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    ESCLUSIVA / Ecco la legge elettorale: doppia preferenza e a Caserta 8 candidati per paritito tra camera e senato


      Nel Pdl molto dipende dalla candidatura a capo del listino di Nicola Cosentino. Sul Senato, al momento non c’è una definizione certa, ma in considerazione del dettato costituzionale, potrebbero essere riesumati i collegi uninominali.     Caserta – Il testo che è uscito stamattina dalla commissione affari costituzionali del senato è fondato sul ritorno […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Angelo Polverino, Nicola Cosentino e Mario Landolfi

    Nel Pdl molto dipende dalla candidatura a capo del listino di Nicola Cosentino. Sul Senato, al momento non c’è una definizione certa, ma in considerazione del dettato costituzionale, potrebbero essere riesumati i collegi uninominali.  

     

    Caserta – Il testo che è uscito stamattina dalla commissione affari costituzionali del senato è fondato sul ritorno alle preferenze. Dunque, la nuova legge elettorale, dovrebbe riconsentire ai cittadini di votare direttamente la persona che si intende mandare in parlamento. La proposta è stata votata dal Pdl, dalla Lega , dall’Udc, dal Fli, mentre Pd e Italia dei valori hanno votato contro. Contro fino a un certo punto, perchè difficilmente Gaetano Quagliariello, l’uomo che sta rappresentando Berlusconi e il Pdl in questa vicenda della nuova legge elettorale avrebbe portato il testo in commissione se il Pd, oltre a votare contro, avesse annunciato sin da ora, le barricate nella discussione e nel voto dell’aula.

    Insomma potremmo essere veramente vicini alla soluzione. Questo articolo, se Casertace fosse un sito on line nazionale, potrebbe tranquillamente proseguire delineanando il filo di un racconto serio e avvincente anche in quella dimensione. Ma siccome Casertace è un sito locale, ci andiamo a occupare delle cose di qua.

    L’ipotesi più accreditata è che un 35% dei parlamentari verranno eletti con dei listini bloccati, cioè senza preferenze, mentre i due terzi saranno, appunto, eletti per effetto del computo delle preferenze personali, naturalmente in ragione proporzionale o prevalentemente proporzionale dato che lo schema prevede il 12,5 % di premio di maggioranza alla coalizione più votata.

    La nostra circoscrizione sarebbe quella di Caserta, Salerno, Benevento e Avellino. Togliendo il 35% alla lista dei 29 della volta scorsa, il terzo che andrebbe a formare il listino bloccato di 11, le preferenze dovrebbero essere attribuite a 18 candidati. Di questi, otto dovrebbero essere selezionati dalla provincia di Salerno, che è la più grande, 5 da Caserta, 2 da Avellino e 1 da Benevento.

    Naturalmente stiamo parlando della camera dei deputati.

    Giusto per capirci, un partito che raggiunge il 10% dei voti in questa circoscrizione, eleggerà due deputati nella lista con preferenze e il capolista in quella bloccata. Con il 15%, che è quello a cui l’Udc, per esempio aspira, si potrebbe anche pensare a un terzo eletto nella lista delle preferenze.

    Capitolo importante è quello del numero di preferenze esprimibili: al momento si parla di due preferenze, senza vincolo di genere, ma in aula potrebbe essere presentato un emendamento addirittura per una terza preferenza, vincolata però al genere femminile.  A proposito di genere femminile, le liste prevederebbero l’alternanza di genere, con riserva del ruolo del capolista, nel senso che se il ruolo di capolista è ricoperto da un maschio, un altro maschio può essere il numero due, ma a quel punto femmina dovrà essere il numero tre. Stesso discorso se la capilista fosse femmina.

    Per quanto riguarda il senato, esiste un vincolo di tipo costituzionale, dato che la nostra Carta prevede che i senatori vadano letti nell’ambito di una ripartizione regionale. Dunque, ci sarà una lista  al senato comprendendo i candidati di tutte e cinque le province campane. Anche in questo caso ripartizione dei seggi al 65% con le preferenze (doppia preferenza, con ipotesi aperta della terza di genere). Liste alternate di genere, prescindendo, come nel caso della camera dei deputati, il ruolo di capolista. Tenendo conto che il senato è formato da 315 componenti, che sono la metà di quelli della camera, e tenendo conto del fatto che una lista regionale comprendente anche i candidati di napoli, sarebbe più corposa della lista circoscrizionale, alla fine dovrebbero essere una ventina i candidati nella lista con preferenze, mentre una decina dovrebbero essere quelli della lista bloccata.

    In questo quadro chi sarebbero i candidati del Pdl? A Nicola Cosentino darebbero il rango di capolista nel listino bloccato che, al massimo, insieme al numero due, garantisce l’elezione? Oppure Berlusconi dirà ai suoi antichi colonnelli che è l’ora di rimboccarsi le maniche e mettersi sul territorio e rastrellare voti con le preferenze?

    Nel primo caso, Cosentino potrebbe dare seguito alle diverse promesse che ha fatto a vari esponenti del partito, al quale ha detto che sicuramente li avrebbe candidati. Ma se dovrà correre lui per le preferenze, come cambierà la conformazione della lista? E il fatto che ci sia la doppia o la tripla preferenza, quali combinazioni potrà determinare?  Ma poi sto partito dovrà o meno mettere in campo persone abituate alla preferenza per creare un minimo di valore aggiunto? Tutte incognite. Tra gli otto tra camera e senato potrebbero esserci Carmine Antropoli, Mario Landolfi, Enzo D’anna, la Petrenga stessa. Polverino è stato messo lì dove è stato messo nel partito proprio per portare acqua al mulino di Cosentino che gli ha promesso poi di ricambiargli il favore l’anno prossimo alle europee, anche se l’opzione di un Polverino candidato al senato in un ipotetico collegio di Caserta, Marcianise, Maddaloni ecc. , non è una ipotesi fantasiosa.

    Situazione apertissima,  ma da oggi la nostra trattazione comincia ad avere qualche punto di riferimento.

    G. G.

    PUBBLICATO IL: 11 ottobre 2012 ALLE ORE 19:45