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    ESCLUSIVA. Mezzogiorno di fuoco a Palazzo Grazioli: il cav. decide sulla Campania e sul derby Giggino ‘a purpetta-Nicola Cosentino


    Ma la partita si gioca, in realtà, su questioni più ampie riguardanti il futuro del berlusconismo dell'Italia meridionale

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    Nella foto: Silvio Berlusconi, Nicola Cosentino e Luigi Cesaro

    CASERTA – Tra poco più di due ore, a mezzogiorno, sei o sette senatori campani dell’area cosentiniana saliranno a Palazzo Grazioli per incontrare Berlusconi. Chi ha seguito Casertace con attenzione e saggia continuità, sa che questo incontro è stato già rinviato in due occasioni e oggi si terrà soprattutto grazie alle insistenze del capogruppo al senato Paolo Romani, il quale, non ha torto, si preoccupa non poco del fatto che se una decina di senatori di Forza Italia cominciassero sul serio a fare i battitori liberi, allora tutto il peso specifico, l’incidenza, la rilevanza, assunta da Berlusconi nel processo della riforma elettorale, di quelle istituzionali e anche di quelle economiche, potrebbe trasformarsi in irrilevanza.

    Ma tutto questo conta ancora per un Berlusconi che il prossimo dieci aprile, data in cui il Tribunale di Sorveglianza di Milano deciderà sul modo con cui il cavaliere dovrà scontare la pena definitiva incassata nel processo sui diritti tv?

    Più che sulle bottegucce strapaesane su chi dovrà fare questo o quello, più che la buffa esegesi sulla strategia di “Giggino ‘a purpetta”, più che le vicende del trio arcobaleno, che si vuol mettere a capo del partito in provincia di Caserta in contrasto con i tre parlamentari, epurati di fatto, è proprio questo il punto nodale, la chiave di volta, che informerà gli esiti della riunione di Palazzo Grazioli.

    Quale partito Berlusconi intende consegnare ad un suo successore, che potrebbe essere la figlia Marina? Un partito in cui i voti che ancora sono in grado di prendere sui territori gente come Cosentino in Campania, come Fitto in Puglia, come Galati in Calabria, come Saverio Romano in Sicilia, possano condizionare la vita futura del nuovo e della nuova leader, oppure un partito di figure nettamente più controllabili, il partito dei De Siano, della Nugnes, di un paio di senatori salernitani vicini alla Carfagna, con propaggini semi folcloriche alla Del Gaudio e alla Rosa De Lucia?

    Il punto non è rappresentato dal contenuto di un eventuale accordo che può essere trovato in cinque minuti, ma riguarda quello che Berlusconi ritiene debba essere in futuro Forza Italia al sud, a partire dalle prossime elezioni regionali che, in caso di rottura definitiva sarebbero già da oggi ufficialmente perdute.

    Dopo l’incontro di mezzogiorno ce ne sarà un altro alle 17:30 al quale parteciperanno De Siano, la Carfagna e anche la Nugnes che in questo momento si trova a recitare un ruolo pro Caldoro e pro Cesaro assolutamente spropositato rispetto a una consistenza elettorale che resta non certo significativa.

    Se sarà rottura, Cosentino e i suoi usciranno da Forza Italia? Secondo il sottoscritto no.

    Ma questa è un’altra storia che spiegheremo alla fine delle riunioni di oggi.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 14 marzo 2014 ALLE ORE 10:20