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    Cobianchi si scaglia sull’immobile fatiscente all’inizio di via Roma. Ratti e scarafaggi al centro di CASERTA


       L’esponente Fli: “E’ indecenti che ruderi fatiscenti siano messi in bella mostra al centro della città”   CASERTA – Non è un argomento nuovissimo quello relativo al palazzo che fa angolo tra via Unità italina e via Roma. Già in passato si sono registrate polemiche, esposti e proteste anche in relazione alla presunta presenza […]

     

    Nella foto l’immobile oggetto dell’interpellanza di Cobianchi

     L’esponente Fli: “E’ indecenti che ruderi fatiscenti siano messi in bella mostra al centro della città”

     

    CASERTA – Non è un argomento nuovissimo quello relativo al palazzo che fa angolo tra via Unità italina e via Roma. Già in passato si sono registrate polemiche, esposti e proteste anche in relazione alla presunta presenza di amianto. A riportare in primo piano l’argomento è Luigi Cobianchi, consiglieri comunale di Futuro e Libertà, il quale oggi, nel suo canonico intervento domenicale ha scritto un’interpellanza al sindaco Del Gaudio parlando della fatiscenza di quell’immobile, ma soprattutto della sprocizia, dato che secondo lo stesso Cobianchi in quel’area densissimamente urbanizzata ci sarebbero scarafaggi e ratti.

     

    Interpellanza

    ex art. 28, comma  4

    del “Regolamento delle Attività Consiliari 

    Edificio Ubicato Alla Confluenza tra via Unità Italiana e via Roma.

    Interventi Urgenti di Messa in Sicurezza

    e per il Ripristino del Decoro Urbano.

    Il sottoscritto Luigi Cobianchi, nella qualità di Capogruppo Consiliare di “FLI – Futuro e Libertà per l’Italia”,

    premesso che

    -          lo scrivente ha ricevuto numerose segnalazioni da parte di Cittadini che lamentano lo stato di totale abbandono in cui versa, da decenni, un edificio, un tempo adibito ad attività industriale, ubicato alla confluenza tra via Unità Italiana e via Roma (segnatamente contraddistinto dai civici 159, 161, 163 e 165 di via Roma e, rispettivamente, 68, 70, 72 e 74 di via Unità Italiana);

    considerato che

    -          effettivamente l’immobile si presenta in stato di totale fatiscenza, ciò che determina gravi rischi per la pubblica e privata incolumità, avuto riguardo al continuo distacco di intonaci e di porzioni di muratura, conseguenti allo stato di ossidazione dei tondi del conglomerato cementizio armato che, oramai, appaiono “a vista” su estese aree;

    -          a ciò si aggiungono problematiche emergenziali di carattere igienico-sanitario, sia per la presenza di materiali potenzialmente pericolosi, che per la proliferazione di ratti, scarafaggi e quant’altro, in conseguenza dell’abbandono e della mancanza di qualsivoglia manutenzione ordinaria e/o bonifica;

    -          inoltre, la fatiscenza delle saracinesche poste a chiusura degli accessi non impedisce, da una parte, l’accesso soprattutto di bambini; dall’altra, che qualche malintenzionato possa, con estrema facilità, dare alle fiamme gli arredi ed il materiale contenuto nei locali di cui si compone l’immobile, con tutti i gravissimi rischi che ne potrebbero derivare;

    -          per il predetto immobile risulta istruita una pratica edilizia presso l’Ufficio competente dell’Ente; tuttavia, ad oggi, la Proprietà non ha dato corso ad alcun tipo di attività;

    ritenuto che

    -          in disparte i pericoli rappresentati, la presenza di un rudere fatiscente, in pieno centro urbano, praticamente di fronte al Monumento ai Caduti, sull’unica arteria della Città oggidì deputata allo smaltimento dei flussi di traffico in direzione Est-Ovest (e viceversa), parallela allo storico corso Trieste – sul quale, peraltro, ricade un vincolo ambientale – appaia assolutamente inconcepibile con il decoro e l’immagine di una Città Capoluogo;

    -          l’assenso ed i pareri prodromici rilasciati dall’Ente rispetto all’esecuzione dei cennati lavori edilizi debbano essere riconsiderati alla luce delle sopravvenute novelle normative – in particolare quelle introdotte dal Testo Unico rubricato: “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” (D. Lgs. n°42/2004 e s.m.i.) – ed agli indirizzi costantemente seguiti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, così come articolato nelle Sue distinte Soprintendenze, con riferimento alle necessità di conservazione delle testimonianze di archeologia industriale;

    -          in ragione di ciò, occorra richiedere un preventivo parere alla competente Sovrintendenza, informando la Proprietà che, ai sensi del combinato disposto delle prescrizioni al riguardo contenute nel richiamato D. Lgs. n°42/2004 e s.m.i. e, rispettivamente, nella L. n°241/1990 e s.m.i., nelle more dell’acquisizione del predetto nulla osta, gli effetti delle autorizzazioni, a suo tempo rilasciate dal Comune, devono intendersi sospesi,

    interpella

    il Signor Sindaco, ex art. 28, comma  4 del “Regolamento delle Attività Consiliari”, domandandoGli formalmente, ai sensi di Legge, quali iniziative Egli, anche in qualità di Primo Ufficiale Sanitario, congiuntamente alla Giunta Comunale ed ai Dirigenti competenti, intenda assumere, ivi compreso il ricorso ad apposita Ordinanza Sindacale, al fine, da una parte, nell’immediato, di mettere in sicurezza e bonificare il sito; dall’altra, di ottenere che la Proprietà dia corso ad opportuni lavori di ristrutturazione/rifunzionalizzazione dell’immobile, previo interpello della Soprintendenza ai B.A.P.S.A.E. delle Province di Caserta e Benevento al fine di verificare la sussistenza di vincoli o, comunque, l’eventuale interesse alla conservazione del manufatto tal quale, come esempio di preesistenza industriale.

    La presente viene inviata al Sig. Comandante del Corpo di Polizia Municipale della Città Capoluogo di Caserta per opportuna conoscenza, affinché possa adottare ogni provvedimento urgente di propria competenza.

    Caserta, 09/05/2013

     

    PUBBLICATO IL: 12 maggio 2013 ALLE ORE 16:34