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    CASTEL VOLTURNO ALLE ELEZIONI. Il candidato sindaco Dimitri Russo riparte dalla gestione Luise. “Subito il Puc e un gestore unico del servizio idrico…”. Sul porto: “Vogliamo conoscere i tempi”


    Casertace, in esclusiva è in grado di offrire ai lettori il programma e l'azione politica del candidato del Pd. Politiche ambientali, riserve naturali, problemi sociali e gestioni delle periferie, ecco la ricetta secondo il leader del centrosinistra

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    Nelle foto, Dimitri Russo e il Comune di Castel Volturno

    di Massimiliano Ive

    CASTEL VOLTURNO. Proseguendo nel viaggio cronistico della campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Castel Volturno e delle candidature a sindaco, oggi, abbiamo contattato il candidato a sindaco del Pd e non solo, Dimitri Russo. Ecco come ha risposto alle domande che gli abbiamo posto.

    Ricandidatura a sindaco da parte dello schieramento del Pd e degli alleati, il centro sinistra e i gruppi che la sostengono hanno deciso di proporre un volto nuovo dopo le stagioni di Mario Luise e Francesco Nuzzo, cosa può essere recuperato dal passato e cosa no per cambiare Castel Volturno?
    La mia candidatura riparte da dove è nata nel 2012, cioè dal PD, da SEL e dalla società civile. Il progetto infatti è rappresentato dalla stessa coalizione, rafforzata questa volta da una ulteriore lista civica, “Cento Volti per la Svolta”, oltre l’altra lista civica “Ondanova”. Il progetto intende riprendere l’esperienza di concretezza e trasparenza, all’insegna della legalità, vissuta con l’amministrazione Luise dal 1993 al 1997, unica amministrazione nell’ultimo ventennio che ha lasciato grandi segnali di cambiamento ed innumerevoli opere pubbliche . A quel tempo, come molti ricorderanno, grazie anche a tante foto riproposte sul web, vi è stata una vera è propria primavera castellana, con un sindaco di levatura nazionale in grado in un solo mandata di offrire servizi e strutture pubbliche mai avute prime: nuova casa comunale, nuove scuole, edificio ASL, rete fognaria e idrica in Destra Volturno, scogliere protettive per la costa, fogne nel Villaggio del Sole, pubblicizzazione dei servizi dei servizi in Pinetamare,riacquisizione al patrimonio della darsena di Pinetamare, due parchi pubblici nella pineta, attività sportive nel palazzetto, escursioni fluviali, nuovo e bellissimo lungofiume, ecc. Fu possibile, con tenacia e lungimiranza, ostacolare anche l’estrazione di sabbia da costruzione in quelle cave, oggi laghetti, che grave danno hanno arrecato al territorio (subsidenza) e che ad oggi presentano ancora punti oscuri. A distanza di 17 anni quel modo di amministrare rimane un modello di riferimento. Diversa invece l’esperienza Nuzzo, dove, seppur parte integrante della maggioranza, non è passato inosservato il mio personale operato, spesso distinto dal resto dell’amministrazione.

    Questione porto di Pinetamare e rapporti con i privati (Coppola e Consorzio Rinascita) che idea si è fatto e intende proporre progetti alternativi all’Accordo di Programma? Secondo lei va revocata la concessione per la realizzazione dello scalo portuale ai Coppola?


    Per quanto riguarda il porto di Pinetamare, ritengo sia un’occasione per qualsiasi territorio, ma non si può sottacere sull’eccessivo ritardo, rilevato anche dalla Regione Campania. E’ fondamentale conoscere i tempi di realizzazione, senza più incertezze e rinvii. In caso contrario, credo sia inevitabile una nuova gara, l’individuazione di un nuovo costruttore e, nelle more, il ripristino della vecchia darsena. La realizzazione è comunque legata ai “tempi” della società costruttore che ad oggi ha dimostrato di non essere credibile per le note difficoltà finanziarie (è noto che non riesce a pagare nemmeno i dipendenti) e, soprattutto, per le innumerevoli opere non realizzate nella programmazione negoziata, tra cui i tantissimi interventi in Pinetamare che, a mio parere, sono propedeutici al porto stesso, come la ristrutturazione delle scuole, il rifacimento delle fogne,l’ampliamento del l’illuminazione, il lungomare e il parco pubblico di fronte all’hotel Pinetamare. Altrimenti, come le buche da golf, come la sede del calcio Napoli, anche il porto potrebbe rivelarsi un enclave senza alcun indotto per il tessuto economico già privato, inutilmente e senza alcun motivo, di una piccola ma importante economia portuale che poteva e DOVEVA continuare ad esistere fino a quando non iniziavano per davvero i lavori del porto. Fondamentale, inoltre, revocare la delibera che ha cancellato illegittimamente gli usi civici a danno dei cittadini e a favore del privato. Su questo sarò inamovibile perché l’indennizzo sarà investito proprio per opere da realizzarsi sul territorio.
    L’accordo di programma è miserabilmente scaduto lo scorso anno e ad oggi possiamo solo ratificare il fallimento delle istituzioni e degli imprenditori coinvolti . il Consorzio Rinascita e le istituzioni coinvolti devono spiegare i ritardi accumulati e, se possibile, riprenderlo a seguito agli impegni previsti, poiché i cittadini non possono aspettare che alcune opere pubbliche, necessarie per la riqualificazione urbana, obbligatorie per il soggetto privato, non siano, come detto precedentemente, mai iniziate, completate o collaudate .Le operazioni di facciata per dimostrare la volontà di realizzazione, come testimoniano le “stampelle” messe al castello, non devono più accadere: o si è capi di realizzare un’opera o non si è capaci. Su questo occorre estrema chiarezza.
    Immigrazione ed integrazione, Castel Volturno laboratorio internazionale… Cosa può fare di più un’amministrazione comunale per risolvere i perenni conflitti culturali e razziali, nonchè sociali?
    Paradossalmente, sebbene la presenza degli extra-comunitari resti massiccia, ad oggi non si sono mai verificati fenomeni di intolleranza o conflitti. Tuttavia, il peso sociale ed economico che sopporta Castel Volturno e gli stessi immigrati dovrà essere messo in risalto al Governo centrale, affinché il fenomeno comunque di disagio generale sia governato e la comunità locale sia ripagata con idonei strumenti e risorse. Ci tengo a smentire inoltre le dicerie diffuse sul territorio per cui la presenza degli extra-comunitari sia la causa del degrado urbano e sociale del territorio, mentre invece sono solo l’effetto di un degrado urbano che ha le sue radici nel mancato controllo e programmazione del territorio e dell’offerta abnorme e a basso costo delle abitazioni, senza dimenticare quelle strutture abbandonate dai proprietari oggetto di occupazione abusiva. Son certo che essendo, appunto, un fenomeno derivato, con la riqualificazione del territorio e soprattutto col miglioramento della balneabilità del mare, grazie anche al Grande Progetto Bandiera Blu, il fenomeno delle presenza incontrollata si ridurrà notevolmente. Occorre sottolineare che con questi numeri ogni forma di integrazione ed interazione è difficile da implementare. Altro un sindaco sul tema non può fare, ma la filiera istituzionale che abbiamo creato nel PD, partendo dal provinciale ed arrivando sino a Roma, sono la garanzia per avere un domani, quando sarà sindaco, i riflettori puntati su questo comune il cui sviluppo è un’occasione per l’intera Regione Campania.
    Casi Multiutility, fogne, depuratori e Senesi. Va rivisto tutto il ciclo integrato delle acque e dei rifiuti a Castel Volturno dopo il caso Destra Volturno? Come?

    Diciamo subito, che non è più tollerabile, per l’approvvigionamento idrico, avere due gestori, MULTIUTLITY e CITL, ed è mia opinione che la gestione dell’intero ciclo integrato delle acque del territorio debba essere affidato ad un unico gestore a partecipazione pubblica, come la Multiutility e per la quale va rivisto il sistema di amministrazione(penso ad un amministratore unico). Ritengo, tuttavia, che l’esperienza Multiutility, non abbia soddisfatto appieno le aspettative, dal punto di vista dei ritoni alla collettività, nemmeno durante gli ultimi due anni di commissariamento.
    Per quanto riguarda le problematiche che si sono verificate in Destra Volturno, la situazione è davvero paradossale: abbiamo un impianto di depurazione che potrebbe raccogliere le acque nere e le acque bianche, non solo dell’intera Destra Volturno e Pescopagano, ma addirittura di un’intera città di oltre 40.000 abitanti, eppure è bastata un po’ di acqua piovana in più per allagare l’intera località. Esistono problemi strutturali che debbono essere affrontati con risolutezza, ma soprattutto l’impianto deve essere portato a regime con l’incremento delle utenze, non trascurando la possibilità di coinvolgimento anche delle utenze di paesi limitrofi, in particolare Mondragone da cui potremmo ricevere importanti risorse finanziarie.
    Sul tema rifiuti va preso atto della criticità del servizio : anche la gestione commissariale non è riuscita, insieme alla Senesi, a rispettare il capitolato d’appalto, anche se – a dire il vero – è stato scritto davvero “con i piedi” e senza le opportune tutele per l’amministrazione . La raccolta differenziale è un tema primario ed impegnativo sul quale spenderò la mia credibilità e su cui è legato il rischio di un eventuale dissesto (o commissariamento) assieme alla capacità di riscuotere la relativa tariffa. Sono convinto che l’unico modo per sensibilizzare i cittadini a differenziare non è quello della letterina a casa, dei manifesti o delle proclamazioni una tantum di turno: occorre, invece, implementare una campagna senza sosta nelle scuole, sensibilizzare prima i bambini per arrivare così in ogni casa e, cosa fondamentale, avere la disponibilità continua di contenitori e sacchetti anche negli esercizi commerciali più comuni.

    Le periferie abbandonate Bagnara-Pescopagano-Destra Volturno… se lei vincerà le elezioni quali interventi incardinerà per queste realtà?

    Sarebbe facile, soprattutto in questa fase, fare promesse di servizi e opere pubbliche che in molte zone non ci sono. Credo, invece, che la risposta più seria sia quella di dire le cose per come stanno: la difficile morfologia del territorio ha bisogna di una pianificazione che ponga fine alla edificazione incontrollata, quindi approvazione immediata del PUC con relativa definizione dello sviluppo organico delle zone, che non saranno mai più periferie abbandonate. Le sorti di queste zone, ma come tutto il litorale, sono legate esclusivamente al recupero della balneazione e quindi alla condizione primaria per far ritornare di nuovi i proprietari delle seconde case (con effetto diretto sulla riduzione degli immigrati). Il vero motore di sviluppo del territorio e riqualificazione è il mare. Solo quando il nostro mare sarà di nuovo balneabile si genereranno con un meccanismo a catene le riqualificazioni di ogni parte dei territorio i cui protagonisti saranno anzitutto i singoli privati.

    Ente Riserve, oasi naturalistiche e politiche per l’ambiente… temi storici della sinistra castellana, cosa occorre fare per tutelare il patrimonio cittadino delle aree verdi?
    Inevitabile la collaborazione attiva con l’Ente Riserva che è titolare del vincolo ambientale, mentre la gestione resta in capo al comune. Per troppi anni abbiano trascurato la pineta e l’oasi dei Variconi, risorse che farebbero la fortuna di ogni comune con la ricaduta di tanti posti di lavoro. Penso ad esempio ad un percorso naturalistico che colleghi i regi lagni ai Variconi con diverse attrazioni, da piccoli punti di ristori a piccole aree di svago e divertimento. Per realizzarlo, visto che in linea d’aria il percorso è già segnata, non occorrono grandissime risorse finanziarie. Su questo ci possono aiutare i fondi europei LIFE PLUS da accedere in collaborazione con l’Ente Riserva , il cui presidente è giovane come me e di grande competenza, per ovvi motivi sensibile al tema. I Variconi vanno chiusi e protetti per evitare atti vandalici e il deposito di rifiuti, sebbene il danno grosso lo fa in Volturno che scarica alla foce materiale plastico di ogni genere proveniente a monte. Come per i Regi Lagni, paghiamo il prezzo per essere il comune alla foce; subiamo in pratica i rifiuti di altri paesi. La Regione deve necessariamente farsi carico di questa situazione insopportabile. Per la pineta occorre anzitutto un piano di assestamento forestale (pini troppo vicini) e un intervento di ripiantumazione e rinverdimento dei pini tagliati abusivamente per consentire che diventi finalmente produttiva. La raccolta di tartufi va regolamentata, così come quella delle pigne, altre occasioni di lavoro.
    Occorre, fin da subito, acquisire informazioni dagli enti preposti (ARPAC- ASL) ed esperti del settore, per capire il grado di inquinamento del nostro territorio e fino a che punto siamo inclusi nella “terra dei fuochi” per programmare gli interventi di risanamento. La parte di territorio interessata, come emerge dai primi campioni analizzati, è solo una piccola percentuale. Fondamentale identificare non solo i terreni inquinati, ma anche e soprattutto quelli sani ed incontaminati. Sostenere, a tal fine, un disegno di legge proposto dai parlamentari locali del PD per cui ogni singolo appezzamento di terreno deve avere la sua certificazione di qualità e da cui è possibile tracciare l’intera filiera dei prodotti ortofrutticoli che ne derivano: in sintesi, sul marchio DOC/DOP della mozzarella avremmo accanto anche il marchio DOC/DOP del terreno su cui è stata allevata la bufala che ha prodotto il latte per la suddetta mozzarella. E’ necessario, ancor più, un controllo continuo e diretto dell’aria e delle acque, mediante il quale un comitato tecnico-scientifico – che veda il coinvolgimento diretto del Ministero dell’Ambiente nonché delle principali associazioni ambientalistiche e mediche – elabori strategie e proposte per l’amministrazione, al fine di tutelare la salute dei nostri cittadini

    Dissesto finanziario e Puc, se dovesse vincere come governerà Castel Volturno ben sapendo che la situazione finanziaria dell’Ente è densa di diseconomie e che il territorio attende la definizione di un documento urbanistico?


    Poiché sulla questione PUC sono stato l’unico in fase di adozione ha volerlo seriamente e concretamente con osservazioni ed emendamento che , come ha confermato la Provincia, se sostenuti da altri consiglieri comunali sarebbero stati a garanzia della sua approvazione, non ho nulla di nuovo da dire. La situazione è chiarissima: revocare l’incarico a De Blasio e procedere con la rimodulazione secondo le indicazioni del piano provinciale, partendo dal corretto dimensionamento dei vani esistenti ed eliminando le illegittime aree edificabili, conservando quelle agricole. L’ostacolo non è, come si pensa e come è emerso in un recente convegno pubblico, la burocrazia ma una veduta diversa tra il tecnico redattore e la provincia: eliminato il primo la strada è in discesa.
    Il dissesto ha origine nel divario che si crea tra il costo del servizio della raccolta rifiuti – oggi arrivato a 10 milioni – e la capacità di incassare la relativa tariffa da parte del comune. Se non si implementa un nuovo ed efficace sistema di riscossione, tra pochi anni saremo di nuovo in dissesto. Mettere in discussione l’operato della SOIGERT è un primo passo e potenziare, con verifiche sul campo e non solo con incroci di dati telematici, il SIT (sistema integrato territoriale), già avviato dalla Commissione che dovrebbe rilevare tutti gli immobili soggetti a tributi locali. Il SIT è uno strumento su cui punto molto anche per il controllo del territorio. Esso consentirà all’ente comunale di conoscere la consistenza fisica, la destinazione e gli occupanti di ogni singolo immobile, abitazione o terreno che sia, facendo emergere l’occupazione effettiva dell’immobile, la sua situazione igienico-sanitaria, i contratti delle utenze in essere, la sua destinazione d’uso, l’assoggettabilità alle imposte e ogni altra attività presente. Gli effetti di tale azione sono facilmente desumibili. Per migliorare e rendere più efficiente l’accertamento e la successiva riscossione dei tributi, soprattutto per la tariffa di igiene ambientale, occorre invertire l’abbinamento tra contribuente ed immobile: all’immobile deve essere legato il contribuente e non il contrario come succede adesso.

    PUBBLICATO IL: 20 marzo 2014 ALLE ORE 22:33