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    AVERSA – Noi Aversani una colossale presa in giro della vecchia politica. Il movimento è finito. TUTTI I NOMI di chi lo ha mollato


      Non solo quelli già noti dei fondatori, ma anche giovani che si erano avvicinati con l’idea di poter utilizzare lo strumento flessibile di un movimento aperto e inclusivo per dar vita ad un tempo nuovo della politica e dell’amministrazione AVERSA – Doveva essere un’esperienza civica che, superando logiche strettamente partitiche offrisse una maggiore libertà […]

     

    Nella foto Marrandino, Nobis e Di Palma

    Non solo quelli già noti dei fondatori, ma anche giovani che si erano avvicinati con l’idea di poter utilizzare lo strumento flessibile di un movimento aperto e inclusivo per dar vita ad un tempo nuovo della politica e dell’amministrazione

    AVERSA – Doveva essere un’esperienza civica che, superando logiche strettamente partitiche offrisse una maggiore libertà di movimento nella proposta politica molto più orientata e concentrata sui temi della città che sugli equilibri e le alchimie partitocratiche. Non è andata così o meglio non sta andando così. Noi Aversani ha costituito fino ad ora un buon espediente elettorale e nulla più, in tanti vi ci sono impegnati, in molti oggi ritengono di essere stati strumentalizzati. D’altronde i mal di pancia non sono un fatto isolato e non riguardano esclusivamente la questione delle poltrone promesse, agognate e non avute, il punto è che in tanti pensavano Noi Aversani come luogo costantemente abilitato al confronto, un movimento aperto,come si dice di questi tempi, inclusivo e che, al contrario, appare sempre più esclusivo, cristallizzato sulla figura di Rosario Capasso che sostanzialmente riproduce in fotocopia tutto quello che il sindaco gli ordina di dire o di fare. Ed è su questi punti che il movimento si è spappolato.

    Delle amarezze di Francesco Marrandino abbiamo già parlato, delle frustrazioni della coppia Ninotto Verde e Paolo Galluccio pure, mentre non è mancata qualche sottolineatura non certo elogiativa per l’assenza ormai perenne dell’oculista Francesco Perillo, al quale però non è che si possa imputare alcunché in considerazione del fatto che lui di candidarsi non aveva grande voglia. Lo fece per fare un favore a Sagliocco e già questo dimostrava che il sindaco non considerava e non avrebbe neppure considerato Noi Aversani uno strumento innovativo per far politica e aprirla a settori della società che di solito ne stanno lontani. Noi Aversani, già al tempo, per Sagliocco era un’arma tattica e strategica ma sempre nell’ambito del gioco elettorale, da un lato per far capire al Pdl che lui era dotato di una significativa forza, dall’altro per mettere in campo significative energie come quella della Marrandino e dei vari Nobis, Galluccio, Verde pronti a portare al suo mulino voti essenziali per una elezione di un sindaco non popolarissimo come hanno dimostrato i ben 21 punti di scarto che ci sono stati tra la coalizione e Sagliocco che è arrivato a un anno luce di distanza dai voti addizionati di tutte le liste del centro destra.

    Noi Aversani si è sfarinata letteralmente. Per il presidente del Consiglio comunale Peppe Stabile fu un treno ad alta velocità che lo avrebbe dovuto proiettare, come avvenne, alla presidenza del Consiglio comunale. Ma sono tanti quelli che ormai si sono scollati tra quelli che pur non eletti in consiglio comunale, di fieno in cascina ne misero a sufficienza. Gente come Nico Nobis, che in consiglio comunque c’è arrivato, gente come Francesco Di Palma, Giovanni Tirozzi  hanno archiviato da tempo la loro esperienza. Noi Aversani oggi non è più nulla se non un reperto che ha avuto una funzione non certo innovativa. Insomma, vecchia politica, come quella che fa Sagliocco, che da un lato dice di voler rinnovare metodi, procedure, facce, e poi mette Alessandro Diana da Casal di Principe a capo dell’ufficio tecnico.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 13 agosto 2013 ALLE ORE 13:06