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    AVERSA, Di Grazia il presenzialista, per favore dategli una fascia. Della Vecchia vuole il cimitero, Sagliocco fa girare tutti a vuoto


    Sono trascorsi 10 giorni dall’ultimo vertice di maggioranza in cui si parlò di un non meglio esplicitato e piuttosto virtuale azzeramento delle deleghe e la situazione è sempre la stessa: un uomo solo al comando AVERSA - Come abbiamo scritto più volte in queste ultime settimane, il sindaco Sagliocco non ha alcun fretta di nominare […]

    Nella foto Di Grazia, Della Vecchia e Sagliocco

    Sono trascorsi 10 giorni dall’ultimo vertice di maggioranza in cui si parlò di un non meglio esplicitato e piuttosto virtuale azzeramento delle deleghe e la situazione è sempre la stessa: un uomo solo al comando

    AVERSA - Come abbiamo scritto più volte in queste ultime settimane, il sindaco Sagliocco non ha alcun fretta di nominare nuovi assessori. Anzi, dipendesse da lui non colmerebbe alcuna delle caselle lasciate vuote dalle dimissioni, ormai datate una gravidanza intera fa, di Massimo Pizzi, e da quelle, più recenti, dei due assessori dell’Udc, Romilda Balivo e De Gaetano.

    La questione di Salvino Cella, dopo il veto di Rosario Capasso, non si pone più, al punto che il presunto competitore di Sagliocco, alle ultime elezioni comunali, avendo capito che non potrà mettere un suo uomo su una delle poltrone di giunta, ha, all’improvviso, escluso il fatto che lui possa essere la stampella del sindaco, quando lo è stato di fatto dal primo giorno che ha messo piede in consiglio comunale, azzerando la sua posizione di indiscusso leader della minoranza forte di un consenso importante e copioso ottenuto nell’urna elettorale.

    Tralasciamo Cella e le sue dichiarazioni ed anche le spassose contorsioni sulla impossibilità di essere opposizione insieme a quelli che avrebbero contribuito al disastro della città, cioè Dello Vicario, Galluccio e compagnia, altrimenti sprechiamo energie celebrali inutilmente.

    Per tenere buoni i buoi, perché non scappino, Sagliocco potrebbe usare lo zuccherino delle deleghe. Essendo, il buon Peppino, un uomo di fine e sottile intelligenza, riesce a penetrare nalla psiche altrui e, quando non trova un campo arato, a signoreggiare facilmente su ognuna di queste.

    Che ha capito Sagliocco del consigliere comunale Di Grazia? Ha capito che per lui è una libidine totale indossare, appena possibile, la fascia tricolore. Se gli facesse fare il sindaco per un solo giorno, Di Grazia si immolerebbe per Sagliocco. Questo non è possibile ma è possibile attribuirgli la delega ai grandi eventi, cioè al nulla, perché questa, per avere valore, dovrebbe assommarsi a quella della cultura e degli spettacoli, ma che sarebbe proprio quella adatta a cibare questo presenzialimso emotivo, vorace di Di Grazia. Tante presenze a recite scolastiche, a manifestazioni varie, riportando con se fascia e fotografo allegato.

    Di verso il discorso per Della Vecchia, il quale non campa d’aria, ma di sostanza. E quale sostanza più concreta ci può essere rispetto a quella che si vaneggia gestendo le vicende di un’azienda che non fallirà mai per ovvi motivi, e cioè il cimitero. Ecco la delega a cui Della Vecchia aspira e a cui ha legato l’evoluzione dell’attuale fase imbronciata verso quella sorridente e comunicativa.

    Il discorso di Domenico Palmieri è un po’ più complicato, perché questo vuole veramente che il fratello faccia l’assessore e Sagliocco, ripetiamo uomo intelligente sa bene che si sputtanerebbe troppo accettando questa condizione.

    Paolo Santulli? Un rebus che cambia i suoi connotati giorno per giorno. Dunque, assolutamente inadatto per formularci attorno delle valutazioni di ordine politico.

    G.G.

     

    PUBBLICATO IL: 11 febbraio 2014 ALLE ORE 16:17