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    ESCLUSIVA / Il ribaltone di S. Maria C.V. scuote la corrente di Caldoro. Romano, ai ferri corti con Grimaldi, convoca per lunedì una controconferenza stampa


        Non me ne voglia Massimo Grimaldi, ma questa storia dei 4 consiglieri della città del Foro, che in apparenza, passano con lui, determina una riflessione molto simile a quella che scaturisce dal caso-Ucciero di Caserta e che suscita ancora una volta una domanda: MA GRIMALDI, STA CON CALDORO O CON COSENTINO E POLVERINO? […]

     

     

    Nelle foto, da sinistra, Massimo Grimaldi, Biagio Di Muro e Paolo Romano

    Non me ne voglia Massimo Grimaldi, ma questa storia dei 4 consiglieri della città del Foro, che in apparenza, passano con lui, determina una riflessione molto simile a quella che scaturisce dal caso-Ucciero di Caserta e che suscita ancora una volta una domanda: MA GRIMALDI, STA CON CALDORO O CON COSENTINO E POLVERINO?

    S. Maria C.V. – C’è un filo rosso, apparentemente invisibile ma non per chi, per esperienza e per cognizione, è in grado di mettere insieme la trama della politica casertana, come se fosse una lunga, quanto barbosa, soap opera. Il filo rosso è quello che lega due avvenimenti che appaiono disancorati l’uno dall’altro: la conferma del ruolo di assessore al comune di Caserta di Teresa Ucciero e la nascita del gruppo consiliare del Nuovo Psi a S. Maria C.V.

    (CLICCA QUI PER LEGGERE IL NOSTRO ARTICOLO DI IERI, VENERDI’ http://www.casertace.net/wptemp/?p=10147)

    Tutti e due gli avvenimenti segnano, connotano,  una posizione del partito del governatore Caldoro, come quasi acriticamente allineata agli interesse politici di quella che dovrebbe essere l’area dei rivali interni più acerrimi del governatore, cioè quella che fa perno sull’asse tra Nicola Cosentino e Angelo Polverino.

    Quasi tirato per i capelli, Massimo Grimaldi, dopo aver abbozzato al cospetto del sindaco Del gaudio, che gli diceva senza mezzi termini di non essere disposto ad assecondare la richiesta del suo partito di avvicendare la Ucciero con Pasquale Napoletano, ha tirato fuori, sollecitato da alcuni rilievi, posti da Casertace, un comunicato stampa in cui affermava che, se la Ucciero non si fosse dimessa, sarebbero seguiti non meglio precisati provvedimenti.

    Da quel comunicato, sono trascorse due settimane, la Ucciero, non solo non si è dimessa, ma si è presentata ieri, venerdì, quasi provocatoriamente, al cospetto di Caldoro, accompagnando Del Gaudio ad una riunione per la Firema.

    Nonostante tutto questo, al momento, non si segnalano nè procedure disciplinari, nè azioni di formale sconfessione politica dell’assessora, dopo il suo atto di insubordinazione. La Ucciero – e lo ha affermato lei direttamente – è coperta da Nicola Cosentino, che lei chiama, confidenzialmente, Nicola, e dal sindaco Del Gaudio, cioè da Angelo Polverino.

    Ergo: Massimo Grimaldi asseconda Cosentino e Polverino.

    Seconda puntata della soap: dopo 4, 5 tentativi, andati a vuoto, da parte del sindaco Di Muro, di agganciare Paolo Romano, lo stesso Di Muro, scortato da Dario Mattucci, si è messo sotto l’ala protettrice di Angelo Polverino. Il sindaco di S. Maria C.V. cerca disperatamente interlocutori in Regione, ma quando ci prova si schianta contro gli scogli di Romano, che fornisce pieno appoggio al Pdl locale, che, ortodossamente, svolge la funzione a cui è stato delegato dagli elettori: controllo dell’amministrazione comunale dai banchi dell’opposizione.

    Di Muro, però, ha trovato una sorprendente sponda proprio in Grimaldi che (sarà pure una coincidenza, ma è proprio quello che sta capitando), all’indomani dell’incontro tra Di Muro, Mattucci e Polverino, ha deciso di mettere il cappello politico all’operazione dei consiglieri del sindaco, i quali, 4 su 5, lunedì, 5 novembre, indosseranno la casacca con lo stemma del garofano.

    In poche parole, Grimaldi non ha inserito un cuneo nella maggioranza, chiedendo a Di Muro un atto formale di rottura rispetto al centro sinistra, atto propedeutico all’apertura di ogni qualsivoglia dialogo, ma ha accettato passivamente che alcuni consiglieri comunali, i quali risponderanno sempre al sindaco e mai a lui, si legittimassero politicamente come esponenti del partito del governatore Caldoro, il quale, attraverso Grimaldi, dovrebbe diventare, dunque,  un interlocutore diretto dell’amministrazione comunale di S. Maria C.V. , con conseguente schiaffone inflitto a Paolo Romano che, ricordiamo, da qualche tempo, ha scelto di stare dalla parte di Caldoro e non da quella di Cosentino.

    Anche in questo caso, come del caso nel caso della Ucciero a Caserta, Grimaldi presta, quindi, bordone a una ridefinizione degli equilibri della maggioranza, nello specifico, stavolta, degli equilibri di quella di S. Maria C.V. che Di Muro e Mattucci hanno concordato con Polverino. Una nnuova condizione politica, maturata con queste modalità, consegna, ineluttabilmente, Grimaldi alla cifra politica di gragario, dato che è difficile pensare che il consigliere regionale del Nuovo Psi possa realizzare un effettivo controllo sulle azioni dei suoi nuovi consiglieri comunali, mentre questa rimappatura un effetto certo lo determina: la dura reazione di Paolo Romano, il quale, non a caso, ha organizzato, sempre per lunedì mattina, una controconferenza stampa, fissandola alle 10,30.

    Non me ne voglia Grimaldi, come si fa a non sospettarlo di ambiguità politica, come si fa a non considerare solo casuale il vocabolario della sua lista alle elezioni regionali scorse, quando, all’interno furono inseriti candidati, non vicinissimi, ma organici a Nicola Cosentino e alla sua famiglia, quali erano il sindaco di Casal di Principe, Cipriano Cristiano e la Pontillo, figlia di un imprenditore, amico di vecchissima data e solido sodale in affare di Giovanni Cosentino?

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 3 novembre 2012 ALLE ORE 16:41