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    ESCLUSIVA. Forza Italia, nomine congelate in extremis. Il capogruppo al Senato Paolo Romani prepara, con un sms, l’incontro tra il Cavaliere e i Senatori cosentiniani


    Ieri pomeriggio, la svolta. Sospese le nomine di Del Gaudio, De Lucia ed Andropoli nel direttorio di coordinamento provinciale del partito

     

    Nella foto Del Gaudio, De Lucia e Cesaro

    Nella foto Del Gaudio, De Lucia e Cesaro

    CASERTA. La partita tra le diverse anime campane di Forza Italia, si sta giocando, soprattutto in Senato. Perché è lì, nel palazzo della Madama che un eventuale smottamento di senatori nuocerebbe ancor di più alle necessità del Cavaliere, nella realizzazione di quella strategia dell’attesa, che, da un lato prevede una sorta di neutralizzazione delle dinamiche politiche di Forza Italia, in vista della determinazione delle modalità con cui Berlusconi dovrà scontare la sua pena, dall’altra punta a mantenere alto il peso specifico del gruppo parlamentare, già amputato dalla scissione del nuovo centro destra, perché questo è l’unico modo per conservare una centralità nel rapporto con il premier Renzi e per conservare la possibilità di far valere questi numeri, rendendoli decisivi quando, nella fase delle riforme, si dovrà, gioco forza, affrontare quella cardinale relativa all’abolizione del Senato e quella relativa alla rimodificazione del Titolo V della Costituzione.

    Dunque, non può essere considerato un caso il fatto che sia proprio il capogruppo al Senato Paolo Romani, un fedelissimo di Berlusconi, ad aver assunto l’iniziativa dell’estrema mediazione, attraverso un sms sul inviato sul telefonino di alcuni Senatori dell’area Cosentino nel quale avrebbe assunto l’impegno di organizzare sul serio, all’inizio della prossima settimana, un incontro tra il Cavaliere e il gruppo di Senatori comprendente quelli di Gal e anche altri che affronti, prima di tutto il caso Campania, ma non si limiti a questo. Proprio in funzione di questa iniziativa, è stata chiesta una sospensione dei ordinatori provinciali che dovevano essere ufficializzate ieri, mercoledì. Una tregua accettata anche da “Giggino” Cesaro che per qualche giorno ha riposto nel cassetto “la pazza idea” del direttorio dei sindaci Del Gaudio, De Lucia, Andropoli a cui avrebbe voluto affidare il partito in provincia di Caserta.

    Si tratta di momenti decisivi, anche in vista delle prossime elezioni regionali che, in caso di una scissione, che sarebbe molto più ampia di quella che, in Sardegna, ad opera di Gianni Pilo è stata comunque determinante nella sconfitta di Forza Italia e del governatore uscente Cappellacci, si risolverebbero in una matematica sconfitta del centro destra e con il probabilismo avvento sulla poltrona di via Santa Lucia di Vincenzo De Luca.

    Come vedete non si tratta di una questione solo locale ed è probabile, che in queste ore, anche sulla scorta delle analisi di Casertace che partono, non a caso, da valutazioni di contesto e di prospettiva nazionali, negli ambienti che contano di Forza Italia si capisca bene che, con tutto il rispetto per le loro persone, costruire un partito sulle strategie dei pittoreschi Luigi e Armandone Cesaro, sulla viscerale amicizia tra Giusi Pascarella e Francesca “Dudù” Pascale, sulla fanciullesca e dispettosa esuberanza del sindaco per sbaglio Pio Del Gaudio, sulla figura candida e vuota di identità politica di Rosa De Lucia, significa votarsi alla distruzione definitiva dell’esperienza di Forza Italia in Campania, per di più, nemmeno attraverso un Lavacro tragico e poetico da “crepuscolo degli dei”, ma passando per l’epilogo farsesco di un film di Lino Banfi e Fenec e Alvaro Vitali.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 6 marzo 2014 ALLE ORE 8:51