Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    ESCLUSIVA. Berlusconi ha deciso: prima di ratificare le nomine campane e casertane di Giggino “a purpetta” incontrerà i parlamentari cosentiniani


    Il cavaliere è arrivato da poche ora a Roma da Arcore. Sta definendo le caselle di quasi tutte le altre regioni italiane, ma per la Campania vuol tentare una mediazione, dato che non può permettersi assolutamente, soprattutto in questo momento, altri senatori

    Nella foto D'Anna, Berlusconi e Cesaro

    Nella foto D’Anna, Berlusconi e Cesaro

     

    CASERTA - Ultime da Roma, versante palazzo Madama, dove si gioca la vera partita degli equilibri di Forza Italia in Campania.

    Facciamo un passettino indietro e ritorniamo alla intervista che il premier Renzi ha rilasciato stamattina, mercoledì, a Repubblica. Che dice Renzi, in sostanza: il fuoco amico ha cercato di mettermi in minoranza sugli emendamenti relativi alla legge elettorale per dimostrare che il mio governo è vulnerabile e per metterlo sotto scacco. Ma la manovra non è riuscita.

    Fuoco amico perché Renzi, chiaramente, di nemici nell’establishment del suo partito se ne è fatto a decine, soprattutto dopo la nota vicenda dell’hashtag #EnricoStaiSereno.

    Silvio Berlusconi, che stamattina è arrivato a Roma da Arcore, ha potuto rivendicare, fondatamente, il succeso, seppur di stretta misura, di Renzi sugli emendamenti più caldi dell’Italicum.

    Ciò è capitato alla Camera dei deputati dove Pd e Sel hanno una schiacciante maggioranza che li rende, in pratica, autosufficienti. Questo successo di Berlusconi, tuttosommato inaspettato, proprio perché verificatosi a Montecitorio, dove l’influenza e l’incidenza dei deputati forzisti, se non è irrilevante poco ci manca, non avrà ricadute positive sul peso specifico che il cavaliere può avere nella trama narrata del nuovo esecutivo, anche in previsione della non agevole navigazione delle riforme economiche, dove la parte sinistra del Pd insieme a Sel è destinata ad esprimere molti distinguo, se l’Italicum non uscirà indenne dal vaglio del Senato, dove i numeri della maggioranza sono molto più stretti e dove Renzi conta sul sostegno di Forza Italia per non rimanere ostaggio dei ricatti dei suoi alleati di governo, i quali vogliono andare avanti con la rivendicazione sia delle preferenze che delle quote di genere.

    E quindi torniamo esattamente al nostro articolo scritto alcuni giorni fa: soprattutto in questa delicatissima fase il Cavaliere non può consentirsi il lusso di perdere altri senatori, che, magari, staccandosi da Forza Italia vadano a trattare in proprio con Matteo Renzi, ed ecco perché come tutto sommato avevamo previsto nel già citato articolo (CLICCA QUI) Berlusconi, consigliato soprattutto dal capogruppo Paolo Romani, che i numeri di palazzo Madama, naturalmente, li ha ben infissi nella testa, ha di nuovo congelato le nomine della Campania le quali sono state ratificate in una non meglio precisata riunione del coordinamento regionale, ma che per essere valide devono essere benedette dal Cav.

    Se passasse lo schema delle nomine di Giggino Cesaro, sarebbero almeno 10 o 12 i senatori pronti a sfilarsi. Uno scenario di questo tipo andrebbe ad azzerare il vantaggio tattico che Forza Italia ha acquisito approfittando della dinamica complessa  e conflittuale tra un Renzi che vuol tirare dritto verso una legge elettorale, la quale favorisca i partiti più grandi e i suoi alleati che, al contrario, tedono, o attraverso il discorso delle preferenze o attraverso le modifiche di alcune delle diverse soglie di sbarramento previste, di porre condizioni funzionali non solo  alla propria sopravvivenza, ma anche al mantenimento di un potere di interdizione che consenta loro di ottenere, in sede di candidature, un corposo numero di posti parlamentari sicuri.

    E allora capita che, mentre il leader sta chiudendo, proprio in questi minuti, le partite dei coordinamenti provinciali nella maggior parte delle regioni, per la Campania si registra un altro rinvio. Uno stop che rende evidente l’idea che Berlusconi ha di timbrare le nomine dei nuovi cordinamenti provinciali campani solo all’indomani di un incontro di possibile mediazione con i parlamentari dell’area cosentiniana.

    Insomma, il trio arcobaleno deve ancora aspettare prima di insediarsi.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 12 marzo 2014 ALLE ORE 16:54