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    ESCLUSIVA. Palazzinari di S.MARIA CAPUA VETERE, unitevi! Che manfrina l’attacco di Napoletano, Angiello, Pasquariello e Luigi Di Muro al fratello di quest’ultimo


    In calce, il testo integrale del documento della cosiddetta Consulta Edile. A occhio e croce, spingono per far tornare Franco Niondi all'ufficio tecnico. Ma se questi sono gli sponsor di Biondi, si tratterebbe di un pessimo viatico

    Da sinistra: Luigi Di Muro, Tonino Napoletano e Franco Biondi

    Da sinistra: Luigi Di Muro, Tonino Napoletano e Franco Biondi

     

     

    S.MARIA C.V. – Non tutto oro è questo che luccica, e tra le altre cose, questo inopinato documento della Consulta Edile di Santa Maria Capua Vetere non luccica proprio niente.

    Evidentemente è una moda recente quella dei palazzinari sessantenni o giù di lì che non sopportano molto il problema strutturale, ancor prima che congiunturale, che di trippa per i gatti, cioè per le loro fauci, storicamente fameliche, con ce n’è più.

    Prima gli autoconvocati di Caserta, quelli del Partito degli Imprenditori, per intenderci, durato nemmeno 24 ore, ora la Consulta degli Edili, una roba che evoca antiche organizzazioni post-risorgimentali, alcune delle quali scivolate verso una deriva massonica.

    Il documento è interessantissimo, e lo leggete qui sotto.

    Della Consulta Edile fa parte, con un ruolo apicale, anche Luigi Di Muro, che, facciamoci una risata, metterebbe sulla graticola il fratello Biagio, colpevole di aver paralizzato l’economia cittadina, non perseguendo l’unico modello di sviluppo che quelli della consulta ritengono esistente e strutturale rispetto a tutte le altre sovrastrutture rappresentative delle agenzie di produzione del reddito, cioè il modello di sviluppo basato sul cemento.

    Come se il territorio, inteso come luogo dell’aggregazione sociale, della promozione culturale, del miglioramento della specie umana, del suo benessere all’interno di forme di vivibilità che non possono più prescindere da un’intransigente salvaguardia dell’ambiente, in una Italia in cui, dagli anni ’50 ad oggi, cioè in poco più di 60 anni, sono state costruite il doppio delle case costruitevi in 2mila anni.

    Comunque, lo schema di considerazione classico di questo documento indurrebbe immediatamente ad ipotizzare l’ennesima riproposizione di uno schema protodemocristiano, targato Nicola Di Muro: facciamo finta che i due fratelli litighino, che esiste un’organizzazione corporativa politicamente vicina al sindaco, ma che oggi è pronta a metterlo in discussione.

    Questo per far dire allo stesso primo cittadino che è inevitabile dare riscontro, non diciamo a tutti, ma almeno ad alcune di queste richieste.

    Magari ad una in particolare: il ritorno di Franco Biondi a capo dell’Ufficio Tecnico e Urbanistica del Comune.

    I nostri lettori sanno quanto siamo stati duri non Biondi. Implacabili con una persona intelligente, che ha voluto, comunque, conservare antichi rapporti di stima personale reciproca con il sottoscritto, dato che il sottoscritto non lo ha mai attaccato come persona, ma come tecnico e dirigente.

    Io e Biondi abbiamo parlato ultimamente. Bontà sua, ha voluto conoscere il mio punto di vista su un suo ritorno a capo dell’Ufficio Tecnico di Santa Maria Capua Vetere. Io gli ho detto di non essere il titolare di un imprimatur. Gli ho solo confermato che ogni valutazione nei suoi confronti, da parte di Casertace, riguarderà i fatti e gli atti che lui produrrà.

    Pronti ad applaudire, se lo meriterà, ugualmente pronti a criticarlo senza pietà qualora, a nostro avviso, sbagliasse.

    Ebbene, amico ingegnere, se il viatico per il tuo ritorno a Santa Maria Capua Vetere è quello dei Luigi Di Muro, dei Tonino Napoletano, degli Angiello, dei Pasquariello, allora parti col piede sbagliato, sbagliatissimo.

    Si tratta di persone anch’esse rispettabili, ma che hanno una sola idea in testa, un totalizzatore che gira vorticosamente e che è orientato sempre e comunque sul simbolo del soldo e dei valori aggiunti, in termini di stretta definizione economica, da realizzare attraverso la speculazione edilizia.

    Questo è un modello di comportamento, di conduzione del territorio, di sfruttamento dello stesso, che non apparterrà mai alla cultura di Casertace. Un modello di sviluppo insostenibile che noi avversiamo e continueremo ad avversare.

    A parlar chiaro è per gli amici. Biondi, do you understand?

     

    Gianluigi Guarino

     

     

    Comunicato stampa Consulta Edile S. Maria Capua Vetere

    PUBBLICATO IL: 2 aprile 2014 ALLE ORE 16:58