Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    Cobianchi a Del Gaudio: “Sindaco, io gliel’ho detto e glielo ripeto: altra cosa è Facebook, altra la realtà”


    Riceviamo e pubblichiamo la nota del consigliere di minoranza Luigi Cobianchi Caro Sindaco, sarà il clima che ispira la Dominica Gaudete, III d’Avvento, ma sento il bisogno di scriverLe, una volta tanto, per esprimerLe solidarietà. Sì, ha capito bene. Con grande dignità la Sua Amministrazione – ed, in particolare, lo zelantissimo Assessorato che, piuttosto che […]

    Nelle foto, da sinistra, Luigi Cobianchi e Pio Del Gaudio

    Riceviamo e pubblichiamo la nota del consigliere di minoranza Luigi Cobianchi

    Caro Sindaco,

    sarà il clima che ispira la Dominica Gaudete, III d’Avvento, ma sento il bisogno di scriverLe, una volta tanto, per esprimerLe solidarietà. Sì, ha capito bene.

    Con grande dignità la Sua Amministrazione – ed, in particolare, lo zelantissimo Assessorato che, piuttosto che “Grandi (E)venti”, oramai produce vere e proprie bufere – aveva trovato il coraggio di confessare pubblicamente, la propria insipienza.

    In pieno delirio catartico, Ella ha sentito l’esigenza di fare pubblica ammenda, con un gesto simbolico che, alla più gettonata delle domande che oramai tutti i Casertani vanno ponendosi – “Cosa ha fatto l’Amministrazione DEL GAUDIO in due anni e mezzo di mandato?”- desse una risposta schietta e netta: “Un corno!”.

    Tuttavia, caro Sindaco, se avesse voluto applicare antichi costumi educativi – pur censurati dal Metodo MONTESSORI – avrebbe dovuto ricordare che al singolo scolaro che aveva demeritato, non all’intera classe – che nessuna colpa aveva – veniva fatto indossare, a scopo punitivo ed esemplare, un cappello di cartapesta, a forma di cono allungato, recante, talora, orecchie d’asino.

    La domanda che vorrei porLe è: essendo partito bene, intendendo autopunirsi, perché mai, poi, ha deciso di mortificare un’intera Città che, se un’unica responsabilità ha, è quella di averLa eletta come Primo Cittadino?

    Scuserà il mio ardire, ma vorrei chiederLe anche un’altra cosa: quando assume certe determinazioni, chi l’assiste, da cosa trae ispirazione?

    Non vorrei che, in tempo di ristrettezze, abbia, strada facendo, mutato il primigenio pensiero di abbeverarsi alla preziosa fonte dell’Epistolario Latino del nostro illustrissimo conterraneo Pier della Vigna – notaio e giureconsulto alla Corte del grande Federico II di Svevia – preferendogli i più modesti – e meno noti – Consilia della…. Vignarella.

    Non se ne abbia a male, caro Sindaco, se, quest’oggi, non posso concederLe l’esclusiva di questa mia, che sento l’obbligo di rivolgere, per contro, anche all’Assessore alla Cultura: il rispetto che ho per il Suo pregevolissimo curriculum mi obbliga, invero, a domandare a quest’ultima come abbia potuto tollerare che innanzi ad uno dei monumenti più prestigiosi al mondo, inserito dall’UNESCO nell’elenco dei “Beni Patrimonio dell’Umanità”, venisse eretto un osceno monumento alla più becera superstizione, voglio sperare ad insaputa della competente Soprintendenza.

    In questi anni si è tentato inverecondamente di laicizzare ogni cosa, con tutti gli effetti devastanti che ne sono derivati. Mi riferisco soprattutto allo svuotamento di contenuti valoriali e rituali, che induce tanti giovani a rifugiarsi nelle droghe, non avendo ricevuto altro da noi adulti, che pur dovremmo essere un costante riferimento per loro.

    Da Cattolico, non posso che gioire per il fatto che il Natale sia progressivamente divenuto festa di tutti, a prescindere dalla nazionalità, dalla cultura, dalla religione praticata.

    E, però, non si può arrivare a pretendere di estromettere i Cristiani dal Natale, atteso che, fino a prova contraria, esso celebra il più grande evento della Storia, che si è imposto financo nel calendario ancora oggi, universalmente adottato: la nascita di Gesù!

    Con profonda tristezza, da anni, rilevo come dai biglietti augurali prestampati, dagli addobbi natalizi stia scomparendo ogni riferimento cristiano, come se fosse più giusto che i bambini credessero in un feticcio, Babbo Natale, piuttosto che nel Signore della Vita e della Storia che s’incarna per salvare l’intera Umanità, indicando nell’Amore, che arma la pace, ripudiando ogni ingiustizia e discriminazione, la via della salvezza.

    Proprio a Natale – che dovrebbe essere momento di riscoperta di valori veri ed imperituri, di riflessione e, quindi, di conversione, a prescindere dalle ideologie di ciascuno, perché ogni uomo dovrebbe essere mosso dal desiderio di migliorarsi, di elevarsi, “aspirando ai carismi più grandi” –    come si può offendere con tanta, ignorante superficialità un’intera Comunità, imponendo il troneggiare di un feticcio apotropaico, sulla più importante piazza della Città?

    In tempi di crisi materiale – ma soprattutto di valori – in cui sempre più persone vengono prese dalla disperazione, maghi, fattucchieri, “santoni” e stregoni, silenziosamente stanno ritornando in auge.

    Emittenti televisive senza scrupoli, mosse esclusivamente dalla molla del profitto, riprendono a trasmettere le telepromozioni di questi ciarlatani, a dispetto dei reiterati provvedimenti di divieto e delle sanzioni amministrative e penali comminate dalla Magistratura.

    In un’Italia che già troppe volte è stata vittima della propria memoria corta, abbiamo già dimenticato le vicende di Wanna Marchi & Co, le centinaia di famiglie ridotte sul lastrico, disgregate, le morti dovute all’abbandono delle terapie mediche – le uniche aventi valore scientificamente dimostrato – i suicidi per la vergogna di ammettere la propria creduloneria?

    Sindaco, io Gliel’ho detto e Glielo ripeto: altra cosa è Facebook, altra la realtà.

    Un Pubblico Amministratore, prima di compiere qualsivoglia azione, deve prevederne tutte le conseguenze ed anche le mere implicazioni.

    E’ semplicemente scellerato, di questi tempi, erigere monumenti alla superstizione!

    Ed è inutile che i Suoi “esperti” di comunicazione, ex-post, Le suggeriscano puerili scuse – “L’ho fatto per provocazione” – nello sterile tentativo di ridurre il danno.

    Un Amministratore, non provoca, in generale, né, in particolare, può farlo utilizzando danaro pubblico.

    E, qui, veniamo ad un’altra nota dolente, perché non vorrei che, artatamente, il corno più tristemente famoso d’Italia – tanto da destare lo sdegno finanche del Ministro ai Beni ed alle Attività Culturali, inducendolo ad intervenire personalmente (caso più unico che raro. Che figura!) – fungesse da “totem per le allodole”, distraendo i Casertani da fatti ben più sconvolgenti!

    Perché, mentre la Sua Amministrazione continua a dire che non ci sono soldi per riparare le strade (salvo quelle che stanno particolarmente a cuore a qualche esponente di Maggioranza), per ripristinare la pubblica illuminazione e si tenta perfino di togliere l’acqua ai bambini delle scuole (cronicamente prive di manutenzione) i Casertani hanno il diritto di sapere che, per il Natale, sono stati spesi – o meglio sperperati – non “solo” settantamila euro per il feticcio (che peraltro, a differenza di quanto Ella sostiene, per questa cifra è stato meramente noleggiato, non comprato, e pertanto non si può vendere, come le buche….) ma, in totale, circa quattrocento mila euro.

    Residuano, quindi, tolto il corno, trecentotrentamila euro circa, in cui – si noti e si badi – non rientrano né i costi per il mega albero, né quelli per le luminarie e neanche per gli altri arredi urbani natalizi, supportati dalla Camera di Commercio, con alcune Associazioni di Imprenditori, che servono, invece, a finanziare una dozzina di spettacoli musicali.

    Se la matematica non è un’opinione, ciò vuol dire che ciascuna di queste performance viene a costare circe venticinquemila euro, a fronte dei quali ci si aspetterebbe un cartellone con interventi di Abbado, Accardo, Muti, presenze – quelle sì – capaci di attrarre flussi turistici stanziali, che attraverso almeno un pernotto in Città, lascerebbero ricchezza.

    Ed, invece,….. il tutto viene affidato a corali parrocchiali, alle quali, tuttavia, di quelle esorbitanti cifre va o nulla, o briciole (qualche centinaio di euro).

    Mi consentirà, allora il Primo Cittadino di chiederGli: il resto di quei fondi pubblici, dove va a finire?

    Sindaco, con trecentotrentamila euro, sa a quanti giovani si poteva dare un lavoro, sia pure a tempo determinato?! Sa quanti pasti caldi si potevano distribuire a chi ne ha bisogno, se solo – chiacchiere a parte – si fosse deciso realmente a dare inizio alla trasformazione dell’ex-Biblioteca Comunale di via Roma in un moderno centro d’accoglienza?!

    Non si può continuare così!

    E’ arrivato il momento che la Cittadinanza tutta si mobiliti, che, nella fattispecie, sotto la guida di uno dei tanti validissimi Legali presenti nel comprensorio comunale, le Associazioni, ma anche singoli Cittadini promuovano un’azione risarcitoria, in sede civile, per il danno d’immagine internazionale che l’Amministrazione ha provocato, con l’apposizione del simbolo fallico per eccellenza, nella principale piazza della Città.

    Chiedo aiuto a tutti i Casertani di buona volontà, che conoscono la mia azione, soprattutto a quelli che continuamente mi manifestano apprezzamento: alle mie reiterate denunzie, aggiungete vostri esposti alla Guardia di Finanza, alla Procura Regionale della Corte dei Conti per fermare, una volta per tutte, questo intollerabile spreco di danaro pubblico!

    Sindaco, chiudo rivolgendoLe una raccomandazione: come ogni anno ha invitato Assessori, Consiglieri e Personale dell’Ente in Sala Giunta, il giorno 20, per il tradizionale scambio degli auguri.

    Bene, sappia che, se non mi darà – per esibizione di opportuni titoli documentali – la prova certa che le spese per l’eventuale rinfresco sono state da Lei personalmente assunte – così come ho sempre fatto io, quando ho offerto qualcosa ai Colleghi della Commissione Consiliare che ho l’onore di presiedere – e non poste a carico dell’Ente, non parteciperò all’iniziativa, se non per la parte della premiazione dei Dipendenti meritevoli.

    Badi, che non tollererò neanche il semplice sospetto che oscuri “benefattori” forniscano “a gratis” pasticcini in quantità industriale, bibite, vini e spumanti, come qualcuno sostiene che sia accaduto l’anno scorso: da tanto tempo, purtroppo, non credo più alla befana, ed ho imparato che, mai come in campo imprenditoriale, la gratuità è un concetto del tutto astratto, vigendo, ahinoi, per contro la legge del do ut des.

    Vorrei concludere presentandoLe, sin d’ora, i miei migliori auguri di buon Natale, ma non vorrei che mi costringesse a scriverle ancora, prima del 24 p.v.. Non volendomi ripetere, mi riservo.

    Stesso discorso per alcuni Dirigenti dell’Ente: sappiano che non mi allontanerò per queste vacanze e che, non essendo abituato a stare senza far nulla, dedicherò il maggiore tempo libero ad una lettura delle loro determinazioni più attenta che mai.

    Voglio invece presentare, da subito, un augurio davvero speciale ai Tutori della Legalità ed, in particolare, ai Magistrati, alle Forze Armate e dell’Ordine.

    Solo da Loro possono provenire i migliori e più graditi doni che Caserta attende sotto il grande albero di piazza Dante, diversamente inutile simbolo del più becero consumismo, che fa prova di come quella di Papa Francesco sia ancora vox clamantis in deserto.

    Alle tante mamme e papà, che hanno perso il lavoro o che sono in cassaintegrazione, che se ne sentono offesi, avendo difficoltà a rendere meno povera almeno la tavola di Natale; che come tutti i genitori vorrebbero esaudire ogni desiderio dei propri figli e, non riuscendovi, provano una delle più grandi frustrazioni, dal più profondo del cuore, pur non avendone alcuna responsabilità, sento il dovere di chiederne scusa, facendomi interprete della sensibilità di tanti Casertani che, come me, la pensano diversamente, e che crescono sempre più.

     Luigi Cobianchi

    PUBBLICATO IL: 17 dicembre 2013 ALLE ORE 18:58