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    CASERTA Cobianchi chiude l’ombrellone, ritorno di fuoco sull’Agenzia dei servizi sociali. Intanto i revisori chiedono chiarimenti sulla delibera


    Speriamo di resettarlo subito sula pagina e mezzo, ma tutto sommato chi ama la democrazia è contento che il consigliere di Fli sia tornato dato che è l’unico a fare sul serio l’opposizione che si sa è il sale, il pepe, il sugo e il basilico di un sistema democratico CASERTA - Il ritorno dalle […]

    Nella foto Piscitelli, Ferraro e Cobianchi

    Speriamo di resettarlo subito sula pagina e mezzo, ma tutto sommato chi ama la democrazia è contento che il consigliere di Fli sia tornato dato che è l’unico a fare sul serio l’opposizione che si sa è il sale, il pepe, il sugo e il basilico di un sistema democratico

    CASERTA - Il ritorno dalle ferie del consigliere comunale di opposizione Luigi Cobianchi segna una fase di effettiva ripartenza di una vera attività di opposizione democratica che, effettivamente è il solo Cobianchi a fare.

    Stavolta il tema principale del suo interessante quanto debordante intervento è l’approvazione in consiglio comunale dell’atto costitutivo dell’Agenzia per i servizi sociali.

    Cobianchi, tra le diverse cose significative che scrive, ne segnale due su cui c’è davvero poco da scherzare. La fortuna è che sui costi e sulle coperture di questa agenzia vegliano persone affidabili, quali sono l’assessore al bilancio Spirito e i nuovi revisori dei conti. L’impostazione rigorosa del titolare delle deleghe più scomode e meno remunerative in termini politici è la seguente: si faccia pure questa Agenzia purché non si spenda nemmeno un euro in più di quanto si è speso nel precedente esercizio con il normale sistema degli ambiti. Ebbene, la delibera già pronta da una vita, dato che ormai per Enzo Ferraro è diventato, come abbiamo scritto stamattina, martedì, un fatto di vita o di morte, non conterrebbe indicazioni specifiche sui costi al punto che i tre revisori dei conti, i quali essendo stati sorteggiati non dovrebbero essere condizionabili dalla politica, hanno rispedito al mittente e cioè al dirigente Piscitelli e cioè al dottor Jack e mister Hyde del comune di Caserta, colui che contemporaneamente svolge la funzione di controllato da responsabile dei servizi sociali e di controllore da dirigente dell’Ufficio finanziario .

    I revisori, giustamente, vogliono avere dei ragguagli precisi sui costi e sugli esborsi. Chi ci lavorerà, quanto guadagnerà ecc…

    Cobianchi dice un’altra cosa che non va sottovalutata: approvare una delibera di questo tipo, qualora in futuro questa determinasse condizioni che adesso non si vedono ma che dopo compaiono, significa rischiare seriamente di finire davanti la corte dei conti come ci sono finiti, in questi giorni, Antonio Bassolino, Rosa Russo Iervolino e i loro principali assessori per la nota vicenda della riassunzione nella Asia  di dipendenti dell’antico Consorzio che poi hanno continuato a prendere lo stipendio senza lavorare un solo giorno. Per questo motivo Bassolino e la Iervolino dovranno scucire 518 mila euro cadauno, mentre l’assessore all’ambiente, il mio quasi compaesano (è di Telese Terme) Ferdinando Di Mezza, è stato condannato a pagare 1 milione di euro.  La Corte dei Conti ci mette tempo, ma poi arriva e pignora.

    Meditate consiglieri, meditate…

    Gianluigi Guarino

    QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DEL COPIOSO COMUNICATO STAMPA DI LUIGI COBIANCHI

    Dichiarazioni del cons. Luigi Cobianchi, Capogruppo nel Consiglio della Città Capoluogo di Caserta, in merito all’iscrizione all’Ordine del Giorno del prossimo Consiglio Comunale, dell’approvazione dell’Atto Costitutivo dell’Azienda Consortile per la Gestione dei Servizi Sociali dell’ Ambito “C1”

    Nel bel mezzo di un mese d’Agosto quanto mai frenetico per alcuni apparati dell’Amministrazione Comunale, che ha visto la produzione di determinazioni dirigenziali a raffica, a mezzo delle quali, in barba alla dichiarazione di dissesto finanziario ed alle conseguenti disposizioni del TUOEL, sono state elargite decine di migliaia di euro in incarichi e consulenze, mentre il Sindaco, per il tramite del suo fido Direttore Generale de facto si autoconcedeva altri seimila euro di “spese di rappresentanza” per non si sa cosa – visto che, oramai, Caserta è al di fuori di qualsivoglia circuito di investimenti e programmi internazionali, nazionali e financo regionali, tanto che più che di grandi eventi è il caso di parlare di “grandi venti” – i Consiglieri hanno ricevuto, per posta elettronica, la bozza dello Statuto per la costituzione di un’Agenzia consortile intercomunale per la gestione dei servizi sociali, con un’urgenza tale da lasciar pensare che quest’atto rappresentasse la panacea dei problemi sempre più gravi di un Capoluogo rimasto acefalo, ridotto ad uno sgangherato mercantile alla deriva, senza né guida, né meta.

    A breve distanza i Capigruppo Consiliari si sono visti recapitare la convocazione della loro Conferenza, per oggi, 2 Settembre, secondo un calendario che richiama date più proprie del sistema scolastico, che non dell’apparato politico-amministrativo.

    Una Conferenza dei Capigruppo per discutere di cosa, di quale emergenza assoluta?!

    Non certo della necessità di approvare, nei tempi stringenti che residuano, la deliberazione che consenta a Caserta di candidarsi come “Capitale Europea della Cultura”: sono iniziative, queste, che, non presentando margini di guadagno per i soliti, ben noti, sciacalli – tanto avvizziti, quanto famelici – sembrano, in Città, non interessare nessuno, cosi che Caserta rischia di divenire l’eterna esclusa o, meglio, la rinunciataria recidiva, mentre l’Amministrazione – rectius, ciò che ne resta -continua a logorarsi in meschine querelle  e delle fisionomie di alcuni Assessori (lavativi, latitanti?! Il giudizio ai Lettori) non resta che un vago, offuscato ricordo, atteso che è sempre più difficile – se non impossibile – incontrarli nella Casa Comunale. Eppure i 2.500,00 euro mensili, netti, che percepiscono quale indennità fissa – a prescindere dall’effettiva presenza e/o al raggiungimento di obiettivi, sia pur minimi – continuano inesorabilmente a rimpinguare lo loro tasche.

    Non per parlare di PUC, nonostante la data del commissariamento si avvicini inesorabilmente. E, se si dovesse arrivare a tanto, mi si dovrebbe spiegare che senso avrebbe continuare a portare avanti, con un accanimento terapeutico che, nella fattispecie, non ha davvero nulla di etico, questa esperienza amministrativa la quale ha visto sempre più compresse le proprie prerogative di indirizzo, dovendo condividerle già con l’OSL, istituito per effetto della dichiarazione di dissesto, e con il Commissario Straordinario nominato, in sordina, per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti.

    E neanche per risolvere i tanti conflitti rimasti senza soluzione, per dare compimento ad una delle innumerevoli “incompiute” di questa Amministrazione, vedi il problema della Gestione dell’Acqua, con il tentativo di privatizzarla, a dispetto della volontà popolare espressa ed acquisita nelle forme di Legge; quello dei referendum comunali; da ultimo, ma non certo per ultimo, quello della Commissione per le Pari Opportunità, la quale doveva essere costituita entro novanta giorni dall’inizio dell’attuale Consiliatura, e che ha rischiato di vedersi sostituita – se il sottoscritto, assieme ad altri Colleghi d’Opposizione non fosse tempestivamente intervenuto con un Atto Stragiudiziale di Diffida – da un bieco tentativo di sostituirla con un aborto tutt’altro che innocuo, avendo indebitamente attinto, per la sua trionfalistica reclamizzazione, alle Casse Comunali; quello dell’Osservatorio Comunale sulla Casa, con la sua funzione altissima ed indispensabile mai come in questo frangente congiunturale, il quale Organo, pur nominato dal Consiglio Comunale, non è stato mai convocato (forse perché, contro ogni aspettativa e desiderio, il sottoscritto ne è entrato a far parte?!); quello del MACRICO, questione ridottasi, purtroppo a mero tema da campagna elettorale, o da salotto, per di più curiale.

    Niente di tutto questo. La Conferenza odierna – riempitivi “salva-apparenze” in disparte -aveva un solo punto all’Ordine del Giorno, l’ultima trovata dei già citati: portare nel Consiglio Comunale del 10-11 Settembre p.v. l’approvazione dell’Atto costitutivo dell’Agenzia Consortile per la Gestione dei servizi sociali nell’Ambito C1.

    Ci si creda o no, il ruolo del “calimero”, del “bastian contrario” non piace a nessuno, tantomeno allo scrivente, ma sembra che uno strano destino mi ci voglia confinare ad ogni costo.

    Nella fattispecie, ho tentato invano di argomentare, in Conferenza dei Capigruppo, come non sia lecito portare in Consiglio Comunale materie la cui illegittimità sia palese ed incontrovertibile.

    La costituzione di un’Azienda Consortile viola, invero, più di una Legge dello Stato. Mi riferisco innanzitutto alla c.d. “Legge Brunetta” che imponeva – ed impone, non essendo mai stata abrogata – di riportare in house tutti i servizi, in precedenza esternalizzati, che i Comuni, singolarmente, ovvero in Associazione, hanno la capacità tecnico-amministrativa di gestire in proprio; per proseguire con il D.L. 95/2012, c.d. della “Spending Review”.

    Questo per mantenersi sulle generali, perché se si scende, poi, nel particolare della situazione del Comune di Caserta – Ente in dissesto finanziario – la questione si complica ulteriormente.

    Con Circolare n°0860236 del 21/11/2012 (All. A) indirizzata a tutti gli Ambiti Territoriali, la Regione Campania, con riferimento alla L.R. 11/07 che disciplina la materia, ha precisato che l’Ente capofila – nella fattispecie il Comune di Caserta – deve garantire “la migliore possibilità di esercitare le funzioni ad esso demandate dalla legge regionale, sintetizzabili nella responsabilità della gestione amministrativa e contabile del piano di zona”.

    Orbene, come possa assolvere a questo ruolo un Ente che, con la dichiarazione di dissesto, riconosce di essere incapace di gestire financo i propri di conti, resta un fatto tutto da comprendere.

    Peraltro, a far data dall’anno in corso, le Aziende Speciali e le Istituzioni ad esse assimilabili sono assoggettate al patto di stabilità interno, secondo le modalità definite, con Decreto del Ministro per l’Economia e le Finanze, di concerto con i Ministri dell’Interno e per gli Affari regionali.

    Ciò al di là del fatto che, l’Abito “C1” non possiede affatto un Piano di Zona – strumento di programmazione cardine del servizio di interventi e servizi sociali che dovrebbe individuare e garantire, anche avuto riguardo all’art. 177, comma 2, lettera m) della Costituzione – a meno che non si faccia riferimento a documenti mesozoici, destituiti, oramai, di ogni fondamento ed attualità, che, alla luce della Legge Regionale in vigore, appaiono tamquam non essent.

    In realtà, al di là del non rispetto dei tempi per la presentazione dei nuovi Piani di Zona, la circolare prot. n°0599492 del 28/08/2013, a firma del Coordinatore Regionale dell’“Area Generale di Coordinamento Assistenza Sociale, Attività Sociale, Sport, Tempo Libero e Spettacolo” della Regione Campania mette in discissione financo la sussistenza dell’ambito “C1”, in quanto lo stesso non risulta accreditato attraverso il SISR!

    E, allora, di cosa i Consiglieri del Capoluogo e quelli degli altri Comuni coinvolti sono chiamati a discutere?

    Vogliamo, poi, parlare dei maggiori, ingiustificabili costi (=danno erariale) che un siffatto carrozzone determinerebbe?! Un aspetto che appare tutt’altro che trascurabile, anche perché la richiamata Legge regionale al riguardo parla chiaro. Recita, invero, l’art. 52: “I comuni e le province contribuiscono con risorse proprie alla realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali secondo modalità che sono determinate dal piano sociale regionale”, ciò che chiaramente chiama a responsabilità contabile ciascun Consigliere Comunale che dovesse votare a favore della costituzione del nuovo Organo intercomunale.

    E’ lecito, in tal senso, domandare come intenda l’Amministrazione Comunale di Caserta far fronte alla propria parte di cofinanziamento, atteso che nel 2012 e nell’anno in corso non è stata in grado di assolvere agli obblighi contratti, lasciando senza stipendio anche per oltre undici mesi Psicologi, Assistenti Sociali, Operatori Socio-Assistenziali che pur hanno lavorato con professionalità ed abnegazione?!

    E qui si apre un’altra piaga, quella della dissimulazione di veri e propri contratti a tempo indeterminato, mascherato dietro la reiterazione di contratti a progetto, di collaborazioni continuative, con alcuni Professionisti ed Operatori cui sono state letteralmente estorte lettere di dimissioni volontarie per interrompere quella continuità di prestazione che avrebbe formato obbligo di assunzione definitiva.

    Ma vi è un ulteriore profilo che, per il Comune di Caserta, rappresenta un elemento insormontabile rispetto alla costituzione di Aziende consortili: ad esse, invero, si applicano le disposizioni di cui al D.Lgs. n°163/2006 oltre a quelle, contenute anche nel TUOEL, che stabiliscono, a carico degli Enti Locali – con particolare riguardo a quelli strutturalmente deficitari, ovvero in dissesto – obblighi e limiti alle partecipazioni societarie; contenimento degli oneri contrattuali e della altre voci di natura retributiva o indennitaria; ma, soprattutto, divieti o limitazioni rispetto alle assunzioni di personale.

    Orbene, la lettura delle cennate norme alla luce del recentissimo Decreto D’Alia sul riordino dei contratti a termine del settore pubblico imporrebbe al Comune di Caserta l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i Professionisti ed Operatori Sociali sin qui sfruttati inverecondamente con contratti a progetto o assimilabili, la qual cosa appare inconciliabile con il disposto del TUOEL, relativamente alla pianta organica degli Enti strutturalmente deficitari, ovvero in dissesto.

    Vi è, poi, l’annosa questione del Coordinatore dell’Ufficio di Piano: per ricoprire tale incarico occorre il possesso di requisiti che non sembrerebbero assistere chi, sin qui, ne ha svolto le funzioni. Peraltro, chiaramente, inequivocabilmente il TUOEL afferma che tutti gli incarichi dirigenziali a tempo determinato, in essere alla data di dichiarazione di dissesto, decadono de iure per effetto della dichiarazione stessa. Ciò ovviamente comporta che non ne possono essere stipulati, a maggior ragione, di nuovi!

    Tutto questo senza considerare gli espliciti veti che la Giurisprudenza, sia Amministrativa (si veda al riguardo la corposa produzione dei TAR Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte) che Contabile hanno costantemente, univocamente posto, onde evitare che le famigerate municipalizzate, cacciate a gran forza dalle porte degli Enti Locali, non avendo prodotto altro che buchi di bilancio, rientrino dalla finestra con quel gioco, tutto italico, di cambiar nome alle cose, per ridare loro la credibilità persa, lasciando la sostanza invariata.

    Una recentissima Pronuncia della Corte Costituzionale sembrerebbe chiudere la partita, ma la vergognosa, irresponsabile, oramai diuturna messa in discussione della potestas dello ius dicere e dell’imparzialità della Magistratura, che è il primo caposaldo di qualsivoglia Ordinamento Giuridico, assicurandone la sussistenza stessa, rappresenta un pessimo esempio che trova, ahinoi, mai come negli Enti Locali, gli emulatori più ostinati.

    Peraltro, la costituzione di Aziende consortili, dotate di personalità giuridica autonoma, limita non poco il potere di indirizzo e di controllo dei Comuni promotori, fermi restando i poteri di sindacato ispettivo che il TUOEL assicura a ciascun Consigliere Comunale, non solo sull’Ente amministrato, ma anche su qualsivoglia partecipata e financo sui fornitori di servizi e sui somministratori di prestazioni.

    Un’ultima considerazione amara: il costante tentativo di indurre in errore i Consiglieri del Capoluogo con informazioni destituite di fondamento: l’urgenza della convocazione dell’odierna Conferenza dei Capigruppo veniva argomentata con scadenze, rivelatesi inesistenti e con l’impulso degli altri Comuni compartecipanti che sarebbero stati tutti d’accordo, in perfetta armonia, attendendo solo Caserta. Sennonché la realtà appare ben altra, con il Capoluogo che si è fatto proponente e che pressa glia altri Enti.

    Le competenti voci di dissenso da parte di Colleghi di altre Amministrazioni coinvolte nel progetto fanno il resto: almeno per una volta, al di là del silenzio “interino” ed anche del fuoco amico – cui, oramai ho fatto l’abitudine – non sono del tutto solo!

    PUBBLICATO IL: 3 settembre 2013 ALLE ORE 16:44