Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    ELEZIONI, a San Felice vogliono annullare la vittoria di De Lucia, ma le speranze sono quasi 0 grazie alla sentenza salva De Magistris


      Fino a 2 anni fa era chiara la norma che rendeva nullo il lavoro dell’autenticatore di firme che non aveva presentato la comunicazione al suo legale rappresentante. Questo è successo a San Felice. Ma da l’anno scorso il  Consiglio di Stato ha stravolto completamente questa normativa   CASERTA – Se il calendario odierno segnasse […]

    Nelle foto, da sinistra, Pasquale De Lucia e il sindaco De Magistris

     

    Fino a 2 anni fa era chiara la norma che rendeva nullo il lavoro dell’autenticatore di firme che non aveva presentato la comunicazione al suo legale rappresentante. Questo è successo a San Felice. Ma da l’anno scorso il  Consiglio di Stato ha stravolto completamente questa normativa

     

    CASERTA – Se il calendario odierno segnasse la data del 29 maggio 2011 e non quella del 29 maggio 2013, le elezioni comunali di San Felice a Cancello, rischierebbero seriamente di essere invalidate a causa di un vizio evidente nella fase dell’autenticazione delle firme.

    Fino a due anni fa, risultava, infatti, materia pacifica il fatto che un autenticatore, fosse esso un consigliere comunale o un consigliere provinciale, traeva in maniera esclusiva e senza alcuna possibilità di deroga, la titolarità, cioè il potere di autenticatore solo previa comunicazione formale al suo legale rappresentante.

    L’anno scorso è successa una cosa rivoluzionaria, che ha dato un contenuto diverso alla sempre eccentrica giurisprudenza amministrativa: alle elezioni comunali di Napoli, il prode De Magistris che aveva fatto sfracelli nell’urna, si era fatto autenticare le firme da consiglieri provinciali, i quali si erano dimenticati di inviare la comunicazione formale al loro presidente.

    Il competitore di De Magistris, cioè Lettieri, fece ricorso al Tar di Napoli, che, vista la malaparata se ne uscì con una decisione, anzi con una non decisione alla Ponzio Pilato, ributtando la patata bollente al Consiglio di Stato, che è un posto in cui le ragioni dell’opportunità convivono e spesso prevalgono sul rigore applicativo del diritto scritto in maniera inequivocabile.

    Che ti studiarono i remuneratissimi consiglieri di Stato: se un autenticatore fa la comunicazione al suo legale rappresentante, cioè al presidente della Provincia o al sindaco, allora questo atto obbliga loro ad assumere un connotato istituzionale, che ha una sola conseguenza: l’obbligo di autenticare le firme di tutte le liste in campo, di ogni colore politico; nel caso in cui, invece l’autenticatore, come era successo per De Magistris, non formula la comunicazione, questo non rende inefficace la sua funzione, ma tutto sommato la rafforza in quanto gli consente di esercitare un potere discrezionale che gli dà la possibilità di autenticare le firme di alcuni partiti, magari quelli a lui più simpatici e di non autenticare quelli delle altre liste.

    Con tutto il rispetto per i consiglieri di Stato, una vera ciofeca. Ma si sa, De Magistris all’epoca era l’eroe d’Italia e l’eroe di Napoli. Annullare l’elezioni avrebbe costituito un caso di portata internazionale.

    Ma la sentenza salva De Magistris, essendo stata emessa dal Consiglio di Stato fa giurisprudenza, e dunque, ribalta quello che fino a due anni fa veniva applicato in ossequio ad una legge chiara che non consentiva alcun svolazzo interpretativo.

    Ci dicono che a San Felice starebbero preparando dei ricorsi al Tar, ma la vediamo un po’ duretta, perchè quando ci documentiamo noi di Casertace, ci documentiamo sul serio. E difficilmente ci sbagliamo.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 29 maggio 2013 ALLE ORE 17:54