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    IL COMMENTO – CASERTA, la relazione di bilancio di Spirito letta nell’indifferenza ignorante dei consiglieri comunali. E’ bellissima, e vi spieghiamo perchè


    Un politico destinato a rimanere nella storia è quello che non finalizza al mantenimento della poltrona ogni suo atto, è quello che sa rinunciare alla poltrona per un interesse collettivo; è quello che è pronto in ogni momento ad assumere decisioni impopolari, perché il facile consenso non può mai essere più importante di un consistente e lungimirante esercizio […]

    Un politico destinato a rimanere nella storia è quello che non finalizza al mantenimento della poltrona ogni suo atto, è quello che sa rinunciare alla poltrona per un interesse collettivo; è quello che è pronto in ogni momento ad assumere decisioni impopolari, perché il facile consenso non può mai essere più importante di un consistente e lungimirante esercizio delle funzioni di governo

    CASERTA – Uno scrupolo di coscienza ce lo portavamo appresso da qualche giorno. Quello di non aver letto, già nel giorno del voto sul bilancio, la relazione dell’assessore Nello Spirito. Abbiamo rimediato oggi e lo abbiamo fatto volentieri, approcciando la lettura con un animo leggero, dato che sapevamo perfettamente che la scrittura, lo stile, la trattazione, sarebbebbe stata comprensibile come solo un vero esperto, un vero cultore della materia di cui si occupa può ottenere. D’altronde la vera conoscenza si coniuga alla semplicità espositiva. Chi sa, chi conosce, non ha bisogno di quello che Alessandro Manzoni chiamava latinorum.

    Non scriviamo molto in questa presentazione, altrimenti ci dicono che noi siamo amici di Nello Spirito, chissà per quale motivo, come se il motivo non fosse fin troppo chiaro, condensandosi in un’assonanza piena di mentalità, di coscienza istituzionale, di rispetto intransigente della legge, del diritto, delle ragioni supreme della res pubblica  Come se non fosse chiaro il fatto che Guarino e Spirito vanno d’accordo da anni perché entrambi sono fermamente convinti, non rassegnandosi a riconoscere l’identità dei nostri mulini a vento, che alla fine il bene vincerà sul male, che l’etica pubblica sarà prevalente sulle legittime ragioni individuali o lobistiche, che dovranno essere sottese e regolamentate proprio nel perimetro del diritto.

    Una sola battuta sulla relazione di Nello Spirito che potete leggere qui sotto. Il problema di quest’assessore è che è troppo diverso dalla maggior parte dei suoi colleghi ed è troppo diverso dal sindaco di questa città. Diverso, ma consapevole che la possibilità che gli viene offerta di servire Caserta potrebbe essere irripetibile e, dunque, da coltivare anche a costo di combattere ogni giorno contro la mentalità spendacciona, clientelare parassitaria, cialtrona che considera il pubblico danaro una risorsa da utilizzare per i cazzi propri e non per il bene della cittadinanza intesa come somma democratica  dei diritti e dell’interesse di ogni componente del consesso civico.

    3 o 4 passaggi di questa relazione ci sono particolarmente piaciuti, e per non allungare il brodo li abbiamo sottolineati con colori diversi. Il bilancio di previsione è stato approvato con 17 voti a favore e 16 contrari. Un risultato raffazzonato e determinato dal solo voto decisivo del sindaco. Un risultato meritato, in quella che è la sua pochezza consensuale, perché questa amministrazione è la peggiore avuta da Caserta negli ultimi 15 anni. Ma un risultato ingeneroso rispetto alla lucidità, alla cognizione, all’onestà intellettuale, ma soprattutto rispetto ai moniti evidenti espressi da Spirito nei confronti dell’amministrazione di cui fa parte e della striminzitissima maggioranza che la sostiene.

    La relazione di Spirito, letta tra l’indifferenza ignorante e becera di quasi tutti i consiglieri di maggioranza, soprattutto quelli di maggioranza che fanno del loro anlfabetismo politico e istituzionale, di andata e di ritorno, un valore che è reso tale, purtroppo, da una legittimazione collegata alla diffusione larga ella non conoscenza dentro alle mura, sempre più, friabili della comunità casertana.

    Gianluigi Guarino

                                

    RELAZIONE BILANCIO DI PREVISIONE 2013

    Sig.Sindaco,Sig. Presidente, Sigg. Consiglieri oggi 29.11 il Consiglio si occupa del bilancio di previsione 2013, quando normalmente si dovrebbe discutere della programmazione per l’anno 2014.

    Il continuo slittamento del termine per l’approvazione del bilancio preventivo rappresenta, la conseguenza di un contesto caratterizzato da ripetuti provvedimenti legislativi d’urgenza, basti pensare per un attimo alla delibera che abbiamo approvato pochi minuti fa, che hanno determinato incertezze sulle risorse disponibili e inciso sulla stessa programmazione di

    bilancio.

    L’esercizio 2013, in particolare, risulta caratterizzato da un anomalo differimento, al 30 novembre, del termine per l’approvazione del bilancio di previsione che, ai sensi dell’art. 151, comma 1, del d.lgs. n. 267/2000 (TUEL), gli enti locali sono tenuti a deliberare entro il 31 dicembre dell’esercizio precedente, fatta salva la facoltà che la norma assegna al Ministro dell’Interno di differirlo con proprio decreto, d’intesa con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentita la Conferenza Statocittà ed autonomie locali, in presenza di motivate esigenze.Il termine del 31 dicembre dell’esercizio precedente a quello di riferimento del bilancio di previsione, il cui rispetto è essenziale per l’ordinata gestione delle risorse, è stato spesso spostato troppo in avanti, specialmente negli ultimi due anni, causando non pochi inconvenienti.

    Il differimento del termine, oltre un limite ragionevole, pone una serie di questioni interpretative e, specialmente, svilisce il momento previsionale che, in tali casi,avviene in prossimità della scadenza del periodo di gestione, quando è ormai frustrata la possibilità di attuare manovre incisive di correzione. Questo però non deve essere un alibi per gli enti locali, che hanno il dovere di programmare in tempo le loro attività, attraverso la predisposizioni di tutti gli allegati obbligatori e propedeutici alla redazione del bilancio di previsione. Nei fatti l’esercizio provvisorio, in assenza di bilancio per differimento dei termini, nella sua disciplina mal si concilia con l’attuale contesto normativo. Infatti, l’avvio del federalismo fiscale e la conseguente sostituzione di una finanza derivata con una autonoma, nonché la riduzione dei trasferimenti statali a titolo di contributo degli enti locali alla manovra, hanno imposto una razionalizzazione della spesa che può determinare una revisione degli stanziamenti deliberati nell’esercizio precedente.

    In questo contesto, il ricorso all’utilizzo degli stanziamenti di spesa dell’anno precedente, seppure per dodicesimi, non appare idoneo a garantire la primaria esigenza di preservare, in maniera

    permanente, gli equilibri di bilancio e assicurare il pareggio effettivo. Detto chiaramente nessuno può pensare di spendere in dodicesimi a gennaio-febbraio e cosi via quello che è riuscito ad ottenere in questo bilancio, perchè le risorse disponibili in entrata sicuramente non saranno le stesse di quest’anno. La determinazione, nel mese di novembre, delle aliquote dei tributi locali o del costo dei servizi, se effettuata in relazione all’intero esercizio, oltre a confliggere con le disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente (legge 27 luglio 2000 n. 212), si pone in contrasto, non solo con il principio di programmazione, ma anche con le stesse aspettative ed esigenze dei cittadini, degli utenti e delle imprese di conoscere all’inizio dell’esercizio l’ammontare delle imposte e tasse locali, nonché delle tariffe dei servizi, così da avere informazioni per compiere le scelte ritenute più opportune. Questo  può comportare  inoltre una carenza di liquidità che o determina l’utilizzo di anticipazione di cassa o ritardi nei pagamenti dei fornitori.

    L’incertezza del quadro normativo e i conseguenti ritardi, con cui le amministrazioni sono in grado di puntualmente determinare le risorse da assegnare, rendono la quantificazione degli stanziamenti di bilancio oggetto di stime basate su insufficienti e precari elementi informativi;

    situazione questa che è diventata oggi insostenibile con il ripetuto avvicendarsi di innovazioni e ripensamenti da parte del legislatore ( tarsu-tares- ici-Imu-Service tax-Tari-Tasi-Trise-Tuc-Iuc, sembra un gioco di sigle invece sono solo le ultime variazioni in termini di tasse) . Una gestione protratta dell’esercizio provvisorio – se non accompagnata da comportamenti ispirati al principio di prudenza – poteva, nella attuale situazione dell’esercizio 2013, produrre generalizzati disavanzi di gestione e  l’emersione dei debiti fuori bilancio. Resta ferma l’esigenza che i bilanci annuali e pluriennali si basino su stime ragionevoli sul versante sia delle entrate che delle spese, allo scopo di evitare effetti dirompenti sugli equilibri di bilancio dovuti alla contestuale sovrastima delle entrate e ad una sottostima delle spese.

    La mancata predisposizione del bilancio non esime però dal verificare la permanenza degli equilibri in corso di gestione, in maniera costante. Le responsabilità del dirigente del servizio finanziario sono sempre più rilevanti. Nel parere di “regolarità contabile” infatti, è da comprendere, oltre che la verifica dell’esatta imputazione della spesa al pertinente capitolo di bilancio ed il riscontro della capienza dello stanziamento relativo, anche la valutazione sulla correttezza sostanziale della spesa proposta.”.Del resto i più incisivi controlli affidati alla Corte dal d.l. n. 174/2012, si imperniano sulla verifica degli equilibri di bilancio, sia a livello di previsioni che di esito finale della gestione. Il governo centrale deve adottare ogni utile iniziativa per evitare il ripetersi di un patologico prolungamento dell’esercizio provvisorio che, di fatto, vanifica il ruolo stesso del bilancio preventivo ed espone gli enti locali al rischio di negativi esiti gestionali.

    Lo ribadisco ancora una volta come anche un’applicazione coerente con la norma di legge dei vincoli gestionali propri dell’esercizio provvisorio possa non rivelarsi sufficiente al fine di garantire un equilibrio finanziario tendenziale del bilancio dell’ente. La gestione della spesa di natura corrente in esercizio provvisorio deve, pertanto, realizzarsi secondo il principio della prevalenza della sostanza sulla forma, cioè a dire spendiamo quello che abbiamo già incassato. La sostanza economica, finanziaria e patrimoniale delle operazioni pubbliche della gestione di ogni amministrazione rappresenta l’elemento prevalente per la contabilizzazione, valutazione ed esposizione nella rappresentazione dei fatti amministrativi nei documenti del sistema di bilancio. Sul quadro delineato incideranno nei prossimi anni l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2015 del nuovo sistema contabile e relativi principi, tra cui quello della competenza finanziaria cosiddetta “potenziata” che dovrebbe evidenziare, tra l’altro, la veritiera situazione dei residui attivi e passivi degli enti locali e i correlati risultati d’esercizio e di amministrazione, nonché l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2016 della legge 243/2012 che impone regole ferree per l’equilibrio di bilancio.

    Fatta questa breve e doverosa premessa passiamo ad analizzare questo documento contabile che ricalca sostanzialmente quello dell’anno scorso.

    Partiamo dall’equilibrio della parte corrente del bilancio e notiamo subito un saldo positivo per circa un milione e mezzo , mentre nel 2011 registravamo un saldo negativo di oltre 8 milioni di euro.

    Il mantenimento dell’equilibrio della parte corrente del bilancio è elemento  centrale e di fondamentale importanza nella gestione finanziaria degli Enti locali perché denota la capacità dell’Ente di assicurare la spesa corrente con le risorse ordinarie (primi Tre Titoli delle Entrate) derivanti dal prelievo tributario, dai

    trasferimenti dallo Stato o da altre Amministrazioni pubbliche e dai proventi dei servizi e delle attività svolte in favore della comunità locale.

    In proposito l’art. 162, co. 6 del TUEL prevede espressamente che, sia in sede di approvazione del bilancio di previsione che nella successiva gestione, venga garantito l’equilibrio della gestione corrente intesa quale saldo positivo o pareggio

    dato dalla differenza tra la somma dei primi tre Titoli delle entrate e la somma delle spese correnti con quelle necessarie per il rimborso delle quote capitali dei mutui e dei

    prestiti obbligazionari.

    In questo modo il legislatore ha inteso assicurare un equilibrio economico – patrimoniale impedendo il finanziamento di spese ordinarie e ricorrenti con entrate straordinarie o in conto capitale.

    Il verificarsi di una situazione di squilibrio nella quale le spese correnti sono superiori alle entrate ordinarie evidenzia l’esistenza di un’anomalia gestionale che può

    essere temporanea o duratura.

    Un altro elemento fondamentale per valutare lo stato di salute di un ente è l’utilizzo di entrate eccezionali per finanziare spese correnti.

    Una sana gestione finanziaria richiede che l’utilizzo di entrate di carattere eccezionale ed entrate del titolo IV (plusvalenze e contributo per permesso di costruire) per finanziare spese correnti sia contenuto in una percentuale rispetto alle spese correnti che si stima non superiore al 5%. Un riferimento a tale percentuale è indicato al parametro obiettivo di deficitarietà n.10 del D.M. 24/9/2009.

    Ebbene nel nostro bilancio di previsione le spese di carattere eccezionale addirittura superano le entrate eccezionali. Se questo dato dovesse trovare puntuale riscontro a consuntivo penso che pochi Comuni in Italia possono vantare un simile risultato. Pensate che nell’ultimo consuntivo dell’amministrazione Petteruti cioè quello del 2010 questo dato era negativo per circa 10 milioni di euro. La spesa per il personale è ben al di sotto del limite massimo stabilito per legge ( 50% della spesa corrente) ma dobbiamo tenere presente le innumerevoli esternalizzazioni che l’Ente ha compiuto negli anni passati. Abbiamo confermato in bilancio la cifra riservata l’anno scorso al fondo aziendale dipendenti e dirigenti perché al momento non erano stati ancora perfezionati tutti gli atti per l’approvazione della delibera in giunta. Per quanto riguarda il programma triennale delle opere pubbliche si è continuato ad inserire nel bilancio annuale tantissimi interventi di finanza privata che costituiscono oltre il 50% del totale della manovra finanziaria. Anche per i servizi a domanda individuale bisogna fare una riflessione. Pur essendo riconosciuta agli Enti locali erogatori la facoltà di modulare, all’interno della macro categoria in esame, la misura della copertura (a mezzo di tariffe e contribuzioni) dei singoli servizi a domanda individuale (in rapporto ad esigenze ed a situazioni specifiche), non è dato ai medesimi procedere alla generalizzata erogazione gratuita (cui va assimilata l’ipotesi della previsione di tariffe o contribuzioni di importo talmente irrisorio da dover essere considerate gratuite) di alcuno dei servizi in questione, fatte salve le tipologie di esenzione espressamente previste dalla legge. Seppure l’Ente garantisce la percentuale minima richiesta per legge agli enti in dissesto non possiamo rilevare che esiste una percentuale irrisoria di copertura per quanto riguarda gli impianti sportivi e soprattutto il fatto che l’elargizione gratuita di alcuni servizi, come anche per la mensa, devono sempre salvaguardare gli equilibri complessivi di bilancio. Anche il rapporto tra interessi passivi ed entrate correnti inizia a diminuire, in considerazione del fatto che l’Ente non può contrarre nuovi mutui per spese di investimento. Il ricorso all’anticipazione di tesoreria è avvenuto solo per piccoli importi e per pochi giorni. Tra l’altro gli interessi dovuti sono stati rimborsati dallo Stato per il pagamento in ritardo della prima rata Imu. Insomma tutto sommato un bilancio equilibrato a 2 anni dal dissesto è un buon risultato, tant’è che il legislatore ha ritenuto che adesso gli enti locali hanno 2 anni di tempo dalla dichiarazione di dissesto per elaborare un bilancio strutturalmente equilibrato. “Equilibrio” è la parola d’ordine,non facciamo la gara a chi fa più sconti. Ad ogni sconto o esenzione deve corrispondere o una maggiore entrata o un taglio della spesa. Più strade,meno verde,più scuole, meno servizi sociali, più personale, meno concessionario. Bisogna fare delle scelte nell’interesse generale dell’Ente anche se  una parte del nostro elettorato potrebbe non gradire. Non ci sono soldi per tutti e per molto tempo. La procedura per il pagamento della massa passiva ancora non è iniziata, forse avremo bisogno di un grosso prestito per appianare i debiti, ma poi le rate annuali , per trenta anni, le dovremo pagare noi.Già quest’anno siamo riusciti a far fronte alle liquidazioni fino al 31.8.2013 , grazie al mutuo di oltre 9 milioni con la CCddpp, che ci ha permesso di liquidare tutti i debiti liquidi ed esigibili al 31.12.2012. Ma non sarà sempre così e comunque abbiamo annullato la riduzione della quota capitale dell’indebitamento e dall’anno prossimo avremo una rata di mutuo più pesante da onorare.Fino a quando le imprese e i cittadini potranno sopportare questo livello di tassazione e fino a quando potremmo contare su 4-5 milioni di euro l’anno di contravvenzioni al codice della strada. Quest’anno per gli equilibri di bilancio abbiamo fatto i salti mortali e anche di più ma per il 2014-15-16 cosa abbiamo intenzione di fare? Io vi dico che quest’amministrazione da oggi in poi può anche compiere scelte sbagliate, ma le conseguenze verranno scontate dai futuri amministratori. Questa mentalità però non mi appartiene ed io voglio lasciare l’Ente in una condizione decisamente migliore di quella che ho trovato. Non mi accontenterò più della politica dei piccoli passi , bisogna usare il bisturi ed incidere in profondità per assicurare alle prossime generazioni un futuro migliore. Il compito che ci ha assegnato il legislatore dopo il 24.10.2011 è quello di rimuovere le cause del dissesto. Cause che tutti noi conosciamo e vi invito a lavorare tutti insieme per rimuoverle. Io ne voglio indicare una che le racchiude tutte: il mancato rispetto delle norme che regolano il buon andamento della Pubblica Amministrazione.

    Spesso mi viene detto che sono troppo formale, ma in molti casi la forma è anche sostanza. Quando negli anni passati , da consigliere comunale, elencavo tutte le disposizioni di legge violate dai documenti contabili nessuno mi ascoltava ed oggi alcuni dei risultati prodotti da quelle violazioni si iniziano a vedere. Vi invito a leggere il mio intervento al consuntivo del 2008, dove facevo riferimento tra l’altro ai fondi vincolati e all’utilizzo in violazione dell’art.208 cds dei proventi delle contravvenzioni. Questo bilancio a mio parere è anche migliore di quello scorso ma comunque c’è ancora tanto da fare per renderlo più trasparente e più rispondente alla piena osservanza dei principi contabili. Da lunedi inizierò a lavorare per presentare in aula un consuntivo migliore, sotto questo punto di vista, ed in tempi brevi. La mia azione amministrativa dal primo giorno non è mai stata guidata dalla ricerca del consenso, spesso scherzando con qualche collega gli dico che il mio obiettivo è perdere qualche voto e non guadagnarlo, e a sentire i miei nemici sono sulla strada giusta. Il mio lavoro è improntato esclusivamente alla ricerca sfrenata di mettere in ordine i conti dell’Ente. Abbiamo acquistato credibilità, oggi una nostra parola, un nostro impegno vale molto di più di tanti atti transattivi firmati nel recente passato e mai onorati. Un ultimo pensiero va al Dott. Piscitelli che in un momento delicatissimo per l’Ente ha accettato una responsabilità grandissima che gli sta creando anche qualche problema, da cui ne sono sicuro  uscirà presto. Oggi il risultato di questo bilancio è solo il frutto del suo lavoro in questi 2 anni. Al neo dirigente il compito di migliorarlo anche alla luce delle sue enormi competenze in materia. All’Ufficio Ragioneria un grazie di cuore per tutto l’impegno profuso, ma non finisce qui statene certi. 

    PUBBLICATO IL: 5 dicembre 2013 ALLE ORE 11:50