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    VIDEO ESCLUSIVO / LA CONVENTION DI LANDOLFI E CORONELLA – L’EX MINISTRO: “LA POLITICA DEL CROWN PLAZA E’ MORTA. GIOCANO COME SE FOSSERO AL GRANDE FRATELLO. NOI L’1%? FA NIENTE, CONTANO LE IDEE E NOI NE ABBIAMO, LORO NO”


    In 300, forse 400, al ristorante del Sole: “noi siamo e rimaniamo del PdL e siamo pronti a contribuire all’evoluzione della proposta politica di Berlusconi, che il 2 dicembre cambierà tutto. Nulla è più come prima. pensare di fare un congresso in 3 ore, significa non aver capito nulla di quello che sta succedendo nel […]

    In 300, forse 400, al ristorante del Sole: “noi siamo e rimaniamo del PdL e siamo pronti a contribuire all’evoluzione della proposta politica di Berlusconi, che il 2 dicembre cambierà tutto. Nulla è più come prima. pensare di fare un congresso in 3 ore, significa non aver capito nulla di quello che sta succedendo nel Paese”

    PASTORANO - La carne. La carne che si contrappone alla carta, anzi alla carta velina. Bella, colorata, ma inconsistente. La carne viva della politica, dei pochi ma buoni, in opposizione nobile a chi la politica la intende come semplice esercizio di un potere, per di più, dozzinale e fatuo.

    Mario Landolfi, nel suo intervento di stamane nel Ristorante del Sole, ha parlato ai suoi 300 fedelissimi, forse 400, percorrendo le corde che già aveva solcato nella conferenza stampa di ieri. Il ritorno ad una politica reale, che si sforzi, ma questa volta sul serio, di aprirsi alla partecipazione, di includere, non di escludere, come hanno fatto – ha tuonato l’ex ministro, riscaldando la platea in 30 secondi filati di applausi – quelli del Crown Plaza, quelli del congresso formale del PdL, quelli “del grande fratello, quelli che giocano ad eliminare, ad escludere, a fare in modo da rimanere da soli per aggiudicarsi il gioco, per tutelare improbabili rendite di posizione”.

    Mario Landolfi conosce la politica di una volta. Conosce cosa significava una volta essere partito. E oggi prova ad utilizzare il suo retaggio perchè capisce che i tempi della politica liofilizzata, plastificata, sono finiti. E non a caso ha puntato tutti i suoi interventi di questi giorni su questi aspetti. Certo, Landolfi non è che negli ultimi 15 anni sia stato su Marte. A congressi come quello in svolgimento al Crown Plaza ha partecipato più di una volta. Anche lui ha notificato verbali precotti, preconfezionati, non corroborati da alcun emendamento, da alcuna contestazione. Anche lui non partecipa a un congresso in cui si contrappongano 2 o 3 mozioni da almeno 20 anni. Landolfi è stato, dunque, corresponsabile di questa politica.
    Ma oggi il suo ragionamento è lucido, perchè una cosa è chiara: non si sa, non si conosce l’identità della futura classe dirigente di questo Paese, ma una cosa è certa: l’idea delle nomenclature politiche che impongono un copione dall’alto, con il declino della stella berlusconiana, con la frammentazione e con l’aumento dell’offerta di associazioni e di movimenti, non rappresenta più un sistema per garantirsi posti di governo ed egemonie. Questa classe politica è talmente invisa al popolo bue, ancor più responsabile, ad avviso mio e di casertace, in quanto le ha baciato piedi e pile per anni, che oggi organizzare un congresso che in 3 ore esaurisca tutti i suoi argomenti, con superficialità cognitiva, con esercizio sommario della funzione dialettica, significa suicidarsi. Questo hanno fatto, secondo Landolfi, “quelli del Crown Plaza“, che vivono un po’ l’esperienza dei passeggeri del Titanic i quali continuavano a ballare mentre la nave stava già affondando. “Lo ha capito Berlusconi che il 2 dicembre vuole archiviare l’esperienza del PdL – ha spiegato Landolfi al microfono – non l’hanno capito loro che ancora oggi pensano che sia applicabile la ricetta di un congresso vuoto di contenuti, vuoto di significati politici. Un congresso che doveva essere del rinnovamento e che invece è stato il congresso del rinnovamento della carica del vicecoordinatore“. Landolfi non indugia molto sul problema Polverino. Tutto il suo intervento tiene la platea attenta al concetto della necessità di una politica del tutto rinnovata. Utilizza continuamente la citazione del congresso provinciale di Cosentino e Polverino non tanto per codificare una linea di demarcazione tra 2 aree, tra 2 correnti, ma per demarcare, per discriminare 2 concezioni della politica, ma forse anche della vita e del mondo. Dunque. nell’intervento di Landolfi, il congresso che lui definisce, anzi ridefinisce “dei 4 amici, che hanno fatto sapere delle loro intenzioni e dei loro accordi attraverso il giornale, anzi, attraverso un preciso articolo di un solo giornale“, diventa un elemento di paragone, un esempio calzante, l’archetipo di quello che non può più essere la politica oggi: oligarchia, gestione, truppe cammellate.Siamo l’1% – sfida Landolfi – ? . Ma anche se fossimo lo 0,1%, le nostre idee conterebbero, perchè sono le idee di chi ritiene che tutti hanno il diritto di dire la propria, di partecipare alla formazione di una linea programmatica, base ed essenza della linea politica del partito. Noi non lasceremo il PdL. Se vorranno discutere e confrontarsi, bene, altrimenti fa niente. Attraverso tante altre manifestazioni come questa, faremo girare e veicoleremo le nostre idee offrendole generosamente al confronto, alla discussione“.

    Questa la carne di Landolfi. Dall’altra parte, secondo lui, solo plastica da rottamare.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 6 ottobre 2012 ALLE ORE 13:58