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    ESCLUSIVA CASERTA – Non ci si crede: per l’anno del dissesto, i dirigenti del Comune si sono messi in tasca un miliardo di vecchie lire di premi legati agli obiettivi. Ma di quali obiettivi: quelli della bancarotta?


      Naturalmente è stato impossibile reperire la determina del dirigente Piscitelli, abilmente occultata ed estirpata dall’albo del Comune sul sito internet. CASERTA - Non sai se ridere o piangere quando guardi il sito del Comune di Caserta. Un luogo in cui si annidano tutte le manchevolezze, le sciatterie ma, soprattutto, le malizie di un governo […]

     

    Nella foto, da sinistra, Sorbo, Piscitelli, Mazzotti

    Naturalmente è stato impossibile reperire la determina del dirigente Piscitelli, abilmente occultata ed estirpata dall’albo del Comune sul sito internet.

    CASERTA - Non sai se ridere o piangere quando guardi il sito del Comune di Caserta. Un luogo in cui si annidano tutte le manchevolezze, le sciatterie ma, soprattutto, le malizie di un governo che rappresenta la città, ma che alla città non dà conto nascondendole le sue pratiche più imbarazzanti. E allora entri nell’elenco delle determine dirigenziali e, come si può vedere dalla foto, una viene pubblicata e due no. Due si e dieci no, con buona pace della trasparenza degli atti amministrativi.

    Una cattiva, pessima pratica che trasforma la democrazia in una oligarchia di gente che fa i comodi suoi e che non ha nella sua testa il senso alto, nobile del mandato popolare di cui sono portatori e di cui dovrebbero essere rappresentanti pedissequi. Cercavamo una determina in particolare: la 1255, a firma del dirigente del settore Economico e Finanziario Giammaria Piscitelli, il successore di Petrella, come dire dalla padella alla brace.

    Cercavamo, ma non abbiamo trovato, dato che nel sito non c’è traccia di questo documento. Però, la Provvidenza è misericordiosa e ne siamo venuti lo stesso in possesso. Niente di misterioso e di illegale, per carità. Solo che di questi tempi rendere pubblico alla città che i cinque o sei mandarini che dominano gli uffici del Comune da almeno 15 anni si sono messi in tasca, al di fuori dei principeschi stipendi di cui sono beneficiari 518mila euro, insomma un 70-80mila euro a testa, per aver raggiunto i risultati prefissati a cui si associano queste retribuzioni extra, potrebbe far incazzare tanta gente. Non vi sveliamo la sorpresa finale, perchè quella è proprio da indignarsi al punto da entrare in clandestinità. L’organismo che attesta il raggiungimento degli obiettivi è il nucleo di valutazione che al Comune di Caserta è una roba invisibile, impalpabile. E sapete quali sono gli obiettivi raggiunti per i quali Piscitelli, Sorbo, Mazzotti, Natale, Biondi e forse Iovino e compagnia si sono pappati tutti questi danari, ripartiti in una prima tranche di 390mila euro circa e in una seconda da 120mila euro e rotti , che si sono liquidati proprio con la determina citata, cioè la 1255, occultata dal sito del Comune? Gli straordinari obiettivi che permettono ai mandarini di calare nelle loro tasche un miliardo di vecchie lire in un solo anno, ad integrazione dei loro stipendi, sono quelli, udite udite, relativi all’anno 2011, l’anno in cui nel mese di ottobre la città di Caserta ha dichiarato bancarotta, approvando la delibera di dissesto.  Dunque se uno determina il dissesto di un Comune, becca un miliardo di lire in premio. Lo sappiamo che siamo ripetitivi, ma è più forte di noi: questa città è una vera vergogna ed il fatto più grave è che liberali come noi si trovano nell’imbarazzo culturale di dover considerare i forconi invocati ed evocati da Grillo come l’unica soluzione possibile per abbattere questo sistema che da destra a sinistra, puzza di imbroglio e di imbrogli in ogni suo minimo ingranaggio.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 19 luglio 2013 ALLE ORE 13:05