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    Differenziata all’anno zero a Castel Volturno. E’ scontro tra Morlando e i Grillini: “L’ex assessore copia ed incolla la nostra iniziativa”


    In calce all'articolo sia la nota del Movimento 5 Stelle zonale, sia la lettera che annuncia l'iniziativa dell'ex assessore all'ambiente di scendere in campo sulla questione del mancato consolidamento del servizio

    Seccareccia Morlando1

    Nelle foto, Massimo Seccareccia e Tommaso Morlando

     

     

     CASTEL VOLTURNO – Sulla raccolta differenziata flop di Castel Volturno è ormai scontro tra i seguaci zonali di Beppe Grillo, quelli del Movimento 5 Stelle e Tommaso Morlando ex assessore all’Ambiente. Motivo del contenzioso è la primogenitura di una battaglia, di una raccolta di firme tesa a contestare le responsabilità politiche delle gestioni del passato che non avrebbero consentito al suddetto servizio di consolidarsi sul territorio. Il responsabile Massimo Seccareccia, accusa Morlando di aver copiato l’iniziativa, dopo che alcuni giorni fa lo stesso ex assessore aveva lanciato mediante il post di Officina Volturno una raccolta di firme sul caso – “Raccolta differenziata-Senesi”.

    Max Ive

     

    LA NOTA DEI GRILLINI

    Momenti di ilarità a Castel Volturno, l’ex assessore Tommaso Morlando, nonchè espressione di Officina Volturno, non trova nulla di meglio da fare che copiare la nostra iniziativa per la denuncia alla Corte dei Conti degli ex amministratori inadempienti per il raggiungimento delle soglie stabilite dalla legge per le quote di raccolta differenziata. Appare almeno singolare per la tempistica. il M5S di Castel Volturno è attivo su questo fronte dal 8 febbraio scorso e ad oggi ha raccolto 138 firme l’obiettivo è di informare il maggior numero di cittadini perchè un cittadino informato è un cittadino libero. La nostra posizione è di totale apertura alle istanze fatte per il bene della comunità però si abbia almeno la decenza e il buon gusto di partecipare in maniera pulita e democratica. A noi non interessa mettere le candeline sulla torta, a noi interessa che la torta non venga depredata come in passato. Il signor Morlando è libero di fare ciò che vuole però ci metta un pò di fantasia non faccia copia e incolla…

    Massimo Seccareccia – Movimento 5 Stelle di Castel Volturno

     

     

    IL TESTO DELL’INTERVENTO DI TOMMASO MORLANDO

    I sottoscritti Tommaso Morlando e (raccolta firmeda farsi )……; in qualità di cittadini residenti nel Comune di Castel Volturno con la presente, si riferiscono al mancato raggiungimento di apprezzabili risultati nel conseguimento degli obiettivi di legge in termini di raccolta differenziata da parte degli amministratori e dei dirigenti del Comune di Castel Volturno nel periodo 2010-2014.
    E’ NOTORIA ORMAI IN TUTTO IL MONDO LA GRAVE SITUAZIONE DI INQUINAMENTO AMBIENTALE DEL NOSTRO TERRITORIO DETERMINATA ANCHE DALLA CATTIVA GESTIONE E DAL RITARDO DELLA RACCOLTA E DELLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI CHE FA VIVERE I CITTADINI CASTELLANI IN UN CONTINUO STATO DI PREOCCUPAZIONE SIA PER LA PROPRIA SALUTE CHE PER IL CONTINUO AUMENTO DELLE RELATIVE TASSE DI SMALTIMENTO DA CUI SONO VESSATI PURTROPPO INUTILMENTE E SOPRATTUTTO IMPROFICUAMENTE.
    Tale colpevole ritardo comporta un notevole danno erariale per l’ente locale; in primis, costituito dal mancato introito che sarebbe derivato in favore del Comune dai corrispettivi del materiale differenziato che si sarebbe potuto ottenere dal Conai; altresì l’inadeguato ed insufficiente servizio di raccolta approntato dal Comune è suscettibile di RICHIESTA alla commissione del danno ambientale, da intendersi quale legittimo aumento dei rifiuti portati in discarica con conseguente (AGGRAVIO DEI COSTI PER DESTINAZIONE IN DISCARICA) NONCHE’deterioramento della risorsa naturale costituita dal terreno ed aumento dell’immissione in atmosfera di gas nocivi e veleni nei terreni. Danno erariale come riportato e specificato nelle Sentenze n. 83 del 27/05/2013 emessa dalla Sezione giurisdizionale per la Liguria della Corte dei Conti in merito all’esempio del Comune di Recco e la sentenza n. 1492 del 12/11/2009 emessa dalla Sezione giurisdizionale DELLA CORTE DEI CONTI Regione Campania per il Comune di Marcianise.
    In materia di rifiuti, il diritto comunitario ha imposto agli Stati membri, attraverso le direttive del Consiglio n. 91/156/CEE del 18/3/1991 e 99/31/CE del 26 aprile 1999, l’obbligo di adottare tutte le misure necessarie ad assicurare il recupero o lo smaltimento degli stessi senza pericolo per la salute dell’uomo e senza l’uso di procedimenti o di metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente, vietandone nel contempo l’abbandono, lo scarico e lo smaltimento incontrollato.
    Il decreto legislativo 5 febbraio 1997 n. 22 che, fino all’entrata in vigore del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, di attuazione della delega contenuta nella legge n. 308 del 2004 per il riordino, il coordinamento e l’integrazione della legislazione in materia ambientale, ha costituito la normativa quadro sulla gestione dei rifiuti, prevede, in attuazione della citata direttiva europea 91/156/CEE, l’adozione di un sistema di raccolta differenziata idoneo a consentire la drastica diminuzione dei rifiuti avviati in discarica e la realizzazione di un modello alternativo di smaltimento i cui punti qualificanti sono il riciclo dei materiali, il compostaggio della frazione organica e il collocamento in discarica (o termovalorizzazione) del solo residuo.
    Lo stesso decreto n. 22/1997 ha provveduto ad individuare le funzioni amministrative che in materia di raccolta differenziata competono a ciascun livello di governo, centrale, regionale, provinciale e comunale, attribuendo allo Stato il compito di indicare i criteri generali per l’organizzazione e l’attuazione della raccolta (art. 18, comma 1°, lettera m), alle Regioni la funzione di provvedere alla “regolamentazione delle attività di gestione dei rifiuti, ivi compresa la raccolta differenziata di rifiuti urbani, anche pericolosi, con l’obiettivo prioritario della separazione dei rifiuti di provenienza alimentare, degli scarti di prodotti vegetali e animali, o comunque ad alto tasso di umidità, dai restanti rifiuti” (art. 19, comma 1°, lettera b), alle Province la cura dell’organizzazione delle attività di raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati sulla base di ambiti territoriali ottimali delimitati ai sensi dell’articolo 23 (art. 20, comma 1°, lettera g) e ai Comuni il compito di stabilire “le modalità del conferimento, della raccolta differenziata e del trasporto dei rifiuti urbani, al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere il recupero degli stessi” (artt. 21, comma 1°, lettera c, e 23, co. 3).
    Per dare maggiore concretezza all’obiettivo di un utilizzo razionale ed economicamente vantaggioso dei rifiuti, il predetto decreto ha anche disposto (art. 24) che in ogni Ambito Territoriale Ottimale (A.T.O.) la raccolta differenziata degli stessi venga assicurata in misure percentuali minime del 15% entro due anni dall’entrata in vigore del decreto stesso, del 25% entro quattro anni e del 35% dal sesto anno (percentuali successivamente fissate dall’art. 205, comma 1 del D.Lgs. n. 152/2006 e dall’art. 1 comma 1108, della legge n. 296/2006 nella misura del 35% entro il 31 dicembre 2006, del 40% entro il 31 dicembre 2007, del 45% entro il 31 dicembre 2008, del 50% entro il 31 dicembre 2009, del 60% entro il 31 dicembre 2011 e del 65% entro il 31 dicembre 2012).

    Questo documento è da completare in attesa della collaborazione di altre associazioni, di cittadini, movimenti e forze politiche del territorio .

    Inoltre siamo in attesa dei dati CERTIFICATI della regione Campania, che abbiamo chiesto in modo ufficiale, visto che risultano delle discordanze tra quelli pubblicati sul sito della società Senesi e del comune e tra quelli O.R.R. (Osservatorio Regionale Rifiuti).
    Dopo la denuncia in prefettura, dopo continue sollecitazioni ed inutili incontri, dopo la nomina di commissari straordinari ad altri commissari… abbiamo il diritto di conoscere le responsabilità per un “servizio” che costa di circa 10 milioni di euro all’anno e per 24.000 abitanti, dove tranne l’estate, per altri 10 mesi all’anno fare la differenziata sarebbe possibile, mentre anche quest’anno (2013) del 15% (ancora non certificato alla Regione Campania) contro il 65% da fare per legge resta inaccettabile ed incomprensibile.

    Tommaso Morlando
    ex assessore ambiente

    PUBBLICATO IL: 24 febbraio 2014 ALLE ORE 17:03