Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    L’EDITORIALE/CASERTA, spendere 1 milione e mezzo di cottimi fiduciari in un anno e bloccare i servizi sociali della città è un errore imperdonabile


        Deponiamo la mazza da baseball e cerchiamo di esprime un punto di vista forte, ma che, si spera, possa produrre un dibattito e una riflessione ampia in città. Ci crediamo poco ma il nostro potere lo dobbiamo pur fare.   CASERTA – Le due notizie che abbiamo pubblicato ieri, lunedì di pasquetta,  per […]

    Nella foto Casale, Del Gaudio, Piscitelli

     

     

    Deponiamo la mazza da baseball e cerchiamo di esprime un punto di vista forte, ma che, si spera, possa produrre un dibattito e una riflessione ampia in città. Ci crediamo poco ma il nostro potere lo dobbiamo pur fare.

     

    CASERTA – Le due notizie che abbiamo pubblicato ieri, lunedì di pasquetta,  per i nostri lettori, la prima relativa al computo di massima, ma sufficientemente approssimato alla cifra reale, degli esborsi erogati dal comune di Caserta per il pagamento di interventi a imprese di fiducia per opere, perlopiù, riguardanti la manutenzione ordinaria, la seconda riguardante la sospensione del quasi 100% della copertura sociale che lo stesso comune di Caserta, attraverso l’ambito che lo associa in un coordinamento ad altri comuni vicini, sono solo apparentemente due notizie diverse. O meglio, in termini rigorosamente giornalistici sono due notizie differenti, cioè che differiscono in funzione di ambiti tecnicamente diversi tra di loro, ma in realtà sono due notizie intimamente legate.

    Coincidenza ha voluto che le abbiamo fornite nello stesso giorno, perché questo ci ha consentito di riflettere per qualche secondo e di arrivare alla convinzione che le due informazioni sono in realtà una la faccia e l’altra il rovescio della stessa medaglia.

    Le ristrettezze e i vincoli cogenti del disseesto non annullano completamente le facoltà discrezionali di  un’amministrazione comunale, tema di scelta collegata alla collocazione delle pur scarse risorse disponibili. Insomma un’amministrazione comunale in dissesto ha pur sempre l’obbligo di redigere e di approvare un bilancio di revisione in cui fa capire quelle che sono le sue intenzioni, le sue sensibilità, il senso avvertito di emergenze già in esercizio o semplicemente latenti.

    Questa amministrazione ha scelto  nel 2012 di spendere 1 milione e mezzo di euro tra cottimi fiduciari, affidamenti diretti e ammennicoli vari e ha scelto di trovarsi nella condizione di azzerare, seppur per qualche giorno (ma ci sono servizi che saranno sospesi più a lungo) il suo presidio sociale sulla vita delle categorie più deboli, meno protette, fisiologicamente  e biologicamente incapaci ad essere autosufficienti. In questa valutazione  evitiamo derive trombonistiche che ci ricolleghino a discorsi troppo impegnativi, escatologici sull’etica sociale, sui suoi richiami alle grandi dottrine della politica e della religione, ma una cosa va detta da una piccola cattedra liberale come quella di casertace.net che non può essere certo tacciata di pauperismo di maniera praticato da anime belle e da social assistenzialisti che nei loro richiami fanno sempre di tutta l’erba un fascio.

    Non può però sfuggire a nessuno il fatto che oggi la crisi economica sia un dato talmente evidente, talmente entrato nella pratica quotidiana, in maniera tagliente, dolorosa, dei 4/5 della popolazione italiana da poter dire che mai, dal dopoguerra ad oggi è esistito un momento meno opportuno per impegnare il confronto politico di una disputa tra liberal liberisti e social pauperisti.

    E’ notizia di questi giorni che la crisi economica e i suoi effetti, la relazione tra austerity necessaria e welfare decurtato non riempie  più  solamente gli atti esplicativi  dei board economici e dei vari think tank di ogni latitudine, ma è diventato oggetto di studio serissimo delle più austere sobrie e autorevoli riviste mediche del mondo.

    Bene, il microcosmo, ma proprio micro micro, casertano segnala una traccia evidente di insensibilità, di stampo chiaramente relativista, rispetto a un’emergenza, quella sociale da cui Caserta non è certo esente, anzi, al contrario  di cui Caserta esprime i tratti ancora più emergenziali legati al fatto che nel sud del paese il bubbone della crisi, il bubbone della recessione congiunturale si coagula, formando un vero e proprio tumore, con le debolezze strutturali di un area che non è riuscita a crescere nemmeno ai tempi delle vacche grasse.

    Ho cercato di scrivere questo articolo, come si dice, in punta di penna o di fioretto, proprio per farne risaltare l’aspetto costruttivo, proprio per rendere casertace.net interlocutore di un confronto possibile, ma alto, con chi amministra questa città e con chi determina le sue scelte. Per sottrarre alibi a ognuno non abbiamo scritto, come ci è capitato in passato, in punta di mazza da baseball.

    Gianluigi Guarino

    CLICCA QUI PER LEGGERE IL NOSTRO ARTICOLO DI IERI SULLA SOSPENSIONE DEI SERVIZI

    PUBBLICATO IL: 2 aprile 2013 ALLE ORE 10:26