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    Ecco perchè l’amministrazione comunale di Casapulla di Nando Bosco, ora deve essere sciolta insieme al Consiglio


        L’ultima finanziaria ha determinato una modifica del Tuel che ha finalmente fatto chiarezza, equiparando gli effetti della mancata approvazione del Bilancio di Previsione a quelli legati alla mancata approvazione del rendiconto di gestione o Consuntivo che dir si voglia   Aggiornamento 13.29 - La vicenda verificatasi stamattina a Casapulla, non si concluderà come […]

     

     

    Nelle foto, da sinistra, Nando Bosco e Carmela Pagano

    L’ultima finanziaria ha determinato una modifica del Tuel che ha finalmente fatto chiarezza, equiparando gli effetti della mancata approvazione del Bilancio di Previsione a quelli legati alla mancata approvazione del rendiconto di gestione o Consuntivo che dir si voglia

     

    Aggiornamento 13.29 - La vicenda verificatasi stamattina a Casapulla, non si concluderà come capitava in passato ai comuni che non approvavano per tempo e dopo la prima diffida il loro rendiconto di gestione. In passato, infatti, un eventuale approdo di un commissario ad acta non determinava lo scioglimento del Consiglio comunale. Questo aveva creato, attraverso una prassi consolidata il mancato rispetto delle previsioni normative del Testo Unico sugli enti locali 267/2000.

    In verità, era il Testo Unico a farsi male un po’ da solo, dato che alcune frasi compositive delle norme non erano formulate con chiarezza e offrivano il destro a forme interpretative che ne annacquavano gli effetti.

    In questo modo si era venuto a creare, di fatto, una differenza tra gli effetti della mancata approvazione del Bilancio di previsione e quella del rendiconto di gestione o Consuntivo che dir si voglia. Nel primo caso, esauriti i giorni della diffida senza che il Consiglio approvasse il documento di programmazione, il prefetto trasmetteva gli atti al governo che procedeva allo scioglimento del Consiglio comunale.

    Nel caso del Consuntivo il termine del 30 aprile, seguito dalla diffida del prefetto, non conduceva a questa stessa conseguenza. A mettere ordine nella materia, ci ha pensato una norma dell’ultima legge finanziaria che ha integrato l’articolo 227 del già citato Testo Unico, il quale al comma 2 bis recita testualmente: “In caso di mancata approvazione del rendiconto di gestione entro il termine del 30 aprile dell’anno successivo, si applica la procedura prevista dal comma 2 dell’articolo 141 (sempre del Testo unico degli Enti locali)”.

    E la procedura dell’articolo 141 è proprio quella che regola gli effetti della mancata approvazione del bilancio di previsione. In poche parole, la nomina da parte del prefetto del dottor Tramontano a commissario ad acta per l’approvazione del rendiconto di gestione sarà, se riusciamo ancora a leggere una legge, il primo atto che condurrà allo scioglimento del consiglio comunale di Casapulla. In passato le diffide dei prefetti potevano arrivare a 2 a 3.

    Oggi, la modifica dell’articolo 227 del Tuel riduce i margini di manovra anche dei prefetti che non possono che applicare la stessa procedura adottata per i bilanci di previsione.

    Ordunque, se un ente diffidato non approva il rendiconto nei termini fissati dalla diffida parte la procedura di scioglimento.

    D’altronde, il presidente della Provincia Zinzi non è improvvisamente impazzito se ha avvertito la necessità di convocare il Consiglio provinciale per l’approvazione del rendiconto di gestione di domenica pomeriggio, dato che il 2 giugno scade il 20esimo giorno e quindi i termini previsti dalla diffida.

    Per una questione di principi generali del diritto, forse Zinzi avrebbe potuto anche usare il primo giorno feriale, scomputando dal termine quello festivo. Ma il presidente della Provincia non ha voluto rischiare. Dunque, pomeriggio domenicale di lavoro per i consiglieri provinciali.

    Gianluigi Guarino

     

     

    CASAPULLA – Arriva il commissario prefettizio Tramontano a Casapulla. Il perchè? Non è stato discusso in Consiglio comunale ancora il Bilancio Consuntivo, nonostante la diffida inviata dalla prefettura di Caserta che invitava i rappresentanti del parlamentino locale a riunirsi entro i 20 giorni stabiliti per legge.

    I consiglieri di minoranza Andrea Martusciello e Giuseppe Pantieri avevano già più volte richiamato l’attenzione delle forze politiche locali sul rischio di commissariamento.

    Oggi si è verificato.

    PUBBLICATO IL: 31 maggio 2013 ALLE ORE 13:44