Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    EMILIO COLOMBO,LA MORTE DI UN GRANDE STATISTA


      Il ricordo personale di Michele Izzo dell’ultimo Costituente mancato ieri   Non poteva esserci  avvenimento  più sentito, circostanza unica per offrire un ricordo dell’azione esemplare e lungimirante del grande statista il presidente Emilio Colombo. Ultimo presidente  italiano del parlamento   europeo  ed ultimo padre costituente della repubblica Italiana. Un maestro di vita per chi ha […]

    Nella foto, Emilio Colombo

     

    Il ricordo personale di Michele Izzo dell’ultimo Costituente mancato ieri

     

    Non poteva esserci  avvenimento  più sentito, circostanza unica per offrire un ricordo dell’azione esemplare e lungimirante del grande statista il presidente Emilio Colombo. Ultimo presidente  italiano del parlamento   europeo  ed ultimo padre costituente della repubblica Italiana. Un maestro di vita per chi ha avuto il privilegio di conoscerlo ed apprezzarlo, tanto da poterlo definire con un celebre aforisma latino di Rothbert: “omni genere virtutis floret”.

    La sua voce delicata e decisa trasmetteva agli altri serenità e sicurezza. Una persona retta che ha davvero eccelso in ogni genere di virtu’ con una personalità semplice e genuina come la sua Lucania.

    La memoria va indietro nel tempo, quando ebbi la grande occasione di conoscerlo da studente universitario in Roma nel lontano febbraio del 1986. Era in un doppiopetto grigio antracite  e come tutte le mattine si apprestava ad entrare  nella chiesa di S. Apollinare nei pressi di piazza Navona, dove per circa 40 anni ha avuto il suo mitico studio personale che affacciava sulla splendida piazza. Si instaurò subito un rapporto di reciproca cordialità, che nel tempo si è trasformato in un’amicizia salda da 27 anni, grazie anche  ad un comune amico, l’attuale direttore dei giornali radio rai Antonio Preziosi, mio compagno di studi.

    Ricordo i tanti insegnamenti appresi durante le serene  conversazioni serali, che concedeva nel suo studio privato,  spesso soffermandosi nelle riflessioni, affacciandosi  sulla celeberrima piazza Navona.

    Ricordo una sera di inizio estate , quando le mitiche collaboratrici, Mirella Lomuto e Luciana Guidotti, gli passarono prima la  telefonata  dell’allora cancelliere tedesco Helmut Kohl e subito dopo quella  del sottosegretario di stato americano Henry Kissinger. Respirava, davvero, un’aria europeista  ed internazionale.

    Ricordo, da giovane presidente diocesano dell’azione cattolica di Alife-Caiazzo, negli anni novanta,  i suoi interventi all’università cattolica del sacro cuore di cui è stato per tantissimi anni il presidente della fondazione Toniolo e di quelli all’assemblea generale dell’associazione del trattato atlantico,  in particolar modo, alla 45.ma assemblea generale che si tenne a Strasburgo alla fine di ottobre del 1999, che celebrò i 50 anni dell’alleanza atlantica. Lo statista Emilio Colombo, in qualità di presidente del comitato atlantico italiano, intervenne e presentò la nuova agenda transatlantica riflettendo sulle sfide da superare per portare a compimento i processi di allargamento dell’unione e della nato.Al suo ritorno, mi fece dono di una copia dell’intervento tenuto all’assemblea,  con dedica personale  che  custodisco gelosamente.

    Ricordo le colazioni al ristorante Massa di Caserta con le sue amatissime sorelle, Anna e Margherita,  con le quali piacevolmente rievocava  un suo vecchio amico, il compianto avvocato Francesco Monti (già’ consigliere di amministrazione del banco di Napoli,  presidente della camera di commercio e presidente ept di Caserta) con il quale aveva trascorso il periodo del servizio militare.

    Ricordo la chiusura della campagna elettorale europea del 1989 che  tenne a Caserta al teatro San Marco in c.so Trieste, nell’era dei compianti sen. Giuseppe Santonastaso ed on. Dante Cappello, che lo vide capolista della democrazia cristiana per la circoscrizione sud Italia e nella quale confermò il suo essere recordman di preferenze, sfiorando ancora una volta un milione di consensi, che raccolse già precedentemente nelle europee del 1979, record assoluto mai raggiunto da altri.

    Ricordo come era piacevole per lui rileggere i tantissimi articoli in riferimento alla sua azione  politica,  che amava far rilegare  in grandi libri.

    Ricordo, tanti anni fa, la giornalista  Miriam Mafai, in uno speciale su repubblica lo definì:  un personaggio  unico, “a modo in ogni cosa”, paragonandolo ad  un lord inglese.

    La memoria, andando indietro nel tempo,  mi rievoca tanti altri ricordi belli dello statista Emilio Colombo, come i racconti dei suoi tanti viaggi istituzionali in tutto il mondo per superare i conflitti internazionali, ma soprattutto la considerazione di allora e la certezza di oggi che egli fosse un dono al servizio del bene comune per l’Europa, per l’Italia e soprattutto per il nostro mezzogiorno d’Italia.

    Il suo  stile caratterizzato dalla semplicità dell’animo buono, dalla chiarezza del proposito, dalla fermezza della volontà, dalla capacità di guardare in profondità, in alto e lontano ha contribuito a formare una nuova classe dirigente nel paese.

    L’ultima mia conversazione con l’illustre presidente è avvenuta in occasione delle recenti elezioni del capo dello stato, allorquando lo sentii sereno,  in forza come sempre ed in uno stato che nulla potesse far presagire, nonostante l’età,l’avvicinarsi del trapasso alla vita celeste.

    Un addio ed un arrivederci ad un grande maestro di vita!

     

     

    Michele Izzo

    già presidente diocesano azione cattolica Alife-Caiazzo

    PUBBLICATO IL: 26 giugno 2013 ALLE ORE 11:38