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    ECCO IL PIANO di Caputo e di Cappello: il primo candidato alle europee, il secondo alle regionali, con il pieno appoggio del teverolese


    Una condizione a dir poco imbarazzante quella del Pd Casertano, con un segretario provinciale eletto con 70 voti su 340 componenti dell’assemblea e disconosciuto dalla maggior parte del partito, compresa la capolista al Senato Rosaria Capacchione. Ora si attende la convocazione della commissione adesioni per il tesseramento. CASERTA - Un partito surreale che, in teoria, […]

    Nella foto, da sinistra, Cappello, Caputo e Capacchione

    Una condizione a dir poco imbarazzante quella del Pd Casertano, con un segretario provinciale eletto con 70 voti su 340 componenti dell’assemblea e disconosciuto dalla maggior parte del partito, compresa la capolista al Senato Rosaria Capacchione. Ora si attende la convocazione della commissione adesioni per il tesseramento.

    CASERTA - Un partito surreale che, in teoria, avrebbe anche un segretario provinciale, se si può chiamare segretario provinciale uno eletto con 70 voti su 340 membri dell’assemblea e non riconosciuto dalla maggior parte del partito.

    Il Pd, di Caserta, è un po’ così, è un po’, anzi un bel po’ naif: la necessità che ha di essere un partito che si uniforma a degli statuti, a delle regole che garantiscono la partecipazione cosiddetta dal basso, si scontra costantemente con le necessità e con il temperamento predatorio della sua pseudo classe dirigente, per la quale, diciamocela tutta, queste regole sono un impaccio, un ostacolo, che, continuamente, si pone davanti all’elemento centrale, alla ragion d’essere del proprio stare in politica: l’ambizione personale.

    Dunque, l’elezione di Enzo Cappello a segretario provinciale riassume in sè questa contraddizione. La riassume tutta: quella sera di giugno non era importante costruire le condizioni per far funzionare un partito attraverso il rispetto e la garanzia determinata dalle regole. Lì c’era un progetto predatorio che andava realizzato a prescindere. 70 voti e più di 100 deleghe strappate da altri componenti dell’assemblea, non fermarono il progetto di Cappello e di Caputo, non finalizzato all’attuazione di un modello democratico, di partecipazione alla vita politica ed alla elaborazione dei contenuti di programma, ma esclusivamente al loro futuro.

    Ben inteso, non è che Cappello e Caputo siano gli unici interpreti di questo modo di far politica. Ma in questo momento, il focus cronistico riguarda loro e su di loro, dunque, noi lo concentriamo. Nicola Caputo, dopo la cocente delusione del suo taglio in extremis dalla lista del Pd per la Camera dei Deputati, avvenuta per la nota vicenda dell’avviso di garanzia, ricevuto nell’ambito di una delle inchieste sulle spese facili della Regione Campania, ha una voglia matta di rifarsi. Addirittura, ritiene che esistano le condizioni, proprio grazie all’elezione corsara di Cappello a segretario provinciale, non solo di candidarsi alle prossime elezioni europee, ma anche di essere eletto. Una condizione che può avverarsi solo se la sua posizione giudiziaria dovesse chiarirsi nel senso di un pieno proscioglimento da ogni accusa. In caso contrario, sarebbe un po’ difficile realizzare il piano. Un piano che contempla anche la candidatura e l’elezione, con il pieno appoggio dello stesso Caputo, di Enzo Cappello in consiglio regionale.

    Questo il piano. Il fatto che possa essere coronato da successo, riscontrando tutte le aspirazioni di “C al quadrato” non è affatto scontato, anche perchè nei prossimi mesi, fermo restando la confusione che, a livello nazionale, regna sovrana nel Pd, dovrebbe svolgersi un congresso provinciale, frutto di un tesseramento da realizzare entro il 30 settembre. Questo tessermento, però, non può partire senza che venga riunita la commissione adesioni, di cui fanno parte, tra gli altri, l’ex sindaco di Marcianise Filippo Fecondo, Paolo Natale di Casal di Principe ( ma è la commissione adesioni del Pd o il comitato direttivo dell’Asi? ) e dal consigliere comunale di Caserta Franco de Michele. Senza il placet e la definizione del calendario e delle regole relative alla sottoscrizione delle adesioni nei vari circoli comunali, il tesseramento non potrà partire.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 2 settembre 2013 ALLE ORE 11:28