucci

     

    Sono fondamentalmente 3 i punti fortemente critici sottolineati dall’organo di controllo. Una previsione di Casertace: pochissimi anni e sarà sicuro dissesto.

    SANTA MARIA CAPUA VETERE – Nel deserto della informazione sulle cose che accadono veramente nel comune di Santa Maria Capua Vetere, abita anche una notizia importante che, naturalmente è stata tenuta segreta dall’amministrazione comunale.

    Meno male, allora che Casertace viene riconosciuto come organismo di informazione veramente autonoma e, dunque meritevole di conoscere determinate questioni, in modo da poterle raccontare con cognizione di causa, ma, soprattutto, con libertà emotiva e professionale.

    I Revisori dei Conti, solo perchè sono ancora quelli nominati in maniera clientelare, da Di Muro a Tucci e Stellato, non hanno fatto quello che avrebbero dovuto il dovere di fare, cioè bocciare lo schema di bilancio di Previsione, così come questo è stato approvato dalla giunta; così come questo si avvia ad andare in Consiglio comunale sabato prossimo.

    Ma pur avendo dovuto dare un sostanziale placet, i tre revisori non hanno potuto fare a meno di allegare al documento una serie di rilievi pesantissimi che, ai nostri occhi, di antichi cultori della materia relativa alla contabilità degli enti locali, fanno prefigurare un solo scenario: forse passeranno uno, due o tre anni ancora, ma il comune di Santa Maria Capua Vetere, sarà costretto a dichiarare dissesto, quando non sarà più possibile utilizzare i castelli di fumo che oggi costituiscono gli Attivi dichiarati del Bilancio di Previsione.

    I revisori dei Conti appuntano la loro attenzione su tre elementi sostanziali e sostanziosi: la messe di oneri di urbanizzazione e di costi di costruzione non riscossi. Non solo, ma i revisori dei Conti pongono il loro accento sul fatto che questo accada insieme alla scadenza delle polizze fidejussorie presentate a suo tempo dalle imprese titolari degli appalti.

    Inutile dire che un fatto del genere, alla lunga, non potrà non comportare quanto meno una responsabilità giudiziaria da parte di coloro che avevano il dovere di chiedere la corresponsione di tali oneri e che di questo dovranno, gioco forza rispondere davanti alla Corte dei Conti.

    Secondo rilievo dei revisori: mancata acquisizione delle aree che, in base agli accordi con le imprese private, vincitrici di determinati appalti, avrebbero dovuto essere utilizzate per i cosiddetti standards, cioè per opere in cui al legittimo interesse privato facesse da contrappeso un sistema di servizi, posto a favore della città.

    Non solo questi standards non esistono, ma non esistono neppure le cifre che gli imprenditori avrebbero dovuto sborsare per il mancato rispetto delle convenzioni con il Comune.

    Terzo punto: il Teatro Garibaldi è una vera palla al piede per le finanze del Comune. Andrebbe dato in gestione a privati con una gara e con il corredo di una convenzione. Al momento, il Comune se ne frega altamente.

    Un ultimo passaggio, i revisori lo dedicano a quell’autentico sfascio rappresentato dall’uso ormai selvaggio del patrimonio comunale. Negozi, abitazioni, altri utilizzi: solo in pochissimi corrispondono in canoni alla città.

    Insomma, un vero e proprio disastro.

    Ma a Santa Maria, si sa, non sono queste certo le priorità. Quel che conta è piazzare Salzillo, indagato per camorra di qua o di là, o di rendere partecipe Di Monaco dei processi costitutivi del Puc, inteso non come strumento di realizzazione di una visione moderna e innovata di città, ma come mezzo per far lievitare il valore di taluni terreni.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 28 novembre 2013 ALLE ORE 19:34