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    ESCLUSIVA/ Zagaria, Parente, ma non solo: ecco il dettaglio delle motivazioni del terzo scioglimento del comune di GRAZZANISE


        22 pagine densissime danno forma al Decreto del Presidente della Repubblica, notificato ieri, luned’, ad ognuno dei consiglieri comunali. Un racconto serrato di decine e decine di episodi, tra cui c’è anche quello del presunto viaggio, che l’ex primo cittadino avrebbe fatto in Austria per curare il super latitante che danno la prova, […]

     

    Nella foto Napolitano, Parente e Zagaria

     

    22 pagine densissime danno forma al Decreto del Presidente della Repubblica, notificato ieri, luned’, ad ognuno dei consiglieri comunali. Un racconto serrato di decine e decine di episodi, tra cui c’è anche quello del presunto viaggio, che l’ex primo cittadino avrebbe fatto in Austria per curare il super latitante che danno la prova, secondo il Ministero degli interni, della profonda contaminazione del tessuto dei poteri locali da parte della camorra del clan dei casalesi.

     

    GRAZZANISE – Ieri pomeriggio, lunedì, è stato notificato a tutti gli ex consiglieri comunali il decreto del Presidente della Repubblica che ha convalidato il terzo scioglimento, in 20 anni, per infiltrazione mafiosa al comune mazzonaro.

    Si tratta di 22 pagine pregne di eventi,episodi, fatti che abbracciano l’ultra decennale arco di consiliatura Parente.

    In 12 anni due sindaci. Dal 2000 al 2010 Enrico Parente e dal 2010 al 2012 il figlio Pietro. Nella relazione si legge che le indagini ispettive hanno evidenziato “una sostanziale continuità nelle amministrazione che si sono succedete alla guida dell’ente ed in particolare il ruolo svolto da colui che, eletto sindaco nel 2000 fino al 2010 e successivamente è stato eletto capogruppo della maggioranza consiliare mentre alla guida dell’ente è succeduto l proprio figlio”.

    Nel D.P.R. viene evidenziato anche la posizione geografica di Grazzanise in una ambito territoriale “caratterizzato dalla radicata e pervasiva presenza dell’organizzazione criminale”

    La commissione d’accesso che ha condotto le indagini, avvalendosi anche del certosino lavoro svolto dalla stazione locale dei Carabinieri, ha sottolineato “una serie di procedure irregolari, concernenti le assegnazione di lavori pubblici a soggetti controindicati, il ripetuto ricorso  alle procedure di somma urgenza in assenza dei requisiti richiesti dalla vigente normativa e procedure di reclutamento del personale effettuate sulla base di critieri di selezioni predisposti per l’assunzione i soggette precedentemente individuati.”

    Dopo il sunto generale firmato dal Ministro Cancellieri e diretto al Presidente della Repubblica, sfogliando il copioso plico si passa alle singole fattispecie, dedotte dalla commissione d’acceso e dall’autorità giudiziaria, e vidimate dal Prefetto Longo, che hanno causato lo scioglimento.

    La parte iniziale è dedicata al presunto viaggio Austriaco che l’ex sindaco Enrico Parente avrebbe compiuto nel 2009 al fine di assistere, in qualità di medico, il boss latitante.

    Nel decreto del Presidente della Repubblica che fa proprio il rapporto presentato dal Ministro degli Interni in Consiglio dei ministri viene scritto testualmente: ” Riguardo alla cennata vicenda relativa all’incontro di OMISSIS con l’allora latitante OMISSIS la Direzione Distrettuale Antimafia ha richiesto l’adozione della misura della custodia cautelare per il delitto di favoreggiamento personale aggravato dalla mafiosità, rigettata dal Gip presso il Tribunale di Napoli con ordinanza in data 16 marzo 2012, nella considerazione che le azioni satinare contestate all’indagato rientrassero nel dovere di assistere chiunque, anche se latitante.”

    Il Giudice del Tribunale del Riesame, dopo il no del Gip alla custodia cautelare, ha accolto la richiesta della Dda ” ed ha applicato nei confronti di OMISSIS la misura cautelare della custodia in carcere, con sospensione dell’esecuzione dell’ordinanza fino alla sua definitività”, ritenendo che ” non può farsi rientrare nella normale attività medica dovuta per mera deontologia professionale, ritenendo che, nel caso specifico, non ci si potesse appellare al dovere professioanale del medico di prestare assistenza al proprio paziente, attese le modalità in cui tale attività si è manifestata” .

    A seguito del ricorso in Cassazione  il provvedimento cautelare non è stato convalidato e nell’udienza dell’ 8/11/2012 ha annullato la predetta ordinanza, sostenendo la mancanza di  “prove fondamentali”, ripassando la palla nuovamente al Riesame.

    La tesi difensiva degli avvocati dell’ex sindaco invece è incentrata sul fatto che vedrebbe Parente, in quel viaggio, non diretto in Austria, ma in Danimarca.

    Logicamente si tratta di questioni preliminari che riguardano solamente la decisione in merito alla custodia cautelare preventiva, ma ancora non ci si è imbattuti, qualora ci sarà rinvio a giudizio, nel merito delle accuse che solo nel processo potranno portare ad un’autentica assoluzione o ad un’autentica condanna.

    Quella del viaggio però è solo una piccola parte, iniziale, del plico notificato ieri ai consiglieri.

    Per saperne di più, per conoscere i dettagli del documento, in questi giorni non perdete di vista casertace.net

    Giuseppe Tallino

    PUBBLICATO IL: 19 marzo 2013 ALLE ORE 14:30