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    AVERSA IL RETROSCENA ESCLUSIVO – Quattro richieste per tre poltrone di assessore. Capasso si ribella all’ipotesi di Cella


        Tutte le proposizioni principali e tutte le subordinate dell’attuale, confuso, momento politico cittadino     AVERSA – Ci sono quattro richieste per tre poltrone di assessore. Non sarà facile per il sindaco Sagliocco trovare la quadratura del cerchio. Ricapitoliamo, stavolta sul serio, perchè seppur un po’ pigramente, abbiamo approfondito in maniera più precisa […]

    Nella foto, da sinistra: Salvino Cella, Paolo Santulli e Rosario Capasso

     

     

    Tutte le proposizioni principali e tutte le subordinate dell’attuale, confuso, momento politico cittadino

     

     

    AVERSA – Ci sono quattro richieste per tre poltrone di assessore. Non sarà facile per il sindaco Sagliocco trovare la quadratura del cerchio. Ricapitoliamo, stavolta sul serio, perchè seppur un po’ pigramente, abbiamo approfondito in maniera più precisa la situazione.

    Salvino Cella, a cui tutto difetta fuorchè i freni inibitori, vorrebbe inserire una persona di sua fiducia nella giunta comunale.

    E ultimamente, Sagliocco ha anche dato l’impressione di volerlo accontentare. Quando se ne è accorto, Rosario Capasso, capogruppo di Noi Aversani, si è fatto prendere, come si suol dire, “dai diavoli”: se Cella esprime un assessore e questo, in sintesi, il pensiero di Capasso, io mi tiro fuori da questa maggioranza. Naturalmente, Capasso non lo farebbe. La sua è solo una minaccia.

    Ma Sagliocco ne deve tener conto perchè, onestamente, già tenere Cella, sostanzialmente, in maggioranza, è un fatto politicamente impresentabile, visto che Cella è stato il suo competitor principale alle ultime elezioni comunali. Ora, dargli anche la possibilità di mettere una sua persona in giunta, altro che tradimento del voto popolare.

    Ci troveremmo di fronte ad un vero e proprio atto di barbarie democratica.

    Un’altra gatta da pelare, Sagliocco ce l’ha con Domenico Palmieri, il quale non è che si sia tolto seriamente dalla testa l’idea, anche in questo caso piuttosto hard, di convivere da consigliere comunale di maggioranza, con suo fratello Nicola assessore esterno, con buona pace delle ragioni relative al ruolo dei partiti, dei movimenti politici, delle deleghe fondate sui contenuti e non sulle poltrone.

    Aspirano a un posto in giunta, e questa è già cosa nota da tempo, la triade di consiglieri paraforzisti Della Vecchia, Di Grazia e Costanzo.

    Dulcis in fundo, non poteva mancare la rivendicazione di Paolo Santulli. In effetti, nell’ultimo periodo, l’ex parlamentare aveva cominciato a fare cose strane: un po’ di mesi fa, mostrandosi più realista del re, aveva chiesto a Sagliocco di spedire le carte relative alla vicenda piazza Crispi-Ctp, in Procura della Repubblica.

    Successivamente, si era sgonfiato e, a fronte di un effettivo invio dei documenti ai magistrati, da parte del primo cittadino, lui aveva cominciato a fare l’anglosassone, tenendosi lontano delle polemiche su questo scabroso argomento.

    Questa freddezza aveva trovato poi riscontro in un paio di assenze strategiche dalle ultime sedute dei consigli comunali. Assenze non irrilevanti, visto che, insieme a quelle di Domenico Palmieri e del neo-scontento Raffaele Marino, avevano determinato una situazione pericolosissima in consiglio comunale, dove Sagliocco, con Cella, giustamente, nomen omen, tenuto ancora in frigorifero, è stato costretto a far mancare i numeri legali per non correre il pericolo di essere messo sotto con i numeri.

    L’ondivago Santulli serbava, si fa per dire, un segreto: anche lui vuole un assessore.

     

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 4 febbraio 2014 ALLE ORE 13:18