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    ESCLUSIVA / Le carte sono in tavola: ecco tutti quelli che si vogliono candidare nel Pd. E Zuckerberg chiede un risarcimento a Piero Cappello


      Gli eventi di Renzi e D’Alema hanno dato inizio alla campagna delle primarie, ma anche ai giochi per le candidature. Troppi maschietti nell’area Bersani.  Caserta – I due eventi, succedutisi, non a caso, nell’arco di 24 ore, di Renzi e di Massimo D’alema, hanno non solo lanciato ufficialmente l’inizio della campagna elettorale delle primarie […]

     

    Nella foto, da sinistra, Dario Abbate, Lucia Esposito e Rosida Baia

    Gli eventi di Renzi e D’Alema hanno dato inizio alla campagna delle primarie, ma anche ai giochi per le candidature. Troppi maschietti nell’area Bersani. 

    Caserta – I due eventi, succedutisi, non a caso, nell’arco di 24 ore, di Renzi e di Massimo D’alema, hanno non solo lanciato ufficialmente l’inizio della campagna elettorale delle primarie del centro sinistra, ma hanno anche definito il quadro delle possibili elezioni per le candidature. Chiaramente, certe sono le ambizioni, ancora incerto il campo di gara in cui queste ambizioni si andranno a misurare. Nel senso che la legge elettorale al momento, è solo una proposta che dovrà passare al vaglio di senato e camera. Ugualmente incerto è il risultato delle primarie, che non potrà non incidere sugli equilibri del Pd nazionale, ma anche su quelli del Pd locale. E allora, le uniche ipotesi che si possono fare appartengono al novero di quelle che comunemente si definisco “di scuola”. Mettiamo che la legge elettorale sia proprio quella uscita dalla commissione affare costituzionali del senato e mettiamo che Bersani vinca le primarie, ma Renzi guadagni un 35%. Sarà piuttosto difficile a quel punto dire a Renzi, “ragazzo, ora lasciaci lavorare, ti concediamo qualche candidato a te vicino, ma nella misura e nella collocazione territoriale che decidiamo noi”. Qui subentra la terza ipotesi su cui poggiamo la nostra previsione. Ipotizziamo che anche a Caserta Renzi si attesti sul 30%-35%. A quel punto il combinato del voto nazionale e di quello locale, indurrà il sindaco di Firenze a garantire una rappresentanza nella sua area alla provincia di Caserta. E a quel punto sarebbe un pò difficile ipotizzare una esclusione di Carlo Marino dalle candidature, naturalmente dalle candidature da sottoporre al vaglio e alla prova delle preferenze. Dall’altra parte, ipotizziamo che l’area Bersani (ma la cosa è tutta da dimostrare e da verificare alla luce dei numeri che usciranno dall’urna delle primarie), possa esprimere sei o sette candidati. Con il problema dell’alternanza dei generi, la densità dei maschietti bersaniani appare leggermente tracimante rispetto alle ambizioni, dato che c’è il segretario provinciale Dario Abbate, che anche in quanto tale, si deve candidare. Poi c’è Nicola Caputo, Bellaria di Rosi Bindi, poi ci sono  Giuseppe o Pasquale Stellato nell’area di Enrico Letta, dove a occhio e croce, però, militano anche Stefano Graziano e il suo amico di sempre, Marco Follini. Poi c’è il sindaco di Macerata, Luigi Mundo, che pure ritiene di essere abilitato per una candidatura. E poi Enzo Cappello dell’area Fioroni, il quale Cappello ha già richiamato all’ordine, da qualche settimana, il fratellino discolo Piero Cappello, presidente dell’Asi che, dopo essersi mangiato il 50% dei server e dei database di Zuckerberg e di Facebook spaccando i marroni per due anni con le sue giaculatorie a favore di Renzi e dei rottamatori, ora è rientrato nei ranghi. E siamo a 5. E con 5 candidati maschi e presumibilmente un altro posto a disposizione, due delle tre aspiranti alla candidatura dovrebbero accantonare le proprie ambizioni. Probabilmente tra queste c’è Rosida Baia che è colei che vanta meno protezioni tra Roma e Napoli. Rimarrebbero la Picierno, la quale continua a contare molto sul suo rapporto di ferro con Dario Franceschini per puntare a un posto buono nel listino bloccato, e Lucia Esposito, oggi consigliera regionale, la quale, però, in relazione alle vicende giudiziarie di Enrico Fabozzi potrebbe anche perdere il suo scrallo alla Regione.

    Questo il quadro odierno. Da questo partiamo per ragionare ancora.

    Gianluigi Guarino 

    PUBBLICATO IL: 16 ottobre 2012 ALLE ORE 16:07