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    ESCLUSIVA – CASERTA, città fuorilegge: senza un piano rilasciate 30 autorizzazioni per antenne di telefonia mobile. Business da 600 mila euro all’anno


    Non ci siamo fermati, naturalmente, davanti all’unico caso delle proteste dei residenti della zona di parco Primavera, e ne abbiamo scoperte di tutti i colori, a partire dall’antenna in area Casertavecchia che vedete nella foto CASERTA - La vicenda dell’antenna bloccata alle spalle di parco Primavare ha dato l’idea che si trattasse di un episodio […]

    Nella foto Caterino, l’antenna di Casertavecchia e Sorbo

    Non ci siamo fermati, naturalmente, davanti all’unico caso delle proteste dei residenti della zona di parco Primavera, e ne abbiamo scoperte di tutti i colori, a partire dall’antenna in area Casertavecchia che vedete nella foto

    CASERTA - La vicenda dell’antenna bloccata alle spalle di parco Primavare ha dato l’idea che si trattasse di un episodio isolato in cui le compagnie telefoniche avevano tentato di costruire un loro impianto in una zona della città fortemente antropizzata. Chiusa quella vicenda i bellimbusti dell’amministrazione comunale ritenevano di aver messo la sordina alla questione. Una vera comodità, dato che la questione, anzi, per dirla alla Gadda, “il pasticciaccio” è complicato e, ovviamente, molto oscuro.

    Tenetevi forte: nell’ultimo periodo, il comune di Caserta ha rilasciato una trentina, si, avete letto bene, una trentina di autorizzazioni per l’impianto di antenne dedicate alla telefonia mobile.

    Uno degli ultimi casi è quello relativo al dispositivo messo in piedi nella zona di Casertavecchia-Pozzovetere, che dopo una serie di schermaglie tra un comitato spontaneo di residenza, comune e Tar, si è conclusa con la vittoria delle compagnie e con la costruzione dell’impianto, così come si può vedere dalla foto in alto.

    Le antenne per i telefonini servono, dato che quando non abbiamo il segnale ci incazziamo. Ma questa necessità va contemperata con quella, ancor più cogente di garantire condizioni che non mettano in pericolo la salute della gente. Non a caso, la materia dovrebbe essere regolata, in ogni comune, da un piano di coordinamento che, approvato dal Consiglio comunale, individua spazi e luoghi in cui le compagnie telefoniche possono istallare le loro antenne. E’ completamente inutile dire che il comune di Caserta questo piano non ce l’ha. E il fatto non è casuale, perché quei furboni dei dirigenti, cioè quelli che comandano sul serio a Caserta coltivano da anni l’arte nera di far sguazzare nella deregulation il loro potere discrezionale. Niente piano e concessioni rilasciate senza freni. E siccome il privato che ospita un impianto di mette in tasca cifre prossime ai 20 mila euro all’anno vi renderete conto di quale potenzialità clientelare rivestono concessioni del genere.

    20 mila x 30 signifca un volume d’affari di 600 mila euro all’anno, anche se alle localizzazione private vanno sottratte quelle pubbliche, dato che nel pacchetto delle 30 autorizzazioni vanno considerate anche quelle che hanno interessato immobili comunali, come lo stesso palazzo Castropignano, sul cui tetto campeggia un’antenna, e come la caserma Sacchi.

    Da quando Franco Biondi ha dovuto lasciare la deleghe di dirigente alle attività produttive, tutti gli incartamenti sono finiti nelle mani di Carmine Sorbo, il quale, siccome non comandava nulla in questa città, ha voluto aggiungere alla sua collezione di “insignificanti” deleghe, a partire da quella relativa all’ambiente, anche la delega relativa alla gestione del Suap, ovvero sportello unico della attività produttive.

    Trovare le carte? Roba che neanche Indiane Jones…

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 6 dicembre 2013 ALLE ORE 10:52