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    ESCLUSIVA PD OVVERO LE “PRIMARIE-MACCHIETTA” – Nel Comune che ha determinato l’elezione a deputato di Pina Picierno, la candidata di Renzi, domenica scorsa, ha preso gli stessi voti raccolti da tutto il Pd alle ultime politiche. VER-GO-GNA!


          Percentuali, ugualmente inverosimili, del 50% rispetto al voto delle politiche a San Marcellino e a San Cipriano     CASERTA – Il pensiero apodittico non ha diritto di cittadinanza nella testa di un liberale. Per cui, quello che abbiamo scritto nel primo articolo sul voto (si fa per dire) per il segretario […]

    Nella foto: Pina Picierno, Assunta Tartaglione e Nicola Caputo

     

     

     

    Percentuali, ugualmente inverosimili, del 50% rispetto al voto delle politiche a San Marcellino e a San Cipriano

     

     

    CASERTA – Il pensiero apodittico non ha diritto di cittadinanza nella testa di un liberale.

    Per cui, quello che abbiamo scritto nel primo articolo sul voto (si fa per dire) per il segretario regionale più tarocco della storia del Pd campano, deve, a casa di Casertace, essere suffragato da numeri incontestabili.

    A Villa di Briano, paese amministrato da Dionigi Magliulo, il quale vuole fortissimamente candidarsi alle prossime elezioni regionali, e cammina in tandem con Nicola Caputo, domenica scorsa, sulla carta e sui verbali, è finita così: votanti 403.

    Assunta Tartaglione 401; Vaccaro 2; Grimaldi 0.

    Elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013: il Partito Democratico raccoglie a Villa di Briano 460 voti. Questo significa che, in un’elezione per il segretario regionale, di cui il 99,99% della gente comune ignorava anche l’esistenza, in cui, tra i candidati alla massima carica, non c’era nemmeno un casertano, a Villa di Briano hanno votato in numero quasi pari, concorrenza poco meno del 100%, di quelli che votarono Pd alle politiche.

    Autenticamente impossibile. Dunque questo voto è viziato.

    Percentuali minori, seppur ugualmente inverosimili, a San Cipriano d’Aversa e a San Marcellino. Nel primo Comune, domenica, hanno votato 352 persone, a fronte degli 882 voti riportati dal Pd alle elezioni politiche. A San Marcellino, invece, domenica hanno votato 362 persone a fronte degli 812 voti riportati dal Pd alle politiche.

    Due dati prossimi al rapporto di 1 a 2, cioè vicini al 50%, per elezioni che non interessavano veramente a nessuno.

    E d’altronde, la cartina al tornasole del fatto che si tratti di numeri del tutto anomali, che si registrano in terre difficili, in cui l’infiltrazione malavitosa nei fatti della politica è un dato impresso a lettere di fuoco in centinaia e centinaia di ordinanze e di atti giudiziari, viene evidenziata da rapporti aritmetici significativamente diversi in altri Comuni, quali Villa Literno, Casal di Principe e Casapesenna, dove la relazione varia tra l’1 a 4 all’1 a 6 di Villa Literno.

    Se aggiungiamo, a questi numeri, il consenso a dir poco bulgaro toccato alla Tartaglione, cioè alla candidata di Matteo Renzi, Pina Picierno e Nicola Caputo, il quadro si fa ancor più inquietante.

    E anche in un Comune dove la resistenza a Nicola Caputo è stata forte, al punto da aver determinato una vera e propria battaglia dell’urna, quale è stato Aversa, dove Vaccaro ha sopravanzato la Tartaglione, il rapporto tra il numero di votanti di domenica (1.097) e il numero di voti raggranellati dal Pd alle elezioni politiche dell’anno scorso (5.521) si attesta su un 1 a 5, ovvero sul 20% circa.

    Qualche perplessità, invece, sul voto di Sant’Arpino, dove la lotta che ha opposto i “Savoia brothers” a quelli di Nicola Caputo si è tradotta in un dato registrato di votanti pari a 532 (qui Grimaldi è stato il primo con 350 voti) a fronte dei 1659 consensi che andarono al Pd alle politiche.

     

    G.G.

     

    PUBBLICATO IL: 18 febbraio 2014 ALLE ORE 11:30