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    ESCLUSIVA / PRIMARIE PD, Nomi, combinazioni, veti. Tutti quelli che aspirano e sono pronti a scendere in campo


    Al momento, l’impossibilità per sindaci e consiglieri regionali di proporsi, rende fluida la situazione. Caputo, Cappello e Munno sperano nella Commissione nazionale deroghe, una roba che nemmeno Botteghe oscure, ai tempi della segreteria Longo, osò costituire. Caserta – Fino a stamattina, non sapevamo da quale famiglia politica provenisse questo tal Nico Stumpo, responsabile nazionale dell’organizzazione […]

    Nelle foto, Caputo, Cappello e Munno

    Al momento, l’impossibilità per sindaci e consiglieri regionali di proporsi, rende fluida la situazione. Caputo, Cappello e Munno sperano nella Commissione nazionale deroghe, una roba che nemmeno Botteghe oscure, ai tempi della segreteria Longo, osò costituire.

    Caserta – Fino a stamattina, non sapevamo da quale famiglia politica provenisse questo tal Nico Stumpo, responsabile nazionale dell’organizzazione del Partito Democratico. Poi, il problema di riconoscerne l’identità, ce lo siamo dovuti porre. Solo da una mente allevata dalle letture storiche dei Piani quinquennali o della Lunga marcia, poteva venir fuori un’idea di questo tipo: istituire una Commissione Nazionale Deroghe, che sa tanto di ufficio sinistri. 

    Un burocratismo che solo chi non ha collezionato un solo giorno di lavoro reale nella sua vita, come mai hanno fatto gli ultimi esponenti della Sinistra giovanile, che hanno doppiato la quota dei 40 anni, possono fare. E Stumpo è uno di questi. Per intenderci un “compagnuccio” di estri e di formazioni di Enzo Amendola, attuale coordinatore regionale del Pd, per il quale si prepara un comodo seggio parlamentare che renderà definitivamente immacolato il suo libretto di lavoro, con il marchio doc degli zero giorni trascorsi, nella propria esistenza, a fare un lavoro normale. L’ultima generazione dei funzionari di partito che rinverdisce i fasti delle precedenti: Commissione nazionale deroghe… non ci si può credere.

    Questo organismo dovrà occuparsi delle richieste, provenienti da sindaci, dai presidenti delle province e dai consiglieri regionali che, stando a quello che ha stabilito, l’altro giorno, Bersani, non potranno candidarsi alle prossime Elezioni Politiche e, dunque, nemmeno alle Primarie, per selezionare i candidati al Parlamento.

    Da quello che deciderà questo collettivo ristretto di saggi, dipenderà molto del destino di molti politici del Pd casertano. Non è un mistero, infatti, che due sindaci in carica, cioè Enzo Cappello, di Piedimonte Matese e Luigi Munno, di Macerata Campania, si vogliano candidare; come non è un mistero che in Parlamento voglia andare anche il consigliere regionale Nicola Caputo

    Non tiriamola per le lunghe, dato che, essendo stati offline per due giorni, abbiamo molto lavoro da smaltire. Lunedì, 17 dicembre, la direzione nazionale darà il via alla fase delle presentazioni delle candidature. Per candidasi alle Primarie occorreranno le firme di almeno il 5% dei tesserati del 2011, oppure far vidimare la propria candidatura da almeno cinque componenti della direzione provinciale. Fatto questo, sarà la stessa direzione provinciale a dover scremare le candidature, portandole, per Caserta, ad un numero massimo di dieci o undici. 

    Alle Primarie del 29 e 30 dicembre si potranno dare due preferenze, con l’obbligo di assegnarne una ad una donna. 

    Nella direzione provinciale di Caserta che, presumibilmente, si svolgerà giovedì o venerdì prossimi, Cappello, Munno e  Caputo cercheranno di mobilitare l’organismo direttivo del partito, formato da circa 100 componenti, in modo da rendere più forte l’istanza di deroga su cui si dovrà pronunciare, probabilmente, a questo punto, visti i tempi, durante la notte di Natale, l’organismo inventato da Stumpo. Siccome di queste richieste ne arriveranno diverse migliaia e anche probabile che, alla fine, la Commissione nazionale deroghe, faccia per intero il suo lavoro di inutile orpello burocratico, rispedendole tutte al mittente.

    Ma ci siamo spinti già troppo in avanti. Per il momento è giusto formulare due ipotesi.

    Ipotesi A. Cappello, Munno e Caputo ottengono la deroga. In questo caso, scenderebbero in campo tutti: Graziano, magari in ticket con Lucia Esposito, la Picierno, associata o a Munno o ad Abbate, dato che in questo caso si attuerebbe, sul piano locale, l’intesa nazionale tra Bersani e Franceschini. Munno oppure Abbate. Perché è difficile pensare che entrambi possano essere, contemporaneamente, candidati. Munno o Abbate, con qualche possibilità maggiore per il primo, dato che c’è già chi è pronto, nell’area bersaniana, a ricordare al segretario provinciale che, lui, quando fu eletto, nel luglio del 2011, promise ai  suoi grandi elettori, cioè ai Caputo, ai Cappello e ai Munno, che non avrebbe usato la sua carica per avvantaggiarsi di una rendita di posizione nella fase di selezione dei candidati alle Elezioni Politiche.

    Pina Picierno

     

    L’incidenza e  la ricorrenza di queste variabili non sembra influire, invece, sulle possibilità di Giuseppe Stellato, il quale, sarebbe il terzo candidato alle Primarie dell’area di Enrico Letta, a cui appartengono anche Graziano ed Esposito. 

    Insomma a meno che, la sempre vigile signora Sgamabto, consorte del noto avvocato penalista, non si infligga il sacrificio imperituro della privazione più sofferta; a meno che, dunque, l’avvocato non ricorra al ben noto “metodo Casablanca”, che un annetto fa consigliammo già ad Angelo Polverino, per un’altra vicenda e in un altro contesto, Stellato rimarrà fuori, anche nel caso in cui Caputo, Munno e Cappello non potessero candidarsi. 

     

    Ipotesi B. Il terzetto degli ineleggibili, non riesce a superare l’ostacolo della Commissione. A questa eventualità, guarda con un certo interesse Carlo Marino, il quale sa bene che dopo tutti gli “incuacchi” fatti con le Primarie per il candidato premier, stavolta ne sarebbero fatti il doppio. Pensate un poco, infatti, che si vota sabato e domenica; pensate un poco, dunque, che le schede rimarranno nell’urna per una notte intera e che tutta la procedura sarà gestita da presidenti e scrutatori, nominati direttamente dalla segreteria provinciale del partito. Dunque, solo in caso di una rosa di candidati più leggera, rispetto a quella che scenderebbe in campo in forza delle deroghe ottenute dai sindaci e dai consiglieri regionali, potrebbe dare a Marino qualche speranza. E a proposito di renziani, dovrebbero essere due quelli presenti nella lista delle Primarie: oltre  a Carlo Marino, si fa il nome della capuana Loredana Affinito

    Carlo Marino

     

     

    Ultima subordinata. Nel caso in cui la troika Cappello, Munno e Caputo dovesse restare fuori. Nella lista entrerebbero nomi che, certo non segnerebbero un’innovazione, nelle scelte di classe dirigente del partito casertano. In epoca di mummie, certo anche il Pd casertano ne sfoggerebbe di eccellenti. Si parla, infatti, di autentiche candidature giurassiche, come quelle dell’ l’ex sindaco di Carinola, Di Biasio, presidente del carrozzone dei carrozzoni, di quella vergogna autentica che è il Consorzio idrico di Caserta, e quella dell’ex sindaco di Roccamonfina, Ludovico Feole. Con qualche casella a disposizione, ci sarebbe qualche possibilità anche per Rosa Castrillo.

    In questo caso, Abbate, la Picierno, Graziano e la Esposito, sarebbero candidati in carrozza e, forse, anche Carlo Marino potrebbe riuscire a spuntarla.

    Gianluigi Guarino

     

     

    PUBBLICATO IL: 15 dicembre 2012 ALLE ORE 19:09