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    Che dritti quelli della curia di CASERTA: Del Gaudio dà loro 82 mila euro per un terreno cui il comune ha speso già una fortuna per la parrocchia


    Il terreno si trova nella frazione di S.Barbara. Si susseguono gli atti sconcertanti che dimostrano quale sia il grado di rispetto degli amministratori del comune capoluogo per il denaro pubblico e che dimostra quanta sudditanza ci sia nei confronti del potere temporale nella mani “sapienti” dell’istituto di sostentamento del clero. CLICCA QUI per leggere la determina […]

    Nella foto Cioffi e Del Gaudio

    Il terreno si trova nella frazione di S.Barbara. Si susseguono gli atti sconcertanti che dimostrano quale sia il grado di rispetto degli amministratori del comune capoluogo per il denaro pubblico e che dimostra quanta sudditanza ci sia nei confronti del potere temporale nella mani “sapienti” dell’istituto di sostentamento del clero. CLICCA QUI per leggere la determina

    CASERTA - Leggete questa: il comune di Caserta ha utilizzato per decenni un terreno affittato, forse addirittura negli anni ’50, dalla curia diocesana. Negli ultimi 15 anni, sempre il comune, a sue spese, su quel terreno ha costruito due immobili. In uno ci ha messo una asilo e in un altro una sala polifunzionale che pur essendo stato costruita dal comune, è stata concessa in uso alla parrocchia di S.Nicola di Bari che c’ha fatto un oratorio.

    Seguite bene: il comune affitta e quindi paga un canone. Costruisce  sull’immobile locato e concede in uso gratuito una centro polifunzionale ad un ente religioso, cioè la parrocchia, che fa parte, a tutti gli effetti, della curia. Dunque, il proprietario introita il canone e si vede riconosciuto in uso gratuito una porzione dell’immobile e già questo è un’operazione che alla Corte dei conti non farebbe piacere.

    Un giurista di serie C direbbe che, a questo punto, alla vicenda si potrebbe applicare il banale istituto dell’accessione invertita, che in pratica consente al possessore dell’immobile di riscattarne la  proprietà qualora abbia realizzato strutture di valore economico addirittura superiore alla nuda proprietà del terreno.

    Invece, l’amministrazione comunale di Caserta si è stesa, come spesso le capita, a tappetino rispetto all’azione promossa dall’istituto di sostentamento del clero della diocesi di Caserta, che si è ricordato, all’improvviso che quei due manufatti furono costruiti in assenza di un provvedimento di esproprio per pubblica utilità. A quest’azione, il comune che avrebbe avuto diverse ragioni da far valere in un eventuale giudizio  e di fronte alla rivendicazione dell’istituto di sostentamento del clero di rientrare nel pieno possesso  di tutto il terreno, compreso, a questo punto, i manufatti costruitivi sopra, si è abbassato i pantaloni e ha chiesto di comprare.

    82 mila euro: questo il prezzo fissato e questo è quello che pagherà il comune di Caserta per effetto della determina dello scorso 23 dicembre all’antivigilia di Natale. Libera chiesa in libero Stato. Ma a Caserta, almeno per quel che riguarda quest’amministrazione c’è una grande nostalgia di Stato Pontificio.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 9 febbraio 2014 ALLE ORE 18:03