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    MARCIANISE. Quante belle parole sul futuro dell’ospedale, ma nessuno ha detto che tre cardiologi sono stati trasferiti in altre strutture. Il Pronto Soccorso rischia il collasso


    Pubblichiamo, in calce all'articolo, il testo integrale della lettera fortemente provocatoria scritta da Filippo Fecondo al primo cittadino De Angelis: "Se l'ospedale deve continuare a versare nelle condizioni attuali, meglio chiuderlo"

    pronto_soccorso

     

     

     

    MARCIANISE – Ci eravamo stupiti che il consiglio comunale monotematico sull’ospedale di Marcianise, svoltosi lunedì sera alla presenza di importanti personalità “del settore” ( CLICCA QUI PER LEGGERE IL NOSTRO ARTICOLO SULL’ASSISE) fosse, almeno apparentemente, filato liscio come l’olio, senza particolari polemiche e con il plauso finale dei sindaci componenti la conferenza dell’Asl, che, attraverso le parole del presidente Carmine Antropoli, hanno definito il locale presidio ospedaliero, dopo apposita visita in loco, “una struttura moderna e funzionale”.

    Nulla da dire al riguardo: l’ospedale di Marcianise è davvero una struttura moderna, dalle grandi potenzialità, che sono, tuttavia, in buona parte inespresse.

    Basti pensare, tra le altre, alle gravi difficoltà alle quali il Pronto Soccorso deve far fronte quotidianamente, di cui, d’altra parte, si discute profusamente da mesi.

    Ultima di queste, ma solo cronologicamente parlando, la disposizione di servizio della Direzione dell’Asl, vecchia di una sola settimana, con la quale si è deciso di trasferire tre cardiologi dall’ospedale di Marcianise ad altre strutture. Questo renderà, di fatto, molto difficile, se non impossibile, la buona funzionalità del Pronto Soccorso che già (e le denunce in merito, lo ripetiamo, si sono sprecate) non riesce ad erogare un servizio che possa definirsi efficiente.

    Riportiamo, di seguito, il testo integrale della lettera fortemente provocatoria indirizzata dal capogruppo del Pd, Filippo Fecondo, al sindaco De Angelis: “Se l’ospedale deve restare nelle condizioni attualiscrive Fecondo – o in quelle prospettate demagogicamente dal burocrate “politicizzato” di turno, con il rischio per chi viene ricoverato d’urgenza di trovarsi in una sorta di trappola mortale e con la consapevolezza degli operatori sanitari di operare, appunto, senza gli strumenti e l’assistenza necessaria, è meglio chiuderlo“.

     

    Maria Concetta Varletta

     

     

    Signor Sindaco,

    Lei l’altra sera, in Consiglio Comunale, ha preso in giro l’Assise e l’intera città.  

    Ha affermato che l’Ospedale di Marcianise non sarà ulteriormente depotenziato ma, addirittura, sarà fornito di ulteriori risorse, per erogare un miglior servizio ai cittadini. Lei, Signor Sindaco, mentiva sapendo di mentire. Infatti, era già a conoscenza, in quanto medico, sindaco e componente dei vertici politici dell’ASL, della disposizione di servizio della Direzione dell’ASL, una disposizione del 20 marzo, con la quale vengono trasferiti tre cardiologi dall’Ospedale di Marcianise ad altre strutture. Questo renderà di fatto impossibile la funzionalità del Pronto Soccorso che già, lo abbiamo denunciato in Consiglio, non riesce ad erogare un Servizio efficiente. Un Pronto Soccorso che è una sorta di trappola mortale per chi ha la sventura di esservi trasportato. Quindi la mia provocatoria proposta di chiudere l’Ospedale diventa sempre più attuale. Lei, per calcoli che ci sfuggono, ma ancora per poco, sta perseguendo il cinico proponimento di smantellare un Presidio come quello di Marcianise che andrebbe, invece, difeso con tutte le forze, non solo per i cittadini di Marcianise ma per l’intera conurbazione. Le ragioni di questo Suo atteggiamento non ci sono chiare ma ormai stanno portando al depauperamento di un Ospedale che l’intera Comunità ha atteso per oltre trent’anni.

    Lei l’altra sera, Signor Sindaco, ha offeso un’intera Comunità.    

    Nel Consiglio Comunale di Marcianise del 24 marzo, ascoltando i vertici dell’ASL, attentamente ma molto attentamente, si è capito che gli Ospedali di Marcianise e Maddaloni saranno rispettivamente destinati a polo medico e polo chirurgico. Che significa. Significa che Marcianise non avrà più un Ospedale ma solo reparti medici gestiti dall’Università. Una cosa buona, a primo sentire, ma che di fatto nega al territorio di cui Marcianise è baricentro la possibilità di avere un servizio ospedaliero territoriale. In pratica chi si sente male, chi ha un incidente, ecc., non potrà andare nell’Ospedale di Marcianise, perchè quest’ultimo non avrà la possibilità di accogliere i cittadini in pronto soccorso. Si dovrà andare in altri Ospedali. Eppure la Regione Campania già nel 2010 aveva decretato che l’Ospedale di Marcianise doveva accogliere anche i reparti dell’Ospedale di Maddaloni, perchè la struttura era meglio concepita e certamente notevolmente più moderna. Ma, c’è sempre un ma, questo sarebbe successo solo con il completamento dell’ala ancora incompleta del sito di Marcianise. Niente completamento, niente accorpamento.

    Intanto, “nelle more”, abbiamo due Ospedali che non riescono ad erogare servizi efficienti ai cittadini, a quelli di Maddaloni e a quelli di Marcianise, con costi, tra l’altro, moltiplicati almeno per due. Però, niente paura, perchè ci sono le Cliniche private convenzionate che “attenuano”i disservizi pubblici. In Consiglio Comunale abbiamo anche scoperto che per completare l’ala “in nuce” del nostro Ospedale, basterebbero circa cinque milioni di euro. Solo per chi non conosce i costi e gli sprechi della nostra sanità pubblica è necessario chiarire che è un piccola cifra che consentirebbe, però, di dare un servizio efficiente e a costi minori per una vastissima area della nostra provincia.L’Ospedale di Marcianise, dopo oltre trent’anni dall’inizio dei lavori è ancora incompleto e qualcuno, nonostante sia la struttura più moderna della Regione, in una posizione strategica, intende smantellarlo. Dovremmo, tutti insieme, interrogarci del perchè.

    Intanto, lasciatemelo dire, se l’Ospedale deve restare nelle condizioni attuali, o in quelle prospettate demagogicamente dal burocrate “politicizzato” di turno, con il rischio per chi viene ricoverato d’urgenza di trovarsi in una sorta di trappola mortale e con la consapevolezza degli operatori sanitari di operare, appunto, senza gli strumenti e l’assistenza necessaria, è meglio chiuderlo.

     

    Filippo Fecondo, capogruppo Pd”

    PUBBLICATO IL: 27 marzo 2014 ALLE ORE 11:40