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    CANCELLO ED ARNONE, IL BOTTA E RISPOSTA. Emerito: “La lista dei debiti è sul sito del Ministero”. E sulla ratifica della variazione: “Il 30 dicembre un nuovo Consiglio comunale”


      Continua il dibattito tra il sindaco e il capogruppo di minoranza Ambrosca sulla delibera n°57. Il primo cittadino: “La variazione è stata imputata al capitolo relativo alla tesoreria poiché si tratta di uno spazio finanziario che ha finalità, ancorché non sia un debito finanziario di breve durata, assimilabili a quella della anticipazione” CANCELLO ED ARNONE […]

    Nella foto Emerito e Ambrosca

     

    Continua il dibattito tra il sindaco e il capogruppo di minoranza Ambrosca sulla delibera n°57. Il primo cittadino: “La variazione è stata imputata al capitolo relativo alla tesoreria poiché si tratta di uno spazio finanziario che ha finalità, ancorché non sia un debito finanziario di breve durata, assimilabili a quella della anticipazione”

    CANCELLO ED ARNONE – Se Ambrosca non avesse esplicitato la sua analisi sulla delibera n°57, cioè quella della variazione di bilancio deliberata poche ore dopo il Consiglio comunale del 29 novembre scorso, probabilmente i cittadini non avrebbero conosciuto nello specifico l’oggetto di quell’atto amministrativo.

    Se Ambrosca non avesse interrogato la maggioranza su quel documento, probabilmente Emerito non avrebbe avuto occasione per esporre con buona argomentazione il perché di quell’operazione finanziaria.

    Non ci avventuriamo oltre nei meccanismi basate su i “se”, dato che significherebbe immettersi in complicate (e per noi poco conosciute) teorie del caos (come effetto farfalla e compagnia cantata…). Ci limitiamo, invece, a dire che in qualsiasi governo una minoranza assente, silente, fa male. Quindi onore all’opposizione di Cancello ed Arnone che fa il suo lavoro, controlla e domanda, ma onore anche alla maggioranza guidata da Emerito che non si nasconde e risponde agli interrogativi degli avversari politici.

    Non lo diciamo per spirito cerchiobottista, teniamo a sottolinearlo semplicemente perché conoscendo un po’ il territorio, le dinamiche e le modalità della politica di questa terra, è realmente più unico che raro che chi amministra e chi ha perso le elezioni riescano a reggere un’attività dialettica costante, basata sui fatti, senza sfociare nei soliti e improduttivi attacchi.

    Questo è il quarto articolo che dedichiamo alla variazione di bilancio deliberata dalla Giunta 24 giorni fa. Si è innescato un botta e risposta tra Raffaele Ambrosca e Pasqualino Emerito che abbiamo seguito passo dopo passo con attenzione.

    Nel precedente pezzo (CLICCA QUI) l’avvocato di Arnone aveva evidenziato altri interrogativi che il sindaco non aveva affrontato nella sua replica: in pratica, il capo della minoranza chiedeva il perché della dicitura “anticipazione di tesoreria”, quando, al contrario, il primo cittadino nelle risposta al suo commento, parlava di “mutuo”. Ambrosca invocava pure di conoscere l’elenco dei debiti che il comune deve pagare, e, terza questione, si interrogava sul perché della convocazione della Giunta poche ore dopo il Consesso civico.

    Il sindaco ha accettato ancora il confronto decidendo di rispondere agli interrogativi intavolati dalla minoranza. Emerito ha rassicurato sulla tempistica della chiamata della Giunta, spiegando che “il termine ultimo per l’approvazione di una variazione di bilancio è normalmente il 30 novembre.La variazione di bilancio, adottata d’urgenza dalla giunta, deve essere ratificata dal consiglio comunale, corredata del necessario parere del revisore dei conti  al massimo entro il 31 dicembre dell’anno corrente, al fine di salvaguardare gli effetti che sono scaturiti proprio dalla variazione in questione. Quindi, così come prescritto dalla legge, - ha informato Emerito, - il 30 dicembre si terrà un consiglio comunale con all’ordine del giorno, tra gli altri argomenti della specifica ratifica della variazione di bilancio n.1.”

    Il primo cittadino,  in questa nuova replica, ha motivato pure il perché della dicitura, al titolo 5, nella delibera n° 57, di “anticipazione di tesoreria”.

    “La variazione è stata imputata al capitolo relativo alla tesoreria, – ha risposto il sindaco – poiché si tratta di uno spazio finanziario, denominazione data dal legislatore, che ha finalità, ancorché non sia un debito finanziario di breve durata, assimilabili a quella della anticipazione. Naturalmente il fatto che non sia una anticipazione di tesoreria, strumento di pertinenza del tesoriere comunale, è suffragata dal piano di ammortamento del debito approvato con precedenti atti formali dall’amministrazione. Come pure si può arguire la diversa natura dell’anticipazione in questione dalla finalità che la stessa mira a soddisfare. L’anticipazione di tesoreria serve a sincronizzare lo sfasamento tra le entrate comunali, che hanno natura aleatoria per alcune (tributi, sanzioni etc..) e proprio per questo talvolta richiedono procedimenti complessi per il recupero e le uscite che una volta impegnate hanno caratteristica di certezza. Il mutuo, del Dl 35, è debito a lunga scadenza ed incide sull’alleggerimento del passivo consolidato (debiti). Dunque,  l’anticipazione di tesoreria incide sulla gestione corrente, esaurendo il proprio ciclo vitale nell’esercizio finanziario, il mutuo no!”

    “Relativamente alla richiesta dell’elenco dei creditori soddisfatti, – ha continuato Emerito, – il Mef ha richiesto, a pena di inammissibilità la predisposizione di una griglia finanziari che riportasse l’elenco completo dei creditori corredato degli importi. Oltre il controllo preventivo, il mef, nell’ambito dello stesso decreto ha richiesto un controllo a consuntivo degli adempimenti osservati dagli enti (in questo caso pagamento dei creditori del comune con relativi importi). Quindi, – ha concluso il sindaco, – l’elenco dei pagamenti previamente autorizzati dal Mef (disponibile sul sito ministeriale) è riscontrato dal rendiconto delle attività”

    Giuseppe Tallino

    PUBBLICATO IL: 23 dicembre 2013 ALLE ORE 10:57