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    CASERTA – Puoti: “Mai chiesto la testa della De Negri”. Casertace: “Nun cè provà’ , lei e il suo partito siete moralmente e politicamente corresponsabili di questa porcata”


    Ci scrive il capogruppo dell’Udc il quale, pensando di rivolgersi agli altri giornali di qui, scopre l’acqua calda, affermando di non aver mai chiesto lo scalpo dell’assessore alla cultura. Ma siccome il sottoscritto vi conosce e vi conosce bene, ecco cosa gli risponde. Ieri la lettera di tenga, oggi quella di Puoti. SOTTO A CHI […]

    nella foto Puoti, De Negri, Del Gaudio

    Ci scrive il capogruppo dell’Udc il quale, pensando di rivolgersi agli altri giornali di qui, scopre l’acqua calda, affermando di non aver mai chiesto lo scalpo dell’assessore alla cultura. Ma siccome il sottoscritto vi conosce e vi conosce bene, ecco cosa gli risponde. Ieri la lettera di tenga, oggi quella di Puoti. SOTTO A CHI TOCCA!

    CASERTA – Nessun accordo segreto esiste con il Sindaco di Caserta.

    Mai avremmo avanzato richieste di sostituzione, tanto meno della dott.ssa de Negri, stimata da tutti noi soprattutto per l’enorme difficoltà in cui opera stante la  cronica assenza di risorse.

    Come per l’assessore de Negri, ad alcun membro dell’esecutivo si  è fatto riferimento nell’incontro, poco segreto, cui fa cenno la stampa locale, nel pieno rispetto delle prerogative del sindaco cui compete la scelta dei suoi delegati.

    Puntare il dito contro qualcuno non è agire che appartiene al costume delle persone, prima ancora dei politici, che rappresento in consiglio comunale.

    E’ indubbio, che ad oltre due anni dall’insediamento dell’amministrazione Del Gaudio, è inderogabile ed indifferibile un momento di riflessione e di verifica di quanto fatto e di quanto c’è ancora da fare;  e c’è tantissimo da fare.

    Il gruppo UDC si è messo in discussione mesi fa, quando per rappresentare la propria esigenza di confronto sui temi irrisolti della città, ha chiesto dolorosamente ai  propri rappresentanti  eletti, di dimettersi dall’esecutivo.

    A distanza di tanto tempo,  il gruppo federato, stanco di dibattiti poco concludenti, ha ribadito la propria posizione critica auspicando che lo stesso atteggiamento responsabile pervada le attuali forze politiche presenti nell’esecutivo Del Gaudio, in modo da giungere, in piena coscienza, all’auspicata verifica dell’azione di governo della città e della sua coerenza alle esigenze, direi alle emergenze, della città.

    Questa è la posizione del gruppo federato al comune di Caserta, espressa più volte ed a più voci, ulteriormente ribadita, due sere or sono, al Sindaco che ha inteso la nostra posizione, tanto corretta quanto determinata oltre che funzionale al rispetto del mandato conferito dagli elettori.

    Pierpaolo Puoti

    Capogruppo in consiglio comunale dell’UDC

     

    LA REPLICA DI CASERTACE

    Meglio un dito puntato e il leale esercizio di un catilina, seppur sciuè sciuè, seppur all’acquapazza, che l’ipocrisia di una politica che non sa liberarsi dai linguaggi della furbizia e di un tatticismo caricaturale.

    Il capogruppo dell’Udc, Pierpaolo Puoti, parla di processi trasparenti, di un confronto avvenuto alla luce del sole tra il gruppo dell’Udc e Polevrinodelgaudio. Non è così. Almeno, non è stato così negli ultimi giorni.

    Guardi, Puoti, su questa storia della De Negri è meglio che tacete tutti voi del sedicente centrodestra cittadino, dato che Casertace ha vagoni di testimoni all’interno di quel pollaio impazzito rappresentato dalla fu maggioranza del comune, pronti a raccontare fatti, circostanze, telefonate. E poi, Puoti, che ne può sapere lei: e se Casertace fa parte della rete di Datagate e alla Jiulian Assange oppure Edward Snowden siamo in possesso della tracciatura delle telefonate tra lei e il presidente del consiglio comunale Iarrobino, tra lei e il vice sindaco Enzo Ferraro?

    Stiamo accogliendo e pubblicando con correttezza etica e professionale tutte queste vostre risibili smentite.

    Che cosa ci vuole dire adesso Puoti: che l’UDC, Zinzi e lei non hanno indicato il nome della De Negri come il bersaglio, per giunta indifeso e immobile, in quanto non avvezza alle bagattelle della vostra politica, su cui sparare per liberare un posto nella giunta comunale, in modo che lei potesse tornare dal suo partito, dicendo di aver ottenuto tanto e, allo stesso tempo ottenere che la poltrona di vicesindaco del suo amico Enzo Ferraro non rappresentasse più un target privilegiato.

    Lei ci propina la formula dell’acqua calda. E ci mancava pure che indicavate voi l’identità dell’assessore da far fuori!

    E’ evidente che non l’avete fatto. Ma il processo che doveva condurre alla liberazione di quel posto, di quella poltrona su cui far sedere le terga di uno di voi, vi rende politicamente corresponsabili, date che, se non era conosciuto a tutti i componenti del gruppo dell’Udc, era conosciuto e come a lei, signor Puoti. E non ci venga a raccontare che questi sono problemi del sindaco, del PdL, cui tocca l’identificazione del’assessore a cui far fare un passo indietro.

    Se questo è vero in una situazione ordinaria, non può essere applicato nel momento in cui l’assessore in questione è un personaggio di prim’ordine della cultura cittadina,non associabile a nessun partito, men che meno a correnti o correntine, una delle pochissime fiammelle accese dentro a una giunta in cui trionfa l’ignoranza politica, istituzionale, che da luogo all’assoluta inazione, che sta immobilizzando questa città.

    Sa che le dico, Puoti: il suo partito aveva il dovere politico di dire a Del Gaudio che la legittima aspirazione a un terzo assessorato non sarebbe dovuta mai passare per il sacrificio di Maria Felicita De Negri. Questa condizione era moralmente ancor più importante di quella relativa al terzo assessorato.

    Nelle camarillas di questi giorni che lei si ostina a definire confronti alla luce del sole, si è più volte, infatti, discusso di chi si sarebbe dovuto sacrificare. Lei lo sapeva e sapeva pure che, opponendosi, avrebbe rimesso in ballo quello che sempre lei, Puoti, personalmente e non in quanto capogruppo dell’Udc, aborrisce e cioè l’eventuale passo indietro o defenestrazione dalla sola carica di vicesindaco del suo amico di sempre, ma soprattutto degli ultimi 15 anni, Enzo Ferraro, con il quale ha militato, svolgendo funzioni dipendenti, ma sempre apicali e iperstipendiati, nella pancia pienissima e tronfia di tutte le aziende che hanno gestito, a spese dei cittadini e dei contribuenti, il servizio dei rifiuti nella città capoluogo. Una città che da un lato esprime la qualità di azioni, come quella fatta nei giorni scorsi dall’ex consigliera di Speranza per Caserta Norma Naim, la dimessasi per una questione di incompatibilità; dall’altra esprime casi come il suo e come quello di Enzo Ferraro. Casi assimilabili, dato che entrambi svolgete, contemporaneamente e contestualmente, ruoli di primissimo piano all’interno dell’amministrazione comunale, di quella stessa amministrazione comunale presso cui si aggiudicano le gare le aziende in cui avete operato e operate ancora.

    Ecco perchè da tempo, io sostengo che lei, Puoti, non può svolgere la funzione di capogruppo del suo partito. L’ho spiegato al presidente Zinzi anche in colloqui informali e privati; l’ho spiegato a suo cognato Gianni Mancino, assessore provinciale.

    Da anni pongo una questione politica, collegata al suo doppio ruolo e lei, invece di rispondere nel merito, aprendo un confronto di contenuto, continua a dire stupidaggini sul fatto che questo giornale ce l’avrebbe con la sua persona, come se noi avessimo il tempo di assimilare nella nostra attività la passione cardinale di una lotta irriducibile nei confronti di un tal signor Puoti.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 31 ottobre 2013 ALLE ORE 12:04