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    CASERTA – Pasquale Corvino ha salvato la pelle di Del Gaudio. Ma se resta Peppe Greco, farà cadere l’amministrazione


    L’altra notte nel botta e risposta tra l’ormai ex Grande Sud, che, con Micciché, potrebbe rientrare in Forza Italia, e il consigliere dell’Udc, si condensa l’essenza dell’attuale quadro politico-amministrativo della città capoluogo CASERTA - Uno dei momenti politicamente più importanti dell’ultimo Consiglio comunale di Caserta, quello che ha approvato, grazie al voltafaccia di Luigi Bologna, […]

    L’altra notte nel botta e risposta tra l’ormai ex Grande Sud, che, con Micciché, potrebbe rientrare in Forza Italia, e il consigliere dell’Udc, si condensa l’essenza dell’attuale quadro politico-amministrativo della città capoluogo

    CASERTA - Uno dei momenti politicamente più importanti dell’ultimo Consiglio comunale di Caserta, quello che ha approvato, grazie al voltafaccia di Luigi Bologna, il bilancio di previsione del comune per un solo voto di scarto (quello del sindaco) è stato vissuto quando le lancette dell’orologio avevano doppiato da diversi minuti la soglia delle una di notte.

    Nel suo ultimo intervento, Pasquale Corvino ha subordinato il voto favorevole suo e di Edgardo Ursomando al rifiuto, da parte del sindaco, di ogni trattativa ulteriore con l’Udc. In poche parole, o noi o loro. In verità, Del Gaudio non ha dovuto pensare più di tanto, dato che la trattativa con gli zinziani aveva imboccato, già da qualche settimana il binario morto.

    Ma le parole pronunciate da Corvino non sono rimaste inascoltate alle orecchie di un politico esperto quale Eduardo Oliva, consigliere dell’Udc, il quale ha sottolineato, anzi, ha disegnato un perimetro ben preciso della nuova maggioranza del sindaco. Un perimetro, la cui porta di ingresso ha l’area molto più limitata rispetto a quella uscita fuori dalle elezioni 2011. Oliva ha deto chiaro e tondo alle una e mezza di notte, a Del Gaudio, che ora la sua sopravvivenza dipende solo da Corvino che 2 anni e mezzo orsono fu eletto dall’altra parte.

    Corvino, dopo l’autoscioglimento, operato dal fondatore Gianfranco Miccichè, di Grande Sud, autoannessosi alla nuova Forza Italia, non ha ancora decise se tornare automaticamente in quello che è stato il suo primo partito, in cui ha riscosso i suoi principali successi politici o se rimanere indipendente. Ma una cosa Corvino l’ha deciso: avendo salvato dalla capitolazione il sindaco Del Gaudio che gli deve tutto in questo momento, ha anche riflettuto su come mettere a reddito politico quella che è diventata nelle sue mani una vera e propria golden share, l’azione d’oro, il discrimine tra questo quadro politico e amministrativo e il suo dissolvimento.

    Tenere Corvino in maggioranza non sarà semplicissimo. Per un motivo, soprattutto: l’assoluta incompatibilità che Corvino ha, in questo momento, rispetto all’azione dell’onnipotente assessore all’urbanistica, Giuseppe Greco, il quale, come abbiamo scritto nei gironi scorsi, ha trasformato l’istruttoria per il nuovo Puc in una sorta di perenne riunione privata, della quale abbiamo solo incominciato a raccontare qualcosa, ma di cui, forse già nella giornata odierna, racconteremo ancora.

    La voracità nella distribuzione degli incarichi nei vari cantieri aperti in città ad ingegneri e ad architetti vicini, se non vicinissimi a Greco, rappresenta una condizione, che non terrà a lungo Corvino fermo in questa maggioranza e che potrebbe anche rinviare il suo approdo a Forza Italia, attraverso il processo di adesione realizzato da Miccichè.

    Sarà questo uno dei nodi più importanti della politica della città capoluogo, già a partire dalla settimana che va a cominciare domani, lunedì.

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 1 dicembre 2013 ALLE ORE 12:03