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    Esclusiva / CASTELVOLTURNO – Il segretario provinciale del Pd liquida Saviano sul candidato a sindaco di colore: “Il nostro Yvan Sagnet è Dimitri Russo”


    Il punto di Casertace sulla proposta dell’autore di Gomorra: forse non occorre un professionista africano a capo di una rivolata contro il sistema per liberare la città, basta che i castellani decidano ciò che vogliono fare da grandi e i padrini o padroni della politica rinuncino ai grandi interessi Castel Volturno - Volevamo scrivere un […]

    Nella foto, da sinistra, Dimitri Russo ex candidato a sindaco di Castel Volturno del Pd, il segretario provinciale bersaniano, Dario Abbate con Aristide Papa e Roberto Saviano

    Il punto di Casertace sulla proposta dell’autore di Gomorra: forse non occorre un professionista africano a capo di una rivolata contro il sistema per liberare la città, basta che i castellani decidano ciò che vogliono fare da grandi e i padrini o padroni della politica rinuncino ai grandi interessi

    Castel Volturno - Volevamo scrivere un editoriale ed eravamo intenzionati ad approfondire un tema importante e nel contempo delicato per la cittadina di Castel Volturno,dopo la presunta “provocazione”, se così può essere definita, lanciata dallo scrittore Roberto Saviano durante la trasmissione di Fabio Fazio, su Rai 3 “Che tempo fa”, nella quale era stata avanzata la proposta della candidatura a sindaco di Castel Volturno, di un professionista di colore, come lo studente che che guidò la prima grande protesta di braccianti agricoli stranieri, Yvan Sagnet. 

    Poi ci abbiamo ripensato e ci hanno fatto riflettere le posizioni assunte nel merito di questa vicenda, dall’ex candidato a sindaco del Pd di Castel Volturno, Dimitri Russo e dal segretario provinciale del partito di Bersani, Dario Abbate, che questa mattina, nella sede mondragonese del suo partito, ha dichiarato in esclusiva a Casertace: “Il nostro Yvan Sagnet è Dimitri Russo… in una realtà difficile e ostica come quella di Castel Volturno, per il momento non è proponibile l’ipotesi avanzata da Saviano. Non siamo contrari all’idea, in quanto la città è un laboratorio politico e ha un tessuto sociale variegato, con una folta presenza africana, ma la fiducia del partito è stata data a Dimitri Russo“.

    Se domani si andasse a votare, la segreteria provinciale del Pd, riconfermerebbe la fiducia a Dimitri Russo?

    Sì, lui è stata la nostra indicazione. Un ragazzo corretto, un professionista retto, virtù necessarie a Castel Volturno, città in cui occorre prima equilibrare e rendere omogeneo un tessuto sociale che non esiste e in cui  manca una propria identità“.

    Quindi per Abbate il candidato a sindaco resta Dimitri e per il momento la proposta di Saviano sembra essere stata congelata, anche da alcune esternazioni rese al Mattino e precisamente a Vincenzo Ammaliato, dallo stesso ex consigliere del Pd di Castel Volturno. Ora non sappiamo se il Pd risulta impreparato, come lo è Castel Volturno, di fronte alla provocazione dello scrittore, oppure lo stesso Saviano ha tentato di mettere in difficoltà i seguaci locali di Bersani durante le primarie, al fine di avvantaggiare l’area più radicale e progressista della sinistra, e cavalcare quindi, l’onda di un’utopia formato progetto politico, che deve fare i conti prima con l’elettorato di Castel Volturno, che non è integralmente puro…

    Troppi, sono gli interessi dei partiti formato famiglia che sussistono in città, molti sono quelli di natura criminale o di quartiere. E non parliamo della vecchia classe politica bruciata dalle inchieste giudiziarie. Se a questi elementi aggiungiamo poi gli interessi di privati, di speculatori edilizi, di imprenditori o famiglie del territorio che hanno fatto affari cavando la sabbia, costruendo senza il Prg, lottizzando terreni, affittando appartamenti in nero ai braccianti sfruttati dai caporali, ridefinendo i terreni e i quartieri, con l’ausilio di ingerenze criminali extra territoriali e locali, realizzando opere, strutture e centri commerciali o mercatali, oggi sottoposti sotto la lente di ingrandimento della magistratura, allora non riusciamo a comprendere e a pensare se a Castel Volturno serva più un politico vaccinato o uno studente puro e africano che guidi una rivolta contro il cosiddetto sistema.

    Resta il fatto, che le parole del segretario Abbate sono state ponderate e maturate dopo una propria riflessione politica.

    Abbate ha sdoganato, se non liquidato quindi la proposta di Saviano.

    A Castel Volturno, città dove da sempre si attende un Messia o un liberatore, dove un popolo non riesce in autonomia a gestirsi, se non organizzare il proprio futuro, perchè si delega al prossimo la responsabilità di decidere sul da farsi, sul quale, poi, vengono rilanciate critiche taglienti per affossare ogni progresso, il tutto condito da una cecità culturale, forse occorre di più di un professionista di colore. Bisognerebbe convincere padrini e padroni del territorio a cambiare rotta e magari a fare un passo indietro sui propri interessi familiari.

    Massimiliano Ive

    PUBBLICATO IL: 10 novembre 2012 ALLE ORE 16:41