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    OSPEDALE DI MARCIANISE. Fecondo-De Angelis, secondo round: “Caro sindaco, il Pronto Soccorso rischia eccome. Ecco perchè”


            MARCIANISE – Dopo il consiglio comunale monotematico dello scorso lunedì, che ha visto protrarsi per lunghe ore e al cospetto di importanti personalità nel settore sanitario, la discussione sull’ospedale di Marcianise, le pagine di Casertace sono diventate il ring di un interessante botta e risposta tra il capogruppo Pd e due […]

    ospedale marcianise

     

     

     

     

    MARCIANISE – Dopo il consiglio comunale monotematico dello scorso lunedì, che ha visto protrarsi per lunghe ore e al cospetto di importanti personalità nel settore sanitario, la discussione sull’ospedale di Marcianise, le pagine di Casertace sono diventate il ring di un interessante botta e risposta tra il capogruppo Pd e due volte sindaco di Marcianise, Filippo Fecondo, e l’attuale primo cittadino, Antonio De Angelis, sul presente e sul futuro dello stesso presidio ospedaliero locale.

    Vi offriamo, oggi, in versione integrale, la lettera pervenutaci da Filippo Fecondo, con la quale questi risponde alla dichiarazione di De Angelis (CLICCA QUI) sulla proposta provocatoria di risolvere i problemi dell’ospedale di Marcianise chiudendolo definitivamente.

    Signor Direttore, 

    ho letto sul suo giornale la nota stampa del sindaco di Marcianise De Angelis e, devo dire, la stessa conferma le mie preoccupazioni e rende ancora più attuali le mie pubbliche denunce sullo stato dell’Ospedale di Marcianise.

    La prima cosa che rilevo dalla lettura della nota, che conferma le mie affermazioni, è che mentre in Consiglio Comunale, l’altra sera, si leggevano proclami sulla necessità di potenziare i servizi ospedalieri esisteva, dal 20 marzo, una disposizione di servizio della dirigenza dell’ASL che trasferiva tre cardiologi da Marcianise verso altre strutture. Il sindaco a questo punto ammette che conosceva la disposizione e tenta di giustificarsi scrivendo che il trasferimento sarebbe a rotazione; tace, invece, sulle reali, pratiche, conseguenze che si stavano determinando dopo che la disposizione era stata notificata agli interessati.

    Quindi, quanto da me affermato, che conoscendo la disposizione dell’ASL De Angelis si produceva in Consiglio Comunale in audaci false promesse, è cosa che risponde assolutamente al vero.
    Il sindaco il 24 marzo, in Consiglio Comunale, ha mentito all’Assise e alla città.
    Inoltre, la mia affermazione sul dato certo che diminuendo il numero dei cardiologi si determinasse di fatto la chiusura del Pronto Soccorso , è anch’essa vera. Infatti, solo ieri e dopo, presumo, le pubbliche polemiche, il direttore sanitario dell’Ospedale e, immagino, il primario di Cardiologia sono stati costretti a chiedere ai cardiologi la loro disponibilità a prestare lavoro straordinario e, quindi, volontario per evitare che si creassero i disservizi da me prospettati.
    Un’emergenza nell’emergenza, creata da chi nello stesso momento affermava che si stavano potenziando i servizi su Marcianise.

    Ancora, che il Pronto Soccorso di Marcianise sia una trappola per chi viene trasportato in esso, è cosa che ribadisco con forza. Dai dati che mi sono stati forniti, a fronte dei circa 26.000 accessi annui al Pronto Soccorso i trattamenti chirurgici effettuati dall’intera struttura ospedaliera sono circa 940 annui, dei quali ben oltre la metà afferenti all’Ostetricia e, quindi, quasi tutti programmati. Questo significa chei cittadini che vengono trasportati al Pronto Soccorso con patologie che devono essere trattate chirurgicamente vengono trasferiti in altre strutture, con una perdita di tempo che in molti casi potrebbe rivelarsi fatale. Chi, invece, accede per cure cardiologiche urgenti è sottoposto ad altri rischi, facilmente immaginabili in assenza dell’UTIC.

    Anche in questo caso moltissimi pazienti sono trasferiti, previa estenuante trattativa del medico di turno, in altre strutture. Una perdita di tempo rischiosa per la vita del paziente.
    Guai seri ed ulteriori per chi ha la sfortuna arrivare in Pronto Soccorso dopo le venti. Ae, per esempio, un cittadino viene ricoverato per una presunta patologia cardiaca, dopo il primissimo intervento viene immediatamente sottoposto al prelievo del sangue per gli enzimi. Immediatamente! Poi, la provetta viene trasportata al laboratorio di Maddaloni, quello di Marcianise chiude alle venti, si aspettano i risultati e, infine, l’operatore incaricato ritorna a Marcianise per consegnarli al medico di turno. Questa semplice operazione dura alcune ore.

    Lascio a Lei, Signor Direttore, le considerazioni sui concetti di emergenza e urgenza che dovrebbero salvare vite umane.
    Nella sua nota il sindaco tenta, maldestramente, di far passare le mie dichiarazioni come accuse rivolte agli operatori sanitari del pronto Soccorso. Tentativo da furbetto di provincia. Le mie dichiarazioni sono relative alle inefficienze legate alle carenze strumentali e alla insufficienza di risorse , umane e finanziarie, frutto di una gestione irrazionale del sistema ASL.
    Infine , è necessario dire che chi afferma il vero non fa allarmismo; criminale è, invece, l’atteggiamento di chi conoscendolo lo nega, esponendo i cittadini a pericoli gravissimi.

     

    Cordiali saluti.

    Filippo Fecondo

    PUBBLICATO IL: 29 marzo 2014 ALLE ORE 14:45