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    L’EDITORIALE – Mondragone, Cennami chiederà a Schiappa di liberarsi del figlio di Conte, ma non basta, il medico con questa operazione si avvia a chiudere la sua carriera politica


        Una gradita ed interessante telefonata ci è giunta da Achille Cennami, che ha confutato il nostro articolo di stamattina. Argomenti legittimi, ma noi rimaniamo della stessa idea e vi spieghiamo, stavolta dettagliatamente il perchè.   Ci ha raggiunto una gradita telefonata del dott. Achille Cennami, ex sindaco di Mondragone e attuale leader del […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Giovanni Schiappa, Achille Cennami e Michele Conte

     

    Una gradita ed interessante telefonata ci è giunta da Achille Cennami, che ha confutato il nostro articolo di stamattina. Argomenti legittimi, ma noi rimaniamo della stessa idea e vi spieghiamo, stavolta dettagliatamente il perchè.

     

    Ci ha raggiunto una gradita telefonata del dott. Achille Cennami, ex sindaco di Mondragone e attuale leader del Pd locale. Gradita perchè, lo confessiamo, Casertace nutre una certa simpatia umana e anche politica nei confronti di Cennami. Ci sono piaciute le sue scelte lineari, coerenti, mai cedevoli rispetto alle ragioni machiavelliche della tattica.

    Oggi, per la prima volta abbiamo dovuto scrivere un articolo in cui l’elemento tattico entra a far parte dell’azione e dell’iniziative di Cennami.

    Abbiamo scritto che lui e il Pd di Mondragone si avviano a fare un’alleanza con il sindaco del Pdl, Giovanni Schiappa. Naturalmente, nel corso della  lunga, vicendevolmente cortese e preziosa telefonata, Cennami ha cercato di convincerci che quello che avevamo scritto non era esatto e che  a Schiappa chiederà atti forti, concreti e di rottura con quelle aree della politica e della società locale che ne hanno, in pratica, determinato l’elezione.

    Senza far troppi giri di parole, noi abbiamo capito che Cennami non vuole l’erede di Ugo Alfredo Conte, e cioè Michele Conte nella nuova maggioranza. Il medico lo ha detto con chiarezza, nel momento in cui ha contestato il nostro titolo sul nuovo tridente (Cennami-Schiappa-Ugo Conte) di governo di Mondragone.

    La telefonata, come detto è stata lunga. Le ragioni, legittimamente esposte da Cennami non ci hanno però convinti. Se è comprensibile su un piano umano ed emotivo che Cennami non la voglia dar vinta a Michele Zannini e a quelli che lo hanno fatto a suo tempo cadere, questa operazione rischia, di converso, di decretare la fine politica dell’ex sindaco del Pd. E questo per un motivo molto semplice.

    E’ del tutto velleitario, infatti, dando per acquisita la buona fede di Cennami, ritenere che Giovanni Schiappa, sia, politicamente, “altra cosa” rispetto ad Ugo Alfredo Conte, e “altra cosa” rispetto all’ex coordinatore cittadino di Forza Italia, Giuseppe Valente.

    Tutta la carriera politica di Schiappa, tutto quello che è riuscito ad ottenere è dovuto, in effetti, in larga parte al sostegno ricevuto da questi mondi, che oggi Schiappa ripudia. Troppo comodo!

    Dottore Cennami, Schiappa è un tutt’uno con quell’area politica. Ne ha fatto parte, ne è diventato protagonista e si è rappresentato alle ultime elezioni come il terminale di quegli interessi, altrimenti col cavolo che le vinceva le elezioni, senza i voti di Ugo Alfredo Conte.

    Lei, Cennami si avvia a tenere in vita un successore politico di Conte e di Valente e si avvia ad utilizzare, per un sostegno in una nuova maggioranza proprio quei voti di Conte, ripeto, assolutamente decisivi per l’elezione di Schiappa, con il quale lei oggi, medita di allearsi. Dunque lei può anche pretendere ed ottenere la giubilazione di Michele Conte, ma quei voti che fanno esistere Schiappa come sindaco e Schiappa come artefice di un nuovo governo, di cui in maniera più o meno diretta farà parte anche il Pd, sono voti di Conte, quindi, lei Cennami puntellerà un’esperienza di governo che le deriverà proprio da quel consenso che lei dice di aborrire. Tutto qui.

    E come la mettiamo con chi sosteneva la sua giunta e oggi siede al fianco del primo cittadino di Mondragone? Anche quelli lì l’hanno tradita politicamente come a suo tempo, fecero Zannini, Rizzieri e compagnia.

    C’è poi un altro problema, non certo irrilevante, per una persona come lei che crede nella democrazia, nei suoi principi ispiratori e nelle norme non scritte che ne qualificano la consistenza come migliore strumento per il governo della società. Il dottore Achille Cennami è stato delegato dal popolo sovrano di Mondragone a rappresentare, ripeto, a rappresentare l’opposizione democratica, svolgendo un’azione di controllo sugli atti di chi un’altra parte del popolo sovrano di Mondragone, leggermente maggioritaria, ha delegato a rappresentarla nell’espressione dell’azione di governo.

    Spiegare queste cose a politici come Schiappa, significa sprecare il fiato. Ma lei, la sua storia, la sua cultura non possono essere insensibili a quella che costituirebbe una deriva, una forma di democrazia avariata, che avrebbe uno e un solo nome: ribaltone.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 15 maggio 2013 ALLE ORE 15:01